Storia

 

Il muezzin di Federico II

di Davide Silvera

 

L'imperatore Federico II, che Papa Gregorio IX aveva scomunicato per non aver partecipato alla quinta crociata, venne a Gerusalemme nel 1229, intraprendendo una crociata pacifica e personale con lo scopo di venire a patti con il sultano al Kamil. L'accordo firmato tra i due doveva garantire ai cristiani Gerusalemme, Betlemme e Nazaret per un periodo di dieci anni, dieci mesi e dieci giorni.

Secondo la legge islamica tale periodo era il massimo di requie che si poteva concedere agli infedeli.

In cambio Federico si impegnò a non attaccare l'Egitto.

Federico, che grazie al suo matrimonio con Iolanda, figlia di Maria di Monferrato, era diventato re di Gerusalemme, entrò nella Chiesa del S.

Sepolcro, prese la corona di Goffredo di Buglione dall'altare, se la pose in testa e disse:" Ho detto che sarei venuto ed eccomi qua."

Si racconta che, durante il suo soggiorno nella città santa , il qadi di Nablus, Shams ad-Din, avesse fatto evacuare la popolazione musulmana, ad eccezione di alcuni religiosi addetti ai luoghi di culto dell’Islam.

Una mattina Federico chiese a Shams ad-Din perché non si udissero i richiami notturni alla preghiera dei muezzin . Il qadi gli rispose;” Sono io che ho dato ordine di non farlo, per riguardo a Vostra Maestà”

“Non avresti dovuto agire così - disse l’imperatore - perché il mio maggiore scopo nel pernottare a Gerusalemme era di sentire l’appello alla preghiera dei muezzin durante la notte.”

Davide Silvera