Libri

 

La vita è piena di trucchi

di Paola De Benedetti

 

Enrico Finzi si racconta: ha tante cose da raccontare, non soltanto quelle che lui alla presentazione del suo libro a Torino ha detto sollecitate dalle nipotine, che gli chiedevano non favole, ma “com’era quando tu eri piccolo? com’era quando non c’era il telefono cellulare?”; per loro (ma anche per noi) racconta le sue avventure - o disavventure - di bambino grasso e impacciato, esilaranti, riferite senza autocompiacimento, con ironia e poca indulgenza, confessando come suoi tratti essenziali fin da allora il narcisismo e la teatralità. Poi c’è innanzi tutto la sua famiglia, che lui stesso definisce “non banale”: la madre Matilde Bassani, coraggiosa partigiana, insignita di un’alta onorificenza inglese per la sua collaborazione con gli alleati durante l’occupazione; i cugini Giorgio Bassani scrittore, Eugenio Curiel eroe della Resistenza che gli viene proposto-imposto fin da piccolo come modello, Cesare Musatti, lo psicanalista che gli sconsiglia di dedicarsi alla psicanalisi perché “ci sono già troppi ebrei”, la nonna materna che dirige tutti, la zia scomparsa per anni, che quando ricompare riesce a mettere scompiglio in famiglia. Sullo sfondo c’è il padre che rimpiange di aver dovuto interrompere gli studi per proseguire il lavoro di famiglia, la pellicceria (in cui peraltro ha successo), un padre spesso assente a causa del suo lavoro (il che - osserva Enrico Finzi - gli ha evitato il complesso di Edipo); il padre che per coerenza ideologica regala i suoi terreni ai contadini che li lavorano; l’adorata sorellina, il fratello minore, l’anarchico che “scopre” da grande.

Importanti sono l’educazione e l’esempio che gli vengono da questa famiglia, che gli trasmette “quel sentimento primario di rigetto dell’iniquità che sarà sempre la base emotiva del mio essere di sinistra, l’indignazione che ne sosterrà le ragioni razionali” .

L’autore racconta le sue esperienze di lavoro (assistente di Storia Moderna e Contemporanea alla Statale di Milano, giornalista, esperto di marketing, ricercatore sociale e di mercato, saggista); interessante - in particolare per noi torinesi - l’esperienza nella nostra città, dove era stato chiamato alla Fondazione Agnelli, e dove incontra un ambiente industriale che nel suo racconto non fa proprio un’eccellente figura.

E c’è molto altro. In questo suo esordio di narrativa Enrico Finzi dice di essersi divertito a scrivere il libro e si domanda (domanda retorica, da buon teatrante) “chissà che non riesca a divertire qualche lettore”; sapeva benissimo che ci sarebbe riuscito.

                                                                  Paola De Benedetti

 

Enrico Finzi - La vita è piena di trucchi - Ed. Bompiani 2014 - € 17

 

Mantova a Gerusalemme,
Libro di Kabbalah, miniatura

 

   

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