Roma

 

Chi governerà Roma e chi Costantinopoli

 

Domenica 14 Giugno 2015 si sono tenute le elezioni per il rinnovo del Consiglio della Comunità Ebraica di Roma. Su 10.885 aventi diritto ha votato il 36,1% in dieci seggi dislocati in tutta la città.

 Le elezioni sono state vinte dalla lista numero 1 “Per Israele”  (candidata presidente Ruth Dureghello) con il 44,08% delle preferenze. Ha raccolto il 22,95% dei voti la lista numero 4 “Israele Siamo Noi” (Fiamma Nirenstein).  La lista numero 2 “Menorah” (Maurizio Tagliacozzo) ha raggiunto il 21,37%. La lista numero 3 “Binah” (Claudia Fellus) ha infine toccato l’11,6%.

Risultati complessivamente abbastanza simili a quelli delle politiche in Turchia la settimana prima, se accettiamo la corrispondenza, sicuramente  inesatta:

  • AKP (il centro destra islamico di governo, al 40,87%; ora guidato da Davutoğlu, ma dietro di lui c’è sempre Erdoğan) occupa all’incirca lo spazio politico della lista Per Israele
     

  • CHP (la borghesia che si richiama ad Atatürk, timidamente di centro sinistra, al 24,95%; guidata da Kılıçdaroğlu) ≈ Menorah
     

  • MHP (la destra nazionalista, al 16,29%; Bahçeli) ≈  Israele siamo noi
     

  • HDP (la nuova aggregazione curda e femminista, al 13,12%; leadership congiunta parigenere di Demirtaş & Yüksekdağ) ≈  Binah

Rispetto ai turchi, gli ebrei romani appaiono più avanti nel favorire una leadership femminile, e più a destra nel sorpasso del centro sinistra da parte del nazionalismo radicale, un nazionalismo stemperato però, nel caso romano, dal suo guardare ad una nazione estera. Entrambi gli elettorati sembrano voler ancora nutrire, a dispetto delle differenti sensibilità religiose, una grossa pancia democristiana.

 

a.t.