70 anni dopo

 

Progetto memoria
Storie famigliari e leggi razziali

di Sergio Franzese

 

Sabato scorso alcune classi hanno ricevuto la visita di un signore che ha vissuto la guerra come un giovane ebreo. Durante il suo racconto si è capito quanto la gente a quei tempi fosse ignorante e come milioni di persone ebbero la vita rovinata. È stato molto interessante perché non è come studiare sui libri, ascoltandolo ci è sembrato di rivivere quella terribile esperienza. [...]. Ha affrontato anche problemi storici, infatti ci ha mostrato le foto di giornali di quell’epoca che informavano delle leggi razziali contro gli ebrei, spiegandoci cosa stava succedendo a quei tempi in Italia e nel resto dell’Europa.

M.R. (Studente del 3° anno Istituto Tecnico Professionale, 16 anni)

 

Sono l’insegnante che ha accompagnato le due classi della 2^ media a [...] il 17 marzo 2010. Volevo ancora ringraziarla di cuore della testimonianza che ci ha regalato. È stato un dono per come ha saputo offrire importanti spunti di riflessione partendo dal racconto della sua vita. Nei giorni successivi ho verificato che i ragazzi, direi tutti (e succede raramente), ricordavano molto, chiedevano spiegazioni e ciò mi ha permesso di fare una bella lezione di storia partecipata. Appena avrò il materiale elaborato dai ragazzi glielo invierò. Cari saluti.

B.G. (Insegnante, Scuola Media)

 

Il suo intervento, rivolto agli studenti dell’ultimo anno di corso, ha rappresentato un momento significativo nel percorso di trasmissione della storia e della cultura di quei drammatici eventi che hanno caratterizzato la metà del XX secolo. Le sue parole hanno costituito una pluralità di stimoli collocati su assi diversi che si intersecavano. L’asse della narrazione coinvolgeva ciclicamente quello storico della testimonianza, quello psicologico della proiezione, quello filosofico della riflessione sul senso e sul perché di ciò che avveniva. Il risultato è stato la risposta attenta degli studenti ai quali ha permesso di superare le dimensioni spazio-temporali che li separavano dagli eventi narrati.
Un cordiale saluto.

Prof. S.B (Dirigente Scolastico, Liceo)

 

Caro Franco, la settimana scorsa sei stato nella scuola di mia figlia (il Convitto Umberto 1° – Seconda media). Mi ha detto cose bellissime di te, delle cose che hai raccontato a lei e ai suoi compagni e di quello che hai trasmesso loro. Sono rimasta molto colpita da quello che hanno imparato da te e della precisione con cui lo ricordano. Li hai davvero incantati. È da qualche giorno che voglio dirtelo e colgo l’occasione di questa mail prima di ricadere nel vortice e rimandare ancora.

A.C. (Genitore)

 

Quelli che abbiamo appena letto sono alcuni fra le centinaia di "feedback" raccolti dal progetto educativo che dal 2005 viene curato e diffuso nelle scuole del Piemonte da Franco Debenedetti Teglio, un percorso formativo il cui fulcro è costituito dal racconto sviluppato con registro "narrativo-attoriale". Si tratta della testimonianza di una "vacanza". Vacanza intesa come "ciò che è vacante, interrotto, vacuo… sospeso, assente". L’etimologia del termine rende pienamente il senso dei primi anni di vita di un bambino ebreo, nato nel dicembre 1937, alla vigilia della promulgazione delle leggi razziali: il primo anno di vita vissuto nell’angoscia trasmessa inconsciamente dai genitori ai loro figli sulle incombenti leggi razziali, e conclusosi con la "caduta verticale" della famiglia che passa repentinamente da una condizione di relativo benessere e di alta considerazione sociale per i meriti scientifici del padre ad una situazione di indigenza, senza lavoro, senza casa. I successivi cinque anni vissuti tra "nomadismo" in Francia e rimpatrio forzato verso un’Italia "repubblichina". E subito dopo scappare, nascondersi, "non farsi prendere", vivere alla macchia là in alto nella frazione più isolata di un paesino, tre catapecchie ai piedi della montagna per poter scappare più velocemente possibile dalle decine di retate nazifasciste, la perdita di quel poco che rimane dell’identità, nel continuo terrore di "essere presi" e deportati in Germania.

Franco Debenedetti Teglio, instancabile ricercatore dotato di buona capacità di comunicazione, è consapevole del fatto che trasmettere la memoria è un dovere ed un compito delicato poiché il rischio di cadere nella retorica commemorativa è sempre dietro l’angolo, come ci dimostrano molte delle iniziative che si celebrano un po’ ovunque per la Giornata della Memoria, talvolta ridondanti o inappropriate, destinate a durare un solo giorno e ad essere quasi subito rimosse dai pensieri di chi ne è destinatario.

Parlare di leggi razziali, nel caso specifico, significa fare luce sul capitolo di storia più vergognoso dell’Italia moderna, significa demolire il luogo comune auto-assolutorio secondo cui gli italiani si comportarono come "brava gente" scaricando ogni responsabilità morale esclusivamente sui "cattivi tedeschi", significa riaffermare la verità storica: le leggi razziali non furono promulgate da Mussolini per compiacere l’alleato Hitler ma vennero introdotte dal fascismo in maniera del tutto autonoma, ben cinque anni prima del "protettorato" nazista sul nostro territorio.

L’attività (un migliaio di ore di testimonianza ed incontri successivi a circa un mese di distanza) ha coinvolto dal 2005 ad oggi 94 scuole di cui 19 elementari, 46 medie inferiori, 29 medie superiori, raggiungendo circa 20000 studenti distribuiti all’interno di 800 classi, a partire dalla 4ª elementare. Essa ha inoltre riguardato una trentina di enti e di organizzazioni extra-scolastiche.

La preparazione dei contenuti, l’attività di promozione, di organizzazione, di amministrazione, la raccolta e sistemazione dei lavori "di ritorno" raccolti (circa 2500, ma i lavori prodotti sono molti di più) ed i vari spostamenti hanno richiesto fino ad oggi un impegno totale stimabile intorno alle 4-5000 ore.

 

Franco Debenedetti tra gli allievi della scuola elementare Giuseppe Perotti di Torino

 

Dal 2008 l’iniziativa è supportata dalla mostra "1938 - Lo Stato Italiano emana le Leggi Razziali" curata da Franco con il supporto delle Biblioteche Civiche Torinesi, dell’Amicizia Ebraico Cristiana e della Comunità ebraica di Torino. La mostra è costituita da 18 pannelli di tela plastificata in formato 100x100. Ciascun pannello contiene la storia di una famiglia nel periodo dal 1938 al 1945. Dalla sua inaugurazione ad oggi è stata esposta in biblioteche, scuole, aule comunali e altre istituzioni di Torino e del Piemonte, a Roma e in Francia per un totale di circa 1700 giornate. Attualmente è riprodotta in tre copie che vengono messe a disposizione su richiesta.

Come è dato comprendere il bilancio dell’iniziativa, il cui scopo non si esaurisce nel tempo, è assolutamente positivo e apre nuove prospettive, prima tra tutte la catalogazione e la valorizzazione dei lavori acquisiti come risposta ai messaggi contenuti nella testimonianza. Si tratta di riflessioni, poesie, fumetti, disegni, racconti, proiezioni, diari, filmati, piccoli concerti, un vero patrimonio che dovrà essere rielaborato per permettere presentazioni, studio di nuove mostre e "rientrare" in nuovi percorsi di formazione "da allievo ad allievo".

È altresì evidente che il progetto descritto ha comportato un impegno gravoso e costante per Franco Debenedetti Teglio, che vi si dedica da quasi un decennio pressoché in solitudine e con risorse limitate. Questo breve articolo, oltre che un riconoscimento per ciò che egli svolge con instancabile passione, intende anche costituire un appello rivolto a tutti gli ebrei torinesi e a tutti coloro che possono concorrere alla sua piena realizzazione attraverso la pubblicizzazione (UN PASSA-PAROLA PRESSO SCUOLE, ENTI, ISTITUZIONI), con idee, suggerimenti e, volendo, anche attraverso un sostegno economico finalizzato alla realizzazione di nuove iniziative.

Sergio Franzese

 

er informazioni e contatti: Franco Debenedetti Teglio  - franco.help@gmail.com
Cell. 011-5176332   335-6030929    377-7099074

Pagina facebook: http://tinyurl.com/mb2qlk4

 

Esposizione della mostra "1938 - Lo Stato Italiano emana le Leggi Razziali" (Roma, 2011)

   

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