Lettere

 

Sentinella, a che punto è la notte?

 

Cara Anna,

ho letto con grande rammarico la tua intervista “Involuzione pericolosa” a Sergio Della Pergola.

Il rammarico si riferisce alle risposte di Sergio Della Pergola ed è aggravato dalla loro indiscutibilità e dal fatto che appaiono anche irrevocabili in una situazione così complessa, buia e dolorosa. Mi congratulo con te per la conduzione dell’intervista e per la lucidità di ogni tuo quesito.

Detto questo, sento il dovere di aggiungere qualche considerazione che spero verrà intesa per quello che è: la necessità di farci partecipi della condizione di Sergio Della Pergola, e quella di segnalare la nostra a lui.

Spesso, non sempre ma spesso, noi che abbiamo un’attitudine critica nei confronti della linea politica israeliana, siamo oggetto di un costante violento disgusto. A proposito di “totale mancanza di fair play”, come dice Della Pergola, veniamo accusati di “essere ebrei che si vergognano di se stessi”, oppure siamo “ebrei antisemiti”. Chi, come Della Pergola, fa di mestiere la sentinella del mattino, se la passa peggio...

Mi è di conforto però, e spero che lo sarà anche per Della Pergola, il pensiero maligno che i nostri diffamatori insensati non riposeranno tanto a lungo nei loro salotti dato che i processi di eversione, di involuzione, ignoranza fatta regola appaiono nella loro gravità essere appena all’inizio in Italia, in Europa e nel resto del mondo. Mi ha colpito la frase: ”Abbiamo visto quasi una trasformazione antropologica dì quest’uomo in questo anno, anno e mezzo”. Da Presidente del Consiglio simile a Macario in un Mostro dell’Id? Del resto anche noi che viviamo in Italia crediamo di essere immersi in un documentario LUCE. Anche noi abbiamo il dovere di bloccare queste deviazioni quando sono ancora sul nascere e non permettere che vadano avanti, perché poi la degenerazione può essere catastrofica. Il nostro Bibi, che fa di cognome Salvini, con una sola mossa ha cosparso di annegati il Mediterraneo, ha isolato l’Italia in Europa, quasi procurato la crisi del Cancellierato Merkel, mentre siamo in attesa della chiusura del Brennero. Mi sbaglio oppure Von Papen era un democristiano bavarese?

Noi ebrei italiani dobbiamo combattere contro chi afferma pubblicamene: ”Basta con le crudeltà della macellazione islamica!” e nel contempo stigmatizzare le sopraffazioni ortodosse oltranziste in Israele.

Mi auguro che il Nostro, pur nel necessario diradarsi delle sue collaborazioni, continui a fare la sentinella del mattino, lanci l’allarme: “Arriva Babilonia!” e ammonisca: “Non appoggiatevi all’Egitto, è una canna di palude, si spezza e trafigge la mano di chi si è fidato”.

Cara Anna, come vedi, sono sempre esagerato e fuori dei fogli, ma voglio molto bene a te e a tutti gli altri di Ha Keillah.

Un abbraccio

Aldo Zargani

Roma, 4 luglio 2018

 

Tel Aviv, Sderot Rothschild

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