IV Congresso UCEI

Sotto i riflettori

di T. L.

Mai un congresso dell’Ucei aveva attirato così tanto l’attenzione dei media; mai l’ebraismo italiano era stato presentato all’opinione pubblica così lacerato sui grandi temi dell’attualità politica; mai gli equilibri interni erano parsi così incerti; mai la drammaticità della crisi israeliana aveva così influenzato il dibattito dei mesi precedenti.

Lo svolgimento dei lavori congressuali ha smentito tutte le previsioni della vigilia:

– quella che veniva proposta come una sorta di "singolar tenzone" tra i campioni dei due schieramenti: Gad Lerner per la "sinistra" e Fiamma Nirenstein per la "destra", non è stata altro che l’occasione per un serio confronto tra diverse anime dell’ebraismo italiano che ha dimostrato come, allorché si trattano problemi tanto rilevanti e coinvolgenti quali quelli che Israele sta vivendo in questa fase della sua storia, le ragioni dell’unità prevalgano sulle divisioni;

– i motivi di preoccupazione nei confronti del deterioramento del quadro politico ed istituzionale del nostro paese, condivisi da tutta la sinistra italiana e su cui Ha Keillah si è da sempre e con chiarezza pronunciata, sono stati fatti propri all’unanimità dall’intera platea del congresso;

– le posizioni inequivocabilmente espresse contro la discriminazione degli extra-comunitari, in favore delle minoranze e del rafforzamento del pluralismo all’interno della nostra società sono state altrettanto unitariamente poste al centro del dibattito congressuale ed hanno attirato la meritata attenzione da parte della stampa nazionale;

– la situazione di Israele che gli ebrei italiani percepiscono in tutta la sua gravità e che è oggetto per tutti di profonda angoscia, non ha impedito di soffermarsi sugli altri grandi temi di attualità quali l’interconnessione con l’ebraismo europeo, il futuro stesso dell’Europa in cui la comunità ebraica deve vedersi garantito lo spazio che merita e che le compete e l’esigenza di trovare strumenti validi atti a rafforzare le strutture dell’ebraismo italiano ed a contrastare assimilazione ed antisemitismo;

– la svolta che l’entrata in vigore dell’otto per mille ha impresso all’organizzazione dell’ebraismo italiano è stata colta in tutta la sua rilevanza e sono state poste le basi per sfruttare adeguatamente le opportunità offerte da questo strumento finanziario che ha finalmente permesso all’UCEI di uscire dalle ristrettezze in cui i suoi magri bilanci l’avevano fin qui costretta.È stato dunque un buon congresso che si è confrontato sui problemi reali dell’ebraismo italiano e che ha espresso la propria volontà attraverso mozioni concrete che, siamo certi, il nuovo consiglio saprà tradurre in pratica ed assumere quale riferimento per l’insieme delle sue attività.

T.L.