Israele

 

 

L`atomica di Teheran e Bibi
Racconto di odio e amore

di Israel De Benedetti

 

Anni fa, quando è scoppiata la crisi tra la Commissione dell'ONU per l'energia atomica e gli Ayatollah, Netanyahu è stato tra i primi capi di stato a promuovere le sanzioni economiche contro i persiani, sanzioni, che una volta messe in pratica hanno influito non poco sulla economia di Teheran, causando alla fine il sì dell’Iran alle trattative per un accordo che ponga fine alle sanzioni a patto che cessino i preparativi per un’arma atomica e le potenze europee possano sorvegliare e verificare che i persiani mantengano le promesse.

 

Invece delle trattative Bibi pensava a una azione militare di Israele con il sostegno delle grandi potenze, USA inclusi, e questo contro il parere della maggior parte dei capi militari del paese. Sostegno che si è subito dimostrato non sarebbe mai arrivato.

 

Dall'inizio delle trattative ci sono voluti mesi e rinvii di tanto in tanto, con intervento dei capi di stato europei e americani, fino a che si è riusciti a mettere insieme un trattato firmato dalle potenze europee e dall’Iran. Di questo trattato e delle varie clausole si sa ben poco, in ogni caso io personalmente non ne so niente. Coloro che hanno portato avanti le trattative sostengono che questo trattato è il migliore che si potesse avere, e le condizioni firmate faranno sì che Teheran non potrà sviluppare piani per eventuali bombe atomiche, per i prossimi 10 o forse 15 anni.

 

Le reazioni da parte del governo israeliano sono scoppiate immediatamente. Bibi ha subito dichiarato che questa firma ricorda l’accordo di Monaco nel 1938 che ha permesso a Hitler di iniziare la sua guerra e ha portato allo sterminio degli ebrei. Sulla base di questa presa di posizione, Bibi ha portato avanti una campagna politica in Israele che sosteneva il pericolo iraniano per Israele come un pericolo immediato, pertanto a chi chiedeva in quegli anni riforme economiche, il calo dei prezzi delle case in continua ascesa, la lotta contro la povertà ecc. ecc. il capo del governo rispondeva "Iran". E la paura dell'Iran è stata anche la chiave di volta della campagna del Likud per le elezioni di marzo.

 

Netanyahu aveva due possibilità di azione: continuare a lottare per la rottura delle trattative e così conquistare a se stesso un posto di eroe incompreso oppure iniziare da subito trattative con gli Stati Uniti per assicurare a Israele aiuti militari e strategici e soprattutto un appoggio diretto contro ogni possibilità dell`Iran di non rispettare gli accordi. Obama ha offerto pubblicamente questo aiuto, Bibi ha rifiutato continuando a battersi contro tutto e contro tutti, facendosi invitare dal Congresso americano per cercare di boicottare la possibilità che il Congresso stesso firmasse l'accordo, ingerendo così, in modo brutale, nella politica interna americana, invitando il Congresso a mettersi contro il Presidente. Israele contro tutto il mondo occidentale, contro Germania, Francia, Inghilterra che hanno già approvato l'accordo e contro gli USA che l’avrebbero sottoscritto alla fine, con lo schierarsi di tutti i Democratici contro gli attacchi al Presidente.

 

Sembra un po’ la storia di Don Chisciotte: in Israele la maggior parte della opinione pubblica dava per scontato che anche gli Usa avrebbero firmato il trattato, cosa che è ormai certa.

 

Da parte sua Bibi ha saputo ben sfruttare la sua apparizione al Congresso nella sua campagna elettorale e senza dubbio questo fatto, seguito nel giorno delle elezioni dal suo grido di aiuto contro gli autobus carichi di arabi che andavano a votare, gli ha assicurato una vittoria che sembrava dai sondaggi poco probabile.

Bibi ha così rafforzato la sua posizione all'interno del suo elettorato, mentre l'opposizione sulla questione del nucleare iraniano ha sostenuto una campagna a mio parere troppo debole. Bibi re di Israele che si preoccupa della sua poltrona a scapito degli interessi immediati del suo paese.

 

Oggi, che i giuochi sono fatti e i cocci rotti, il paese ha appreso che nella guerra a parole tra Israele e tutto il mondo occidentale, come era facile da prevedersi, Israele ha perso.

La maggior parte dei dirigenti militari, dei politici e degli intellettuali ammette che il trattato firmato non è una perfezione e lascia molti dubbi, in ogni caso è il meglio che si potesse ottenere e senza il trattato l'Iran sarebbe stato, sanzioni a parte, pronto a continuare la sua corsa al nucleare. Israele avrebbe dovuto, fin dal giorno dopo della firma degli europei, iniziare un campagna non sui mass media ma direttamente, per ottenere dagli Usa più aiuti e soprattutto l'assicurazione di un intervento in caso che l'Iran violi le condizioni.

 

Cosa ha ottenuto invece Bibi con la sua campagna ?

 

1- È riuscito a dividere l'ebraismo americano tra i sostenitori del Presidente e quelli che sostenevano lui. Con ogni probabilità

la conseguenza sarà in generale un appoggio minore da parte dell'ebraismo americano nel suo complesso a Israele.

 

2-.È riuscito a incrinare profondamente i rapporti tra Israele e Usa (in primis il Presidente), rapporti che ora tenterà di ricucire, con l'incontro previsto tra lui e Obama tra qualche settimana. Obama offrirà di nuovo tutto quello che aveva promesso in campo militare e strategico a Israele o abbasserà l'offerta? Ovviamente non lo sapremo mai.

 

3- La sua campagna contro la firma degli accordi ha incrinato anche i rapporti tra Israele e le potenze occidentali e le richieste oggi di boicottaggio dei prodotti di Israele (per ora solo di quelli provenienti dai territori) sono divenute più pressanti.

In conclusione se Bibi è riuscito ad affermarsi ancora una volta leader incontrastato del Likud, ha dimostrato di non essere un buon politico in grado di prevedere le mosse degli altri, ed è riuscito a fare di Israele un paese poco ben visto nel mondo occidentale. Questo avrà un seguito alle prossime elezioni? Probabilmente no.

 

Israel De Benedetti

Ruchama, 22 settembre 2015

 

   

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