di Sara Levi Sacerdotti
Sara Levi Sacerdotti, candidata nelle liste Keillah nella Iª Circoscrizione e prima dei non eletti, è stata presente al Congresso durante i primi due giorni e ha partecipato ai lavori della Commissione Politica.
Abbiamo ritenuto interessante una cronaca dal punto di vista di una persona non digiuna di politica (è consigliere circoscrizionale a Torino) che si trovava al suo primo congresso Ucei.
Il IV Congresso dellUCEI si apre con la condanna dellaggressione al consigliere radicale del Consiglio regionale Lombardo Yasha Reibman- definito da Amos Luzzatto primo grave episodio di violenza contro un ebreo nellItalia di oggi. Il Congresso comincia con un clima pesantissimo, che si respira in ogni dove, lo scontro si preannuncia con toni decisamente accesi.
I temi allordine del giorno sono tanti e tutti scottanti: antisemitismo di destra, antisemitismo di sinistra, rafforzamento dellidentità ebraica, Israele e la crisi mediorientale, legittimazione di Gianfranco Fini ma soprattutto del suo partito Alleanza Nazionale, laicità dello Stato, tutela delle minoranze, lotta ai razzismi, ai terrorismi e infine gli spinosi rapporti con il mondo cattolico. Ma soprattutto la domanda che serpeggia insistentemente senza alcuna precisa risposta né per Keillah né per Dorot - Per Israele è: quali sono i veri alleati degli Ebrei nel panorama nazionale e mondiale?. Questioni che allapparenza presentano un terreno di scontro importante fra le due liste, definite superficialmente e in modo semplicistico dai media di centro-destra e centro-sinistra, ossia Polo e Ulivo, rappresentati dai loro "leader" Gad Lerner e Fiamma Nirenstein.
Il primo confronto fra le due liste in un clima ancora decisamente caldo e particolarmente aggressivo, si presenta per lelezione dellUfficio di Presidenza. Scontro poco comprensibile per chi non ha dimestichezza con i congressi in genere, ma invece tatticamente fondamentale per chi sa come ci si muove in questo tipo di arene. Il secondo è invece meno da tattica congressuale quanto più da politica, ossia se discutere di Israele in plenaria o in commissione. Verrà poi discusso brevemente in plenaria e poi naturalmente in commissione.
La relazione di Amos Luzzatto molto completa, equilibrata piena di senso dellunità, comincia a far venir meno la grande tensione dellinizio, o almeno così appare. Questo anche perché è stata estremamente chiara su punti del dibattito difficili e strategici come la complessa questione di Alleanza Nazionale: "Sappiamo che siamo stati criticati per la nostra intransigenza nei confronti della destra. Ma non è mai esistito un nostro veto alla visita di Fini in Israele. Anche se non siamo daccordo che questa visita possa essere intesa come un colpo di spugna su quanto il regime fascista, anche prima di Salò, ha operato nei confronti degli ebrei italiani" scrive Luzzatto nella sua Relazione.
La grande aspettativa di lotta di tutti i delegati, ma anche dei mass media, va via via scemando dopo la relazione del Presidente Luzzatto. Anche gli interventi sono accesi, ma senza raggiungere punte di polemica estrema o di attacchi frontali. Le preoccupazioni più diffuse oltre che per Israele sono per la conferenza di Durban, spia di un atteggiamento decisamente antisemita non solo dei paesi del terzo mondo ma in maniera più velata anche dellEuropa. Ogni delegato espone le sue argomentazioni.
Il punto di maggiore unità fra le due liste viene raggiunto dopo il provocatorio discorso del Presidente della Camera Pierferdinando Casini, che diffonde uno sdegno e un gelo generalizzato, a differenza del caldo applauso ricevuto dal Dott. Garrone, della Tavola Valdese, e dallesponente della Comunità di SantEgidio.
Il dato che mi ha sorpreso di più è stato il clima piuttosto concorde che si è respirato nella commissione politica presieduta da David Bidussa. Sono state approvate cinque mozioni su temi decisamente scottanti, su cui mi sarei aspettata molto più scontro e invece il clima è stato di cordiale collaborazione. Un altro fattore importante è stata lunanime condanna in commissione di reazioni talvolta violente da parte di alcuni ebrei della Comunità di Roma poiché, oltre che sbagliate di per se stesse, sono dannose per limmagine degli ebrei italiani in generale.
La mozione che è stata maggiormente ripresa dai giornali, quella sulle impronte digitali, è stata proposta da Gad Lerner ma lidea della dimostrazione pubblica è stata di Riccardo Pacifici.
Certo, poi si è votato per il Consiglio e come è giusto ci si è spaccati, ma limpressione globale che ho avuto è di un Congresso costruttivo, molto importante sia per i segnali interni che per quelli verso lesterno. Grazie alla relazione di Amos Luzzatto, alle mozioni approvate e alla pressoché unanime reazione sconcertata dopo il discorso di Casini si è dato un forte segnale di unitaria intransigenza da parte delle comunità ebraiche italiane contro il governo Berlusconi per le politiche che più da vicino riguardano gli ebrei e rispetto ai semi, sempre più maturi, di forte antisemitismo che circolano in Italia, apparentemente poco evidenti al nostro Presidente della Camera dei Deputati.
Sara Levi Sacerdotti