Israele

 

Blocknotes

di Reuven Ravenna

Intrico

Come è possibile analizzare lo scenario mondiale, e soprattutto il Medio Oriente, quando le situazioni si modificano a ritmo vertiginoso, con forze che cambiano alleanze, in un groviglio di interessi dichiarati o sottintesi? Con le scene quotidiane di massacri, di fughe nei deserti e nel mare? Quanto scrivo oggi, fra breve tempo sarà superato dagli eventi. Quasi quasi rivado con nostalgia alle cronache di tanti anni fa, al mondo della Guerra fredda, statico, così lo sentivo, da giudicare in bianco e nero,  secondo le ideologie dei singoli.

 

 

Boicottaggio

In crescendo la psicosi del boicottaggio che le forze anti-israeliane allargano contro molteplici obiettivi. BDS è la sigla che sta diventando il simbolo di una guerra che va dal mondo delle Università dell'Occidente a forze economiche rilevanti (boicottaggio dei prodotti degli insediamenti in Cisgiordania), e al rifiuto di artisti di esibirsi nello Stato Ebraico. È un trend crescente che coinvolge notevoli settori dell'opinione pubblica, delle élite di Paesi amici, creando al nostro interno un sentimento di assedio:"tutto il mondo ci osteggia". Si guardi con franchezza la realtà: non c'è dubbio che forze ostili, veteroantisemite, propalestinesi o pregiudizialmente terzomondiste, siano tra i fattori più attivi in questa offensiva. Tuttavia, in prospettiva storica, dobbiamo constatare come sia emersa una generazione per la quale la memoria del secolo breve  sta sbiadendo, che considera che lo status quo, di fatto realtà bi-nazionale che si protrae da 48 anni, sia una situazione, ai suoi occhi, di vetero colonialismo. Intellettuali, media, opinionisti criticano Israele per una delusione, direi affettiva, nei confronti di una società che in un recente passato è stata portata a modello di umanesimo, di esperimenti sociali unici, e che attualmente domina milioni di  palestinesi, direttamente o meno, con diritti parziali o nulli. È sintomatico l'attacco di elementi odierni contro le bandiere biancocelesti, che furono impugnate dai soldati di Eretz Israel nella battaglia finale contro il nazifascismo, divenute il simbolo, ai loro occhi, di sopraffazione nei confronti di un altro popolo.

Confesso che chi critica in toto o in parte l'ideologia e il modus operandi della Coalizione di Bibi e alleati, si trova in una scomoda posizione: da un lato vede nel mantenimento della stasi odierna un pericolo per il futuro per la corrosione sociale, democratica della società, ma dall'altro canto non ignora la minacce immediate e le ostilità, vicine e lontane, da non sottovalutare.

 

Strabismo

Scandali di corruzione, di molestie sessuali, nella mia cara Italia e nelle cronache quotidiane di Israele. "Sadna de ara'a had hu" che equivale a "Tutto il mondo è paese". Basta. Debbo smettere di essere strabico nei confronti delle informazioni dei miei due Paesi e concentrarmi, per quanto possibile, nella concretezza nella quale vivo e agisco da più di mezzo secolo.

 

Il Nonno

Dovrei scrivere pagine e pagine di memorie e di riflessioni suscitate dalla lettura di Cultura e etica ebraica. Scritti scelti di Dante Lattes a cura di Amos Luzzatto. Un coinvolgimento che deriva non solo per l'affetto che provo per il cugino acquisito, ma soprattutto per il rapporto di simpatia che si instaurò per il Maestro nei nostri incontri in varie sedi. Il Nonno, padre spirituale di Amos, ma pure per tanti ebrei dell'Italia Ebraica del secolo scorso. Mi limiterò a qualche considerazione. Scrissi un articolo su "Dante Lattes o della dignità ebraica" negli anni settanta. Me lo sono riletto e ho constatato come la mia visione dell'uomo non si è modificata, nonostante l'impatto di altri pensatori nel mio cammino intellettuale, nonostante il quadro del mondo così diverso. Ho avuto in sorte di incontrare i due grandi ispiratori degli ebrei italiani delle passate generazioni, Dante Latte e Alfonso Pacifici, amici e così diversi. Leggendo i loro scritti rivivo i sentimenti, gli ideali di personalità che hanno caratterizzato l'Italia ebraica lasciando tracce imperiture sul cammino di chi ha continuato l'ascesa verso la conquista della propria ebraicità.

Reuven Ravenna

11 giugno, 24 sivan

 

   

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