IV Congresso UCEI

Le mozioni

Presentiamo qui il lavoro di ciascuna commissione. con le novità più importanti emerse dal Congresso. Data la loro rilevanza, e la risonanza che alcune di esse hanno avuto anche sulla stampa non ebraica, riportiamo per intero le mozioni politiche. La Commissione Cultura si è suddivisa in tre sottocommissioni, beni culturali, giovani, educazione; riportiamo per intero la mozione scaturita da quest’ultima e quella sui collegi rabbinici.

  

Le mozioni politiche

Europa ed immigrazione

Il Congresso dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane guarda con preoccupazione ai ricorrenti tentativi di rinchiudere l’orizzonte culturale della futura Costituzione europea nel recinto di identità esclusiviste e discriminatorie. La democrazia europea, così come lo Stato italiano, debbono fondarsi su valori ispirati all’apertura, al pluralismo, alla convivenza fra culture e appartenenze diverse, pur nell’ambito di regole condivise. L’Europa non è solo cristiana, l’Europa è di tutti i suoi cittadini. Il rafforzamento delle istituzioni europee è la miglior garanzia contro il ritorno dei particolarismi, del populismo localista, dell’etnicismo comunque inteso.

L’ebraismo italiano è spinto dalla sua stessa storia ad assumere un costante impegno di vigilanza contro tali riaffioranti tentazioni, da qualunque parte politica o religiosa esse provengano. L’ebraismo italiano non potrebbe mai tollerare che le misure discriminatorie di cui è stato fatto oggetto nel passato possano essere riproposte nei confronti di chiunque altro. Non è un caso, ad esempio, che i propugnatori di una politica xenofoba – come in Italia molti esponenti della Lega Nord – utilizzino ripetutamente nella loro propaganda e nelle loro pubblicazioni argomenti di stampo antisemita.

Non è nostro interesse che l’urgente priorità di combattere il terrorismo internazionale di matrice islamista, venga tradotta da alcuno in devastante conflitto fra Occidente e Islam. Ci sentiamo impegnati in prima persona nella vigilanza e nella repressione contro le organizzazioni del terrorismo anti-ebraico ed anti-occidentale. Ma tale impegno va perseguito in coerenza con i valori di cui siamo testimoni e portatori, rifuggendo qualsiasi normativa discriminatoria. Per questo i delegati del Congresso dichiarano fin d’ora che se la legittima esigenza di pervenire a rapida identificazione di eventuali sospetti – attraverso l’uso delle impronte digitali – dovesse riguardare solo una parte dei cittadini residenti, cioè gli extracomunitari, ebbene, memori della nostra storia, come forma di protesta, noi saremmo i primi a consegnare le nostre impronte digitali.

 

Antisemitismo

Il Congresso,

• denuncia il ritardo dell’Italia nel riconoscere le responsabilità politiche, morali e materiali del Fascismo nella discriminazione, nella persecuzione e nello sterminio degli ebrei d’Italia e d’Europa.

• segnala con preoccupazione la difficoltà della cultura politica italiana a comprendere i pericoli che derivano dallo svuotamento delle istituzioni democratiche a seguito dell’attacco populista alle istituzioni stesse ed a seguito dell’imbarbarimento del linguaggio della politica.

• sottolinea altresì il ritardo di analisi politica e culturale nei confronti dell’emergere di un nuovo antisemitismo in cui forme tradizionali di odio nei confronti degli ebrei si mischiano e si sovrappongono a nuove forme di antisemitismo contemporaneo che troppo spesso tenta di legittimarsi qualificandosi come antisionismo.

Il moderno antisemitismo era il risultato di una visione razzista e biologica degli individui e dei gruppi culturali e si è alimentato dei pregiudizi secolari dell’antigiudaismo cristiano e preconciliare.

Il nuovo antisemitismo è il risultato di un intreccio perverso di tre aspetti:

1) A destra: esasperazione dell’idea di differenza cui si ispirano le teorie politiche culturali delle nuove destre e dei movimenti di identità etnica che attraversano tutto il continente europeo. In questo contesto vengono ripresi temi dell’islamofobia, dell’identità cristiana dell’Europa e di una cultura d’assedio a discapito dei valori comuni della civiltà umana e della solidarietà.

2) A sinistra: la realtà israeliana, ovvero l’ebreo che si fa Stato, è assunta come capovolgimento dell’universalismo ebraico con la trasformazione delle vittime in carnefici. Per questa via si afferma l’odio contro l’ebreo fatto Stato. L’effetto è la reiterata richiesta di dissociazione nei confronti di Israele da parte dell’ebraismo diasporico come condizione di assoluzione.

3) Con la conferenza di Durban delle Nazioni Unite, con l’11 Settembre 2001 e prima ancora con l’Intifada Al Aksa, prende forza la versione terzomondista del conflitto di civiltà che minaccia di espulsione e di annientamento lo Stato di Israele e l’ebraismo, identificati come "unicum" indifferenziato.

Di fronte a questi pericolosi sviluppi che costituiscono una minaccia esiziale per Israele e per il mondo democratico, il Congresso dà mandato al Consiglio di intraprendere tutte le iniziative culturali, politiche e legali per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni nazionali ed internazionali, sulla gravità della situazione che si va configurando ed in particolare raccomanda l’organizzazione di una assise internazionale sulle nuove forme di antisemitismo.

 

Informazione

Il Congresso,

• osserva con apprensione e profondo disagio i fenomeni di sistematica manipolazione delle informazioni su Israele e sulla storia e natura del conflitto arabo-israeliano.

• esprime la propria forte preoccupazione per l’antisemitismo violento che si manifesta in alcuni stati europei e per le forme palesi ed occulte di antisemitismo, che anche ad opera di mezzi di comunicazione di matrice araba, in vari contesti e con molteplici strumenti di espressione si manifestano anche in Italia.

• ritiene che siano indispensabili una costante ed efficace opera di monitoraggio, oltre che un impegno per contrastare con tutti i mezzi ritenuti opportuni ed utili questi fenomeni storicamente convergenti.

• impegna l’Unione, sede della centralità della rappresentanza politica dell’ebraismo italiano, a coordinare le valutazioni e le attività attinenti a quanto esposto.

 

Presenza in Europa

Il Congresso,

• sottolinea l’esigenza di una sempre più incisiva presenza dell’Unione nella società italiana al fine di sostenere uno sviluppo del Paese basato sulla laicità dello Stato e sulla civile convivenza delle diverse componenti etniche, culturali e religiose.

A tal fine ribadisce l’importanza di un confronto serrato su tali imprescindibili tematiche, con le forze politiche e con le espressioni della società civile, associazioni, istituzioni culturali, università, fondazioni;

• sottolinea inoltre, nel quadro del progressivo avanzamento del processo di unificazione europea, la necessità di un rafforzamento delle Istituzioni rappresentative dell’ebraismo europeo, che debbono svolgere un ruolo di interlocuzione politica nei confronti del Parlamento e della Commissione UE, nonché della Convenzione Europea incaricata di predisporre il testo della Costituzione dell’Unione Europea. Tale documento fondamentale dovrà infatti riconoscere l’apporto delle molteplici componenti etniche culturali e religiose che rappresentano la vera ricchezza dell’Europa e dovrà inglobare al proprio interno la Carta dei Diritti Fondamentali approvata dal vertice di Nizza nel Dicembre 2000.

Il Congresso raccomanda al nuovo Consiglio dell’Unione di rivolgere, in tali prospettive, grande attenzione al potenziamento delle strutture dell’UCEI dedicate alle relazioni esterne ed alla comunicazione istituzionale.

 

Giornata della memoria

Il Congresso,

• sottolinea la rilevanza che anche in Italia sia divenuta legge dello Stato una giornata di riflessione dedicata alla memoria della Shoà.

• riconosce la rilevanza che una collettività nazionale rifletta sul disastro umano, culturale, sociale e civile rappresentato dalla distruzione di parti della propria collettività.

• sollecita che il Giorno della Memoria sia un’occasione in cui si dia spazio e rilevanza al carattere universalistico della memoria della Shoà come memoria condivisa e come educazione alla convivenza, all’accoglienza ed alla solidarietà.

• impegna in quest’ottica il futuro Consiglio dell’Unione a progettare la realizzazione di una "Foresta dei Giusti" in Italia, basata sul concetto del "Giusto tra le nazioni" già alla base della realizzazione della collina di Yad Vashem dedicata alla memoria dei "Giusti" nei conflitti contemporanei.

 

Osservatorio scuola

Il Congresso, chiede che l’Osservatorio sulla scuola pubblica, attivato dall’Unione dall’autunno 2001 su base di volontariato e con l’obiettivo di raccogliere dati relativi all’insegnamento della religione cattolica, all’organizzazione dell’ora alternativa, ai contenuti dei libri di testo e ad altri aspetti concernenti più in generale la laicità della scuola, assuma una connotazione maggiormente istituzionalizzata e venga coordinato da una figura professionale.

 

Rapporti con le altre religioni

Il Congresso

1. ritiene che il confronto con le diverse realtà religiose presenti in Italia sia una necessità indifferibile.

2. ribadisce che ogni confronto debba essere fondato sulla pari dignità e rispetto delle differenze e che debba condurre alla reciproca conoscenza e all’individuazione di piani comuni di attività per il bene delle rispettive Comunità e per tutta la società.

3. esprime apprezzamento per tutte le forze operanti per un dialogo sincero e costruttivo che hanno portato negli ultimi decenni alla formazione di una differente sensibilità in molti strati della popolazione.

4. rileva con preoccupazione l’emergenza di segnali di ostilità di varia matrice religiosa.

5. per quanto riguarda la Chiesa cattolica apprezza gli sforzi di uno storico processo di chiarimento ed avvicinamento, ma rileva la mancanza di chiarezza su temi fondamentali come la definizione stessa degli scopi del dialogo.

6. osserva con preoccupazione, per quanto riguarda l’Islam, l’inquinamento e la pericolosa confusione fra temi politici ed identità religiosa che stanno crescendo al suo interno e che impediscono la valorizzazione delle profonde radici comuni.

7. rivolge un appello a tutti i leader e responsabili religiosi per la creazione di un clima di collaborazione e di amicizia costruttiva

 

Israele

Il Congresso esprime l’angoscia profonda della comunità ebraica italiana per la situazione di estrema gravità in cui versa Israele da due anni ed in particolare per l’ondata di terrorismo che colpisce la sua popolazione e ne accusa l’enorme sofferenza.

Il Congresso vuole sottolineare come, con la loro sistematica continuità, gli attacchi terroristici minano e cingono d’assedio la società israeliana, ponendo a rischio l’esistenza stessa dello Stato di Israele: assedio ulteriormente aggravato dalle minacce
di quei regimi medio-orientali che, mentre si muniscono di armi di sterminio di massa, promettono ad ogni occasione la distruzione di ciò che essi chiamano l’"entità sionista".

Il Congresso afferma che l’attuale fase del conflitto medio-orientale tragga origine dal rifiuto ad ogni compromesso da parte di Arafat a Camp David, con il conseguente ripristino dell’uso della violenza.

Il Congresso rileva con allarme come nel campo palestinese e nel mondo medio-orientale stia riprendendo vigore l’antico tema del "rifiuto arabo", che sembrava superato con gli accordi di Oslo: sottolinea inoltre come l’opinione pubblica europea non dia sufficiente peso all’istigazione dell’odio che si va diffondendo nel mondo arabo, attraverso i mezzi di informazione, le dichiarazioni di esponenti politici e religiosi, nonché l’educazione dei giovani: l’Europa deve comprendere che Israele è una democrazia assediata.

Il Congresso denuncia come molti ambienti politici ed intellettuali europei sottovalutino il fatto che il conflitto medio-orientale si inquadra nel più vasto contesto della lotta dell’integralismo islamico contro l’occidente e contro il mondo arabo moderato attraverso l’arma del terrorismo. Il mondo, quindi, deve comprendere come la minaccia del terrorismo riguardi tutti.

Il Congresso denuncia anche l’uso, sempre più frequente nel mondo islamico, di stereotipi antisemiti, assunti dalla propaganda nazi-fascista e come, nello stesso Occidente, l’antisionismo funga spesso da alibi per pulsioni antisemite.

Il Congresso chiede con forza all’Europa di assumere una posizione più equilibrata di quella attuale, non potendo questa altrimenti svolgere un ruolo attivo di mediazione, come da più parti auspicato. Chiunque si batta per la pace del medio-oriente deve impegnarsi contro il terrorismo, senza ambiguità e con decisione, e per il ritorno delle parti al tavolo delle trattative.

Il Congresso individua nella sicurezza di Israele un fattore irrinunciabile, anche nella convinzione che esso costituisca, insieme alla dignità politica ed umana dei due popoli, condizione necessaria per favorire l’aspirazione del popolo palestinese alla propria indipendenza nazionale.

Pertanto, gli ebrei italiani riuniti in Congresso, si impegnano per:

1. la salvaguardia di Israele;

2. un’informazione corretta sul conflitto medio-orientale e su Israele stessa;

3. la valorizzazione di tutte le iniziative autenticamente rivolte alla pace.

 

Israele - Strumenti operativi

Il Congresso chiede al nuovo Consiglio di operare con decisione per sostenere le ragioni e i diritti dello Stato di Israele con iniziative concrete e tempestive.

1. Occorre istituire una struttura ad hoc con personale specifico ed un’allocazione di risorse che individueranno di volta in volta le varie iniziative.

2. Tale personale e tali risorse avranno come scopo quello di diffondere (tramite web, e-mail, pubblicazioni e formazione di divulgatori per le scuole) un corretto retroterra culturale ed un’informazione senza pregiudizi, sulla storia e sull’attualità del conflitto mediorientale. Questo sarà fatto sia con la creazione di iniziative di studio e di monitoraggio dell’informazione, sia con l’eventuale coordinamento delle molte iniziative volontarie già esistenti, anche a livello europeo.

3. L’Ucei si impegna a promuovere iniziative che facilitino la conoscenza delle scelte di Israele e della sua democrazia con scambi culturali, visite di gruppo, soprattutto giovani.

4. L’Ucei sarà vigile nel denunciare puntualmente ogni atteggiamento pregiudiziale sulla situazione in Israele e compirà i necessari passi per controbattere un’informazione che può indurre a tesi antisemite.

Data l’estrema delicatezza e mobilità della situazione mediorientale si raccomanda l’istituzione di una qualificata Commissione permanente che affianchi il Consiglio per valutare periodicamente le iniziative da assumere da parte dell’ebraismo italiano sugli eventi in corso.

 

Educazione

Il Congresso,

• prende atto con soddisfazione

– del lavoro svolto nel corso degli ultimi due anni nell’ambito del progetto "Hayehudì hamechunnach be-Italia", che si proponeva di meglio definire gli obiettivi dell’educazione ebraica, e che ha coinvolto direttori, responsabili ed operatori specifici nella scrittura del documento Hayehudì hamechunnach, allegato alla relazione del DEC presentata al Congresso con la relazione del Consiglio uscente;

– dell’attività svolta dal direttore del DEC, nell’analisi puntuale della situazione degli studi ebraici nelle scuole, nei Talmud Torà, nelle attività giovanili, etc, e nell’avvio di numerose e importanti iniziative, come appare dalla citata relazione del DEC;

• raccomanda al nuovo Consiglio che, tramite il DEC, proceda a:

a) l’approfondimento dell’analisi dei dati già raccolti, relativi alle varie situazioni locali (quali l’analisi degli studenti per gruppi di età, il livello degli studi raggiunti…);

b) l’intensificazione degli incontri tra gli insegnanti, dedicati agli scambi di esperienze e competenze;

c) la continuazione del lavoro per la creazione di un curriculum di studi di massima e di minima, che pur nella sua flessibilità dovuta alle situazioni locali, possa costituire un punto di riferimento per tutte le Comunità;

d) la ricerca di giovani da avviare nel campo dell’educazione formale e informale, mediante incentivi adatti, anche in collaborazione con i vari Batè midrash operanti in Italia e con il Seminario Davide Almagià;

e) l’elaborazione di un programma, volto all’aggiornamento dei docenti sia alla formazione di docenti e animatori – specie per le Comunità che non hanno risorse proprie – anche mediante un sostegno economico con corsi sia in Italia che in Israele, in collaborazione con istituti ebraici internazionali;

f) il potenziamento del Centro Pedagogico, appena istituito, che necessita di un forte sostegno per il suo funzionamento;

g) la razionalizzazione della distribuzione delle forze operanti nei Talmud Torà di varie Comunità;

h) la pubblicazione di testi per le scuole e per i Talmud Torà, secondo una programmazione che consenta una rapida attuazione dei singoli progetti;

i) la ricerca e l’attivazione nelle varie Comunità di referenti che possano collaborare con il DEC per un coordinamento più efficace delle iniziative.

j) il potenziamento dello studio della lingua ebraica sia mediante l’organizzazione di periodi di studio in Italia (in strutture residenziali, quali quella di Caletta di Castiglioncello) e in Israele, sia mediante il "progetto lingua ebraica" già avviato, come descritto nella citata relazione del DEC.

 

Collegi rabbinici

Il Congresso,

• riconosciuta l’importanza per l’ebraismo italiano delle attività svolte dal Collegio Rabbinico Italiano nei suoi tre settori (Scuola Rabbinica, Corso di Laurea, Seminario D. Almagià), dalla Scuola Rabbinica Margulies Disegni di Torino e dal Collegio Rabbinico di Milano,

• invita il Consiglio a proseguire la politica di potenziamento e di investimento nelle loro attività raccomandando in particolare di:

1. Organizzare e potenziare dei corsi decentrati in altre Comunità, ove esistano le condizioni, con l’accordo delle Comunità e sotto il controllo della Direzione del CRI, fino al corso medio.

2. Investire in tecnologia per sviluppare la possibilità già avviata di studio a distanza.

3. Proseguire la collaborazione con istituzioni di studio prestigiose in Israele e nel mondo ebraico.

4. Facilitare la creazione di una struttura di accoglienza per studenti e docenti fuori sede.

5. Concludere le trattative con lo Stato per il riconoscimento dei titoli conferiti in conformità agli scopi istituzionali.

 

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Cultura/Beni culturali

La sottocommissione Cultura/Beni culturali ha compiuto un’analisi dettagliata degli strumenti culturali attualmente a disposizione dell’ebraismo italiano e di quelli che sarebbero necessari. Perciò alcune tra le mozioni proposte, e approvate si occupavano di "Sorgente di Vita", della "Rassegna Mensile di Israel", del "Moked", l’annuale raduno dell’ebraismo italiano (con l’impegno a trovare le modalità per offrire a tutti la possibilità di partecipare). Altre confermavano la validità e proponevano le modalità per il rafforzamento di progetti appena avviati: il sito Internet dell’Ucei; il Dipartimento Informazione e Relazioni Esterne (DIRE); il forum nazionale della cultura ebraica promosso dal Dec e dalla Comunità di Firenze

Sono emerse inoltre alcune proposte nuove:

• dichiarare il prossimo anno "Anno per il rafforzamento dell’identità ebraica", con particolare attenzione ai giovani, e prevedere un eventuale Convegno conclusivo, anche nell’ambito del Moked;

• che l’UCEI organizzi entro il prossimo anno un convegno di studi sulle nuove forme di antisemitismo;

• creare un organo mensile di politica culturale inizialmente on-line e successivamente, se possibile, in versione cartacea;

• promuovere corsi di formazione professionale rivolti a giovani interessati a diventare madrichim (potenziando anche il già esistente progetto Garyn);

• prevedere la possibilità che Comunità geograficamente vicine si coordinino con un’unica guida al fine di garantire la presenza di un madrich per Comunità.

Il Congresso ha anche auspicato che sia completato il censimento dei beni culturali ebraici, già avviato.

 

 Giovani

Infine, il Congresso ha approvato le seguenti proposte della sottocommissione dedicata ai giovani:

• di istituire e finanziare un ufficio di coordinamento giovanile nazionale autonomo da un punto di vista della gestione e della programmazione che sia punto di riferimento per tutte le realtà giovanili e sportive;

• di sviluppare tale azione quale priorità della politica educativa e culturale dell’Ucei;

• di studiare – in tale quadro – le condizioni di attivazione di un ufficio di coordinamento con un collaboratore compensato dall’UCEI, uno spazio autonomo con strutture adeguate e un budget mensile.

• di potenziare l’investimento sui progetti di formazione aumentando i finanziamenti degli stessi in modo da poter organizzare stages all’estero e corsi locali per la creazione, in ambito giovanile, di future figure professionali.

 

Affari sociali

Il Congresso ha invitato il Consiglio ad individuare al proprio interno un responsabile delle politiche sociali, con vari compiti (gestione e coordinamento delle attività sociali, monitoraggio, pianificazione e programmazione degli interventi socio-sanitari, ecc.) Gli ambiti di intervento riguarderanno nello specifico infanzia, giovani, anziani e disagiati, nonché l’assistenza ai congiunti degli ex deportati in situazione di necessità.

Inoltre il Congresso, rilevato che nella fascia giovanile esistono una serie di difficoltà oggettive quali disoccupazione e sottoccupazione ha invitato il Consiglio dell’Ucei, e nello specifico l’assessore ai giovani, ad incrementare l’attività di supporto all’orientamento ed alla formazione dello sviluppo professionale con lo scopo di facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro fornendo anche scambi e mobilità a livello nazionale, europeo ed internazionale ebraico e non. Nell’ambito dell’attività formativa il Congresso ha segnalato la necessità di investire specificatamente per la formazione di una futura leadership comunitaria.

Infine il Congresso ha dichiarato di peculiare interesse promuovere a tutti i livelli lo sviluppo delle conoscenze sulle problematiche relative alla bioetica alla luce della tradizione ebraica, partecipare attivamente al dibattito politico e culturale generale e vigilare sulle attività e le decisioni delle sedi istituzionali preposte alla bioetica, favorire l’inserimento, nei curricula scolastici delle scuole ebraiche, delle tematiche di bioetica ed etica sessuale ebraica, nonché la creazione di centri di ascolto ed assistenza che sostengano le politiche familiari ebraiche compresa l’assistenza pre-matrimoniale.

 

Modifiche dello Statuto

• Secondo la nuova versione dell’ art. 24 spetta alla giunta non solo la nomina, ma anche la revoca dei ministri di culto; di entrambe deve essere data tempestiva comunicazione all’Unione.

• Il rapporto annuale redatto dai revisori dei conti secondo l’art.28 riferisce anche sull’impiego del ricavato di eventuali vendite immobiliari. Inoltre l’articolo 54 prevede ora che il congresso elegga due revisori supplenti.

• Nell’art.44 è stata inserita la possibilità da parte del Consiglio di dichiarare decaduti dall’incarico i Consiglieri dopo tre assenze consecutive considerate ingiustificate. Gli interessati possono ricorrere al Collegio dei Probiviri.

• Analogamente a quanto accade per gli altri consiglieri, l’art.49 stabilisce che non possono essere eletti delegati i membri uscenti della consulta rabbinica, che possono tuttavia essere rieletti (art.44); in questo modo il numero di rabbini eleggibili passa da cinque a otto, e viene a cessare la situazione paradossale per cui i rabbini membri della consulta e delegati si trovavano a dover approvare la propria relazione.

• Tra i compiti del Consiglio (art.46) è sta-to aggiunto quello di approvare le linee programmatiche predisposte dalla giunta.

È stata votata a larga maggioranza dei delegati presenti la proposta di portare la giunta da cinque a sette membri, ma, a causa delle assenze momentanee dalla sala, sono bastate poche astensioni perché non fosse raggiunto il quorum previsto, cioè la maggioranza assoluta dei delegati. Perciò la giunta resta di cinque membri.

Infine, si è dibattuto a lungo sull’opportunità di cambiare le attuali regole sulle modalità di presentazione delle modifiche di statuto, ma non si è giunti ad una soluzione ampiamente condivisa, per cui sarà presentata una raccomandazione in tal senso al nuovo Consiglio.

 

Finanze-otto per mille

La novità più rilevante è la possibilità offerta alle singole Comunità di definire autonomamente le rispettive priorità di spesa almeno per una parte dei fondi loro destinati. Perciò la quota del gettito 8‰ assegnata alle Comunità sarà divisa in due parti, la prima da destinare al finanziamento di progetti presentati dalle Comunità stesse (salvo il controllo da parte dell’UCEI di rispondenza dei progetti stessi alle finalità della legge 638/1996), la seconda da destinare al finanziamento di progetti secondo le priorità fissate dall’UCEI.

Il Congresso ha inoltre invitato il Consiglio a costituire una commissione consultiva composta da 3 membri del Consiglio UCEI ed altri sei rappresentanti di sei Comunità diverse, tra cui in via permanente quelli di Roma e Milano e prevedendo la rotazione degli altri rappresentanti, con il compito di esprimere parere motivato sulla ripartizione del gettito 8‰ tra UCEI e Comunità, fissare i criteri di assegnazione dei fondi e le linee guida per la presentazione dei progetti.

Un’altra novità interessante: le Comunità dovranno essere incentivate a migliorare il gettito nei rispettivi territori

Inoltre il Congresso ha impegnato il Consiglio ad attivare le singole Comunità e le altre organizzazioni ebraiche affinché forniscano agli iscritti, anche attraverso la stampa ebraica comunitaria, tempestive notizie sull’importanza e le modalità di attuazione della scelta; a promuovere la conoscenza da parte di tutti i contribuenti italiani della rilevanza delle attività di solidarietà compiute dall’UCEI; a fare sì che l’azione volta a promuovere la scelta dell’8‰ del contribuente a favore dell’UCEI sia ampia, incisiva e tempestiva.

Per quanto riguarda i contributi delle Comunità all’Unione, il Congresso, considerato che nel corso dell’ultimo quadriennio l’UCEI ha beneficiato per la prima volta del gettito dell’8‰ e che è opportuno valutare nel tempo l’effetto dell’ 8‰ sulla situazione economica dell’UCEI e delle Comunità ha deliberato di confermare le aliquote ed il meccanismo di calcolo del contributo stabiliti per il quadriennio precedente, precisando che la misura delle aliquote così fissata è quella massima e che il Consiglio dell’UCEI ha facoltà di determinarla in misura inferiore negli anni successivi, qualora le condizioni economiche generali dell’UCEI lo consentano. Il Congresso ha impegnato inoltre il Consiglio a presentare e comunicare alle Comunità un progetto di revisione dei criteri contributivi almeno un anno prima della prossima scadenza congressuale, promuovendo altresì adeguati incontri di approfondimento aperti a tutte le Comunità.

Infine il Congresso ha impegnato il Consiglio dell’UCEI alla formazione di una Commissione per il Fund Raising, con il compito di reperire nuovi e ulteriori fondi per il funzionamento delle attività dell’Ebraismo Italiano.

(sintesi a cura di Anna Segre)

 

Mozione sul pluralismo: La mozione che segue è stata presentata alla fine del Congresso ed è stata messa agli atti senza votazione. Un problema come quello in essa posto avrebbe richiesto una discussione molto ampia, che ci auguriamo possa svilupparsi nei prossimi anni:

 Il Congresso dell’UCEI

auspica che il prossimo Consiglio dell’Unione affronti con spirito innovativo il problema della pluralità culturale e religiosa dell’Ebraismo, anche nelle sue correnti organizzate;

auspica che tale iniziativa abbia luogo nella piena salvaguardia dell’unità degli ebrei italiani;

afferma che la capacità di contemperare unità e pluralismo è e deve rimanere una ricchezza secolare dell’ebraismo italiano;

raccomanda che l’Unione promuova un Convegno di studio e approfondimento sull’attualità e le tendenze degli ebraismi nel mondo.