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Gli aquiloni di fuoco

di Israel De Benedetti

 

Scrivo oggi, 29 giugno: da 80 giorni tutta la popolazione attorno alla striscia di Gaza è soggetta al quotidiano "bombardamento" di aquiloni e non se ne veda una fine. Sono kibbutzim e moshavim che dal primo pomeriggio a sera cercano di spegnere i fuochi provocati da queste armi così semplici e così pericolose. Sotto ogni aquilone una bottiglia incendiaria e a volte anche una piccola carica esplosiva: il vento che soffia al pomeriggio da occidente a oriente li spinge da Gaza verso Israele. La loro portata, che ieri è arrivata fino a 35 chilometri, dipende alla forza del vento. Per fortuna fino ad oggi non ci sono state vittime ma decine e decine di incendi con una media di più di 30 al giorno, incendi che hanno portato alla distruzione di ettari di boschi ed ettari di grano pronto per la mietitura. Il danno economico è relativo e si spera che il governo pensi a risarcire i colpiti, ma il danno spirituale è senza fine in tutte le sue espressioni. I fuochi impegnano decine e decine di pompieri con l'aiuto degli abitanti e di volontari che arrivano fin dal lontano nord. Di solito gli incendi vengono domati abbastanza presto ma lasciano strisce di bruciato sui campi e sui boschi che vanno trasformando una zona agricola di terre lavorate e di parchi in una sola striscia di nero. Centinaia e centinaia di abitanti della zona hanno cercato di mantenere una normale vita quotidiana continuando a mandare i figli nelle scuole centrali, tutte scuole corazzate, ma gli autobus che portano i bambini non sono a prova di aquiloni. Al ritorno a casa figli e genitori subiscono nella migliore delle ipotesi (fino ad oggi non ci sono state vittime e i danni alle abitazioni sono molto limitati) l'odore di bruciato e la vista del nero, oltre alla continua paura del peggio, giorno e notte.

A far volare gli aquiloni sono ragazzini dagli 8 ai 15 anni. Cosa vuol dimostrare Hamas? Vuole rendere la vita insopportabile ai suoi vicini e se ci scappa qualche bimbo morto tanto meglio così il mondo saprà chi è Israele. Ma a Gaza continuano a mancare acqua ed elettricità per non parlare di medicine e materiale sanitario. Israele fino ad oggi ha mantenuto una reazione militare molto modesta con qualche bombardamento aereo su obbiettivi di Hamas. Si cerca di non far vittime mentre i reparti specializzati cercano un metodo scientifico per individuare gli aquiloni e farli cadere al di la del confine. Ma fino a quando si può continuare questo genere di vita? Gli abitanti della zona fino ad oggi rimangono sul posto e nessuno cerca rifugio al nord, ma fino a quando? Ci sono già state negli anni passati operazioni militari di Israele entro la striscia di Gaza. Tanti morti dalle due parti e nessun risultato, a parte una fragile tregua di un paio d'anni, perciò c’è chi afferma che nessuna delle due parti voglia oggi un intervento di vera guerra, ma si teme che prima o poi si produca una scintilla che scateni tutta la zona.

Per mia fortuna non spetta a me prendere decisioni, tuttavia mi sembra che una soluzione possa esserci. Il governo di Israele metta in pratica un piano che preveda la fine delle ostilità dalle due parti, in cambio Israele si impegna a risolvere i problemi dei rifornimenti di acqua ed elettricità, di ospedali e medicine. Apra i blocchi di frontiera e si impegni a uno scambio reciproco di prigionieri (a Gaza sono trattenuti da anni due israeliani e le salme di due soldati caduti). Questo piano dovrebbe essere presentato alle Nazioni Unite. Se Hamas accetta di trattare bene, altrimenti ogni reazione di Israele potrà essere giustificata. L'Egitto, che ha tutte le ragioni per assicurare la sua frontiera nel Sinai, cerca di mediare ma fino ad ora senza risultati. Il governo di Israele da parte sua non presenta nessun piano preciso: tutta la preoccupazione di Netanyahu è per il fonte nord dove siriani e iraniani minacciano il peggio. Noi di Ruchama, per ora non raggiunti degli aquiloni, possiamo solamente cercare di aiutare i nostri vicini con l'invio di volontari.

 

 Israel De Benedetti

Ruchama, 3 luglio

Lancio di aquiloni incendiari dalla Striscia di Gaza (dal Web)

 

 

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