Ricordi

 

Ugo Sacerdote

 

 

Il 1° luglio è morto a Torino Ugo Sacerdote.

Con lui, e con le sue memorie di partigiano (in quel momento era anche responsabile del Coordinamento Associazioni Resistenza del Piemonte), raccolte da Simone Disegni, avevamo inaugurato nel numero di aprile 2009 la rubrica storie di ebrei torinesi (rubrica che dura da sette anni, e che vede proprio in questo numero l’intervista al genero, Daniel Fantoni, Consigliere della Comunità).

Ugo Sacerdote aveva rievocato per HK il suo 25 aprile, la sua vicenda di partigiano: studente in ingegneria era salito in Val di Lanzo; dopo un  rastrellamento nel gennaio del ’44 era passato in Val Luserna, dove aveva incontrato Emanuele Artom, che l’aveva inviato come commissario politico presso un distaccamento (l’episodio è ricordato da Artom nel suo Diario Partigiano); era poi passato con il suo distaccamento in Val Germanasca e in Val Angrogna. Nei mesi di aprile e maggio fece parte di una missione del Servizio Informazioni Militari che aveva lo scopo di organizzare lanci di armi, munizioni, viveri e medicinali alle formazioni partigiane. Nell’agosto ’44, rimasto isolato durante un rastrellamento, si unì alla formazione autonoma della Val Chisone; si ricongiunse poi con le formazioni di Giustizia e Libertà con cui combatté nelle valli del Cuneese.

Con la pace completò gli studi laureandosi in ingegneria e intraprese una brillante carriera che lo ha portato all’incarico di Direttore di Aeritalia.

Noi ebrei torinesi eravamo abituati a sentire la sua voce non solo come testimone attivo e lucidissimo della Resistenza (ancora il 25 aprile 2014, a conclusione della tradizionale fiaccolata, aveva tenuto un appassionato discorso in Piazza Castello) ma anche come cohen che ci impartiva la benedizione. Era stato anche, dal 1993 al 1997, Consigliere della Comunità Ebraica di Torino.

Riteniamo di poter esprimere alla famiglia la nostra sentita partecipazione anche a nome di tutto il Gruppo di Studi Ebraici.