+                           Minima moralia

 

 

All’inizio non volevo andare in Polonia. Per me era solo il luogo della morte. Ho cominciato a lavorare al film nel 1973 e ci ho messo anni a decidermi ad andare. Arrivato a Varsavia noleggiai una macchina e andai a Treblinka, a un’ottantina di chilometri. C’erano targhe commemorative, non fui particolarmente commosso. Girai in auto nei dintorni, incontrai villaggi, persone, alcune delle quali evidentemente abitavano già lì nel 1942, quanto tutto iniziò. E questo pensiero fu uno choc. E incontrai un villaggio che si chiamava Treblinka. Lo attraversai, arrivai alla stazione, il cartello diceva proprio quel nome, “Treblinka”. Mi sembrava impossibile che esistesse davvero. Fu il vero  detonatore: esplosi, letteralmente. La verità era diventata vera, cioè incarnata, nell’incontro di un nome e di un luogo. E presi la decisione di girare al più presto: era l’inverno 1978, cominciai le riprese l’anno seguente.

Claude Lanzmann, intervistato da Beppe Sebaste l’Unità, 16 settembre 2007

 

Claude Lanzmann

 

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