Minima moralia

 

Lettera al governo svizzero

 

Rorsarch, 7 settembre 1942

Egregi Signori Consiglieri Federali,

Non possiamo fare a meno di dirvi che noi alunne siamo profondamente indignate che i profughi vengano ricacciati così spietatamente verso una sorte tragica. Si è forse dimenticato completamente che Gesù ha detto “Ciò che avete fatto al più piccolo tra voi, lo avete fatto a me”. Non ci saremmo mai immaginate che la Svizzera, l’Isola di pace che pretende di essere misericordiosa, avrebbe ributtato come bestie oltre la frontiera questi miseri esseri infreddoliti e tremanti. Non succederà anche a noi quanto è accaduto al ricco che ha ignorato il povero Lazzaro? A cosa ci serve poter dire: Sì, nell’ultima guerra mondiale la Svizzera si è comportata bene, se poi non avremo da mostrare nulla di buono che la Svizzera abbia fatto in questa guerra, in particolare per gli emigranti? Questi esseri umani hanno riposto tutte le loro speranze nel nostro Paese. Quale crudele delusione devono provare nel venir respinti verso il luogo da cui sono venuti e dove andranno incontro a morte sicura? Se continueremo così, possiamo essere certi che il castigo ricadrà su di noi. È possibile che voi abbiate ricevuto l’ordine di non accogliere ebrei, ma questa non è certamente la volontà di Dio, e noi dobbiamo ubbidire più a Lui che agli uomini. Quando ci è stato chiesto di raccogliere contributi, siamo state pronte a farlo per la nostra Patria e abbiamo sacrificato volentieri il nostro tempo. Per questo ci permettiamo di pregarvi di accogliere questi poverissimi senza patria!

Vi salutiamo con stima e con sentimento patriottico.

 

Seguono le firme di 22 (su 32) allieve della 2.C della Sekundarschule (scuola secondaria) di Rorsarch, nel Canton San Gallo, Svizzera. Le ragazze che la firmarono avevano allora 14 anni.

 

(Da Silvana Calvo, A un passo dalla salvezza. La politica svizzera di respingimento degli ebrei durante la seconda guerra mondiale,Zamorani, 2010)