Riflessioni

 

Un ebreo alla corrida

 

di David Terracini

 

 

L’intera Plaza de Toros de las Ventas scatta in piedi in osanna, sventolando fazzoletti bianchi. È il tributo di gloria al torero che ha abbattuto il nemico dopo aver rischiato la pelle con due o tre evoluzioni ad un pelo dall’incornata. Merita il trofeo dell’orecchio tagliato all’animale.

Chi me l’ha fatto fare di assistere a questo sanguinoso rito pagano di tortura pubblica? Forse volevo dimostrare a me stesso (ebreo col complesso della persecuzione millenaria) che ancora oggi la folla spagnola gode, come gli antichi romani, ad assistere alla strage di ebrei-cristiani innocenti sbranati dalle fiere? O che gode alla vista del sangue che cola sulla groppa del toro ed esulta calandosi nella parte dell’inquisitore, che estorce confessioni al marrano a tratti di garrota? Ma mi devo ricredere. Qui non si assiste alla strage di innocenti né alla tortura di un miscredente legato ed inerme di fronte all’inquisitore. Qui si assiste alla lotta armata tra un uomo astuto vestito di bianco e oro ed una bestia nera furiosa ed ottusa.

Lui la luce, l’altro il buio. Lotta armata tra spirito e materia, tra anima e corpo, tra intelligenza ed ottusità, tra bello e brutto, tra buono e cattivo. E la folla esulta estasiata quando vede con i propri occhi, in concreto, che l’anima ha trionfato sul corpo, il bene ha trionfato sul male, come il confessore ha raccomandato ad ognuno, e come prima i filosofi greci, latini e medievali.

Niente di più lontano, penso, dalla concezione etica dell’ebraismo.

Spirito e materia, anima e corpo, ha scritto rav Roberto Della Rocca, un dualismo che non è dualismo, e che non può essere posto in parallelo con il bello e con il brutto, e soprattutto con il buono e con il cattivo.

Tutto contento di aver constatato che per noi tra anima e corpo non c’è il dissidio insanabile che c’è tra i cristiani, entro in un ristorante tipico taref e ordino un piatto di rabo de toro, code di toro al sugo.

David Terracini

 

Mantova, Scuola grande, Seggio rabbinico, 16° sec, dettaglio

   

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