Notizie

Appello sulla legge Bossi-Fini

Pubblichiamo quest’intervento che ribadisce in modo incisivo gli imprescindibili motivi di una netta opposizione a questa legge e alle prospettive che paiono aprirsi in Italia sul tema dell’immigrazione.

 

In un mondo occidentale sempre più orientato verso lo "scontro di civiltà" la legge Bossi-Fini pone il nostro paese all’avanguardia nell’attacco alle comunità immigrate, negando qualsiasi ipotesi di integrazione e cittadinanza e proponendo la riduzione dell’immigrato a pura merce.

Questo per noi ebrei, che siamo portatori della memoria del lato oscuro della civiltà occidentale, con il suo carico di morte ed orrori, è un affronto che sentiamo come fosse portato sulla nostra pelle. Hannah Arendt, la grande intellettuale dell’ebraismo laico, riteneva che la risposta alla persecuzione del popolo ebraico dovesse, attraverso la denuncia della soppressione dei diritti di cittadinanza da parte del discorso razzista, addivenire ad una scelta consapevole per la condizione apolide come affermazione di un nuovo concetto di cittadinanza, non più basato sulla terra e il sangue ma sui diritti umani. Questa lezione è più che mai importante nella nostra realtà di guerra economica e militare che vede a livello mondiale aumentare la schiera dei profughi per fame e per persecuzione politica.

Così come ci siamo schierati in quanto ebrei per una soluzione pacifica del conflitto mediorientale, sulla base di due popoli due stati, oggi sentiamo nostro dovere richiamare le forze politiche del nostro paese a non tradire i principi di eguaglianza e di antifascismo a base della nostra Carta Costituzionale, perché i diritti umani non scadano in discorso retorico ma siano punto di riferimento costante e cogente dell’attività politica.

Andrea Billau, Lucio Damascelli, Marina Del Monte, Ester Fano, Pupa Dello Strologo Garribba, Jenny Kichelmacher, Michele Luzzati, Francesca Polito, Anna Rossi Doria, Stefania Sinigaglia, Claudio Treves, Luca Zevi.

 

 

Lev Chadash – Associazione Italiana per l’Ebraismo Progressivo

 

Per offrire ai nostri lettori qualche informazione in più sul tema dei gruppi ebraici non ortodossi presenti in Italia (su cui dovremo tornare a discutere più ampiamente nei prossimi numeri), diamo volentieri ospitalità ad una breve scheda di autopresentazione del gruppo "Lev Chadash" di Milano.

 

L’Ebraismo Progressivo è nato nel 1800 in Germania durante l’emancipazione. I movimenti progressivi sostengono il mantenimento dei principi dell’ebraismo come le mitzvot e raccomandano fortemente lo studio delle pratiche tradizionali. Gli aderenti sono liberi di seguire quelle pratiche che aiutano la loro relazione con la divinità in un percorso di avvicinamento e di santificazione della loro vita. I movimenti riformati incoraggiano l’uguaglianza tra i sessi, combattono le discriminazioni e avvicinano l’ebraismo alla modernità.

La nostra Associazione opera da circa due anni in Italia ed è in continua crescita perché colma un vuoto: noi accogliamo e riportiamo all’ebraismo coloro che se ne sono allontanati, aiutiamo le famiglie con partner di religioni diverse, figli di padre ebreo e, in generale, chi continua a riconoscersi nelle nostre tradizioni millenarie pur volendole vivere al passo con la modernità.

Noi riteniamo di costituire, nel panorama odierno, una concreta alternativa all’allontanamento dall’ebraismo, ci sentiamo parte del mondo ebraico italiano e chiediamo che venga attuato il primo Articolo dell’intesa del 1987 che riconosce "il diritto di professare e praticare liberamente la religione ebraica in qualsiasi forma, individuale o associata". L’Unione riconosciuta dall’intesa deve sforzarsi di creare le basi perché sia consentita una concreta integrazione dell’ebraismo progressivo all’interno del mondo ebraico italiano.

Il Lulav è il simbolo del popolo ebraico: l’unica possibilità di sopravvivenza è di rimanere legati insieme nelle differenze. Sono certo che i più genuini esponenti delle tradizioni dell’ebraismo italiano comprendono quest’esigenza e si adopereranno con noi per trovare le strade di un reciproco arricchimento.

Un cordiale Shalom,

 

Aldo Luperini

www.levchadash.it

e-mail: levchadash@libero.it

 

"Giustizia divina

e giustizia umana"

 

Giornata di studio

biblico promossa

da Biblia,

Associazione laica

di cultura biblica,

e dal Comune di Roma nell’ambito

del progetto

"Roma,

città della pace"

Protomoteca

del Campidoglio,

 

domenica

27 ottobre 2002