Lettere

 

 

Peggio la sinistra o la destra?

 

Gentile Direttrice!

Riguardo alla bella analisi di Manuel Disegni e all'intervista di Sergio Della Pergola vorrei ricordare il comportamento - poco solidale - dell'Internazionale Socialista e dei partiti di sinistra verso Israele.

I vari pensatori di sinistra non avevano compreso il valore dell'esempio di socialismo dal volto umano realizzato dai movimenti del socialismo sionista nei kibbutzim e moshavim. In particolare il Partito Laburista inglese con Mac Donnal, Atlee e Bevin era attivamente ostile. E oggi con Corbyn è su posizioni antisemite-negazioniste.

All'epoca della Guerra dei Sei Giorni e, in particolare, della Guerra del Kippur la  sinistra, quasi senza eccezioni, si schierò dalla parte di chi voleva la distruzione di Israele. Nel 1977 in Israele con la vittoria di Begin si ebbe così la svolta a destra; seguì la pace coll'Egitto. Si ebbero i governi Rabin e Barack che erano dell'ala destra laburista che lasciarono il posto a Sharon e Netanyahu. E Netanyahu pare che si destreggi bene nel groviglio politico del Medio Oriente.

Come indicano anche i risultati delle ultime elezioni in Europa in generale, e in Italia in particolare, la classe intellettuale di sinistra ha perso il contatto con le masse popolari oltre alla carica ideale di una società realmente umana.

Non solo i cristiani ma anche i socialisti-comunisti, in sostanza, vogliono che noi ebrei abbandoniamo le nostre tradizioni e rinunciamo alle nostre aspirazioni.

Mi dispiace per gli Amici che credono negli ideali socialisti ma questa mi pare la realtà.

Cordialmente con Shalom

Wolf Murmelstein

 

 

Siamo consapevoli, e non da oggi, di tutte le incomprensioni e gli errori da parte della sinistra - ieri come oggi -  nei confronti del sionismo e di Israele (per quanto, comunque, non ci risulti che Corbyn sia negazionista). Tuttavia non può essere una sinistra che devia dai propri stessi principi a obbligarci a rinunciare alle nostre idee (che peraltro sono ben radicate nella tradizione ebraica) e a farci cessare di definirci di sinistra. Del resto, a parte una simpatia di facciata per Israele per lo più in funzione antislamica, sarebbe ben difficile affermare che il clima a destra nei confronti degli ebrei sia migliore:  se dovessimo elencare tutti i motivi di preoccupazione che ci arrivano da parte delle destre (in questo momento, senza guardare al passato, su cui un confronto tra destra e sinistra non sarebbe neanche pensabile dato che non è stata certo la sinistra l’artefice della Shoah) non basterebbero le pagine di questo numero e di chissà quanti altri numeri successivi. Il fatto che la sinistra sia in affanno in tutta Europa e che abbia perso il contatto con le masse è per noi motivo di grave preoccupazione, ma in nessun modo costituisce ai nostri occhi una prova o anche solo un indizio di una maggiore affidabilità delle destre.

HK

  Vignetta di Davì

 

 

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