Italia

 

Non fingete di non vedere

di Lucio Pardo

 

C'era una volta Resistenza, periodico dell'Anpi di Bologna. Poche pagine in bianco e nero.

Resistenza e Resistenze è il nuovo periodico Anpi, tante pagine a colori, carta patinata, nuovi scritti e collaboratori. Pure Luisa Morgantini. Scrive “Sulla Palestina” n.1/2018, (p.15) a modo suo e di seguito Resistenza pone la poesia d’una partigiana (47° Brig. Garibaldi).
 

Non fingete di non vedere di Tullia De Mayo

 

riappaiono le svastiche sui muri,
triste retaggio di biechi assassini
in questo tempo che è ancora di morte
non fingete di non vedere
un giorno i muri gronderanno sangue

 ……..

sono migliaia le vite troncate
con la corda, la tortura, ed il piombo,
Se non volete che siano morti invano

non fingete di non vedere

Una poesia antinazista sotto un testo anti israeliano?

Ma che accostamento è questo? Un paragone dell’esercito israeliano nato dalla Brigata ebraica con gli sgherri nazisti in Italia nel 1943? Scriviamo e telefoniamo a Resistenza per rifiutarlo.

Nel 1982, a 40 anni dall’invasione tedesca, con lo slogan Nazi Israele, una bara, é scagliata, da un corteo operaio, sulla sinagoga di Roma, in un’atmosfera livida. Poi il feroce attentato. All’attentato segue una corale presa di coscienza e una seria difesa dei possibili obbiettivi. Passano altri 40 anni e la gente non dimentica. Non così chi dovrebbe informarla.

 

Dopo reiterate richieste di replica da parte della Comunità, si concedono 15 righe su Resistenza. Troppe. Se ne salva una sola. Dice: la Comunità sostiene che abbinare poesia e articolo Morgantini sarebbe un modo per “riabilitare l’antisemitismo mascherato da appoggio alla causa palestinese”.

Risposta di Resistenza non firmata: “Ho spiegato che articolo e poesia non hanno alcun rapporto di causalità fra loro.” Che hanno frainteso. (Non è una spiegazione, è un’affermazione non fondata su prove o ragionamenti condivisibili).

Il 25 Aprile 2017 in piazza Nettuno Comunità ebraica e bandiera della Brigata Ebraica sono salutate e ringraziate dal palco da Laura Boldrini. Il 25 Aprile 2018 parte della Comunità e la bandiera della Brigata sono a Monte Sole di Marzabotto. In piazza Nettuno, avanti il palco, c'é Rav Sermoneta, che, nei 20 anni passati a Bologna, si è fatto conoscere e benvolere. Sul palco c’é la presidente dell’Anpi. Dietro di lei un tipo con kefia in testa, fazzoletto dell’Anpi, distintivo con Stella di David e spilla con immagine dell’urlo di Munch, che grida: “gli ebrei in Palestina ammazzano i bambini!” Il 25 Aprile a Roma e Trieste l’Anpi porta in piazza bandiere palestinesi. A Bologna ancora no, ma c’è quel tipo con kefia e distintivo Anpi che inveisce contro gli ebrei. Però stiamo tranquilli, il direttore di Resistenza “spiega” che non c’è rapporto di causalità fra le urla del soggetto, pag,15 di Resistenza, il testo di Morgantini e la poesia “Non fingete di non vedere”.

Ma chi finge di non vedere e che cosa?

Chi finge di ignorare la risposta della Comunità in 15 righe non pubblicate su filo palestinismo immaginario e antisemitismo vero?

Chi finge di non vedere né sentire quel tipo con Kefia in piazza Nettuno?

Chi finge di non ricordare la Brigata Ebraica fra i liberatori d’Italia ?

Chi finge di ignorare gli ebrei italiani liberati due volte, come italiani e come ebrei?

Chi finge di ignorare che in Siria e Iraq si muore uccisi senza motivo, non in Cisgiordania?

È lì sul palco, é la presidente dell’Anpi! E lo sa che questo succede anche a Roma? E a Trieste? E che per il 2 giugno a Bologna c’è uno Stand Morgantini per ricostruire Gaza (sic!), con nuove “spiegazioni”? Dovremo vedere Kefia e bandiere palestinesi (a Gaza con anche la svastika sul puntale) ogni ricorrenza civile italiana? Anche il 27 gennaio, giorno della memoria?

E il Rav può fingere di dimenticare quel 1982 a Roma quando, un giornalista famoso arriva a inventare il “male oscuro”di Israele? Può dimenticare l’attentato del 9 ottobre e, a qualche metro da lui, fuori dalla sinagoga il terrorista che spara nel mucchio, ai bambini? Adesso basta! Arrabbiatissimo il Rav va via.

Un fotografo lo ritrae in quel momento. La foto, pubblicata dal Carlino, trasmette un messaggio, non verbale, perfetto! Quel giorno Il Carlino va a ruba. Bologna non merita azioni faziose. Lo dice forte e chiaro. C’è anche chi restituisce la tessera dell’Anpi. Il messaggio arriva e i destinatari non “fanno finta di non vedere”. Le foto e l’intervista parlano. Tanti esprimono solidarietà. Come se con lui marciassero senza rossore e senza vergogna, senza inciampo e senza fermarsi.

 

Morgantini, scrive: ".....gli israeliani soggiogano militarmente il popolo palestinese da più di 50 anni.... dal giugno 1967 sono stati più di 800 mila i palestinesi incarcerati per motivi politici, tra di loro donne, anziani, minori. Torture, abusi, interrogatori, ricatti e minacce sui minori sono denunciati ampiamente... è nostra responsabilità ... che Israele cominci a rispettare la legalità internazionale e i diritti umani, ponga fine all’occupazione militare della Palestina.”

  • più di 800 mila i palestinesi incarcerati per motivi politici”? 800.000 persone su 2.200.000 arabi di Cisgiordania sono il 36,36% del totale. In Italia, con queste percentuali, sarebbero ventitré milioni in galera su sessanta milioni di abitanti, uno su tre. Invece in galera ce ne sono sessantamila. Uno su mille! Vi rendete conto ?

rispettare la legalità internazionale”? Ma di quale legalità parliamo?

  • Internazionale, “che concerne le relazioni fra nazione e nazione”. Le nazioni in zona sono Egitto, Giordania, Israele.  La legalità internazionale è normata dall’ONU. La norma è la risoluzione 181 del 1947, che prevedeva due stati, uno ebraico e uno arabo. Rispettata da Israele, Egitto, Giordania in pace fra loro.

Qual è la legalità di Hizballah e Hamas terroristi? Nessuna!

 

Articolo e poesia non hanno rapporti di causalità fra loro? Resistenza afferma, non spiega. Non può. Diversi stimoli giunti al cervello restano divisi come l’acqua e l’olio? No. In realtà un messaggio più un altro creano sintesi nuove.

Nel 1942 a Bologna furono sparse scritte fasciste in pece nera: “A Morte gli Ebrei!” Sotto comparvero le scritte in gesso “Evviva la vita! Evviva l’amore!”. Una forma di resistenza (quella vera) il cui senso era: anche se c’è chi mi spinge ad odiare gli ebrei, Io non ci sto! Questo senso era chiaro per tutti ma era deducibile solo dall’accostamento tra le due scritte.

Anche nel caso di Resistenza l’accostamento tra la poesia e l’articolo della Morgantini ha un senso ben preciso: l’idea che le vittime di allora siano divenute i carnefici di oggi.

Il messaggio della Morgantini è parziale e distorto;

Il messaggio della poesia di Tullia De Mayo era informativo: i nazisti [non gli ebrei] sono perfidi; il messaggio della redazione di Resistenza è deformativo: gli israeliani, posti vicino ai nazisti (pag.15), sono perfidi come loro. Fingete di crederle o andate a vedere quelli veri? E passate anche dal cimitero militare della Brigata a Piangipane (Ra)?

In conclusione, è ancora possibile per gli ebrei partecipare alle celebrazioni per il 25 aprile?

Lucio Pardo

 

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