Torino

 

 

Mediazione

di Rav Ariel Di Porto

 

La halakhà prevede che le dispute fra ebrei siano affrontate da un tribunale rabbinico. Tuttavia, prima della fase giudiziale si cerca una conciliazione fra le parti. L'ingegner Emanuel Segre Amar, vicepresidente della Comunità nel quadriennio appena trascorso, ha citato presso il Tribunale Rabbinico di Roma la consigliera Alda Guastalla e la direzione del giornale per responsabilità oggettiva per un articolo apparso su questa rivista lo scorso anno. In qualità di Rabbino della Comunità di Torino sono stato coinvolto per fare un tentativo di conciliazione, che ha portato alla stesura di queste righe, accettate dalle parti a chiusura della vertenza.

Tevah, sinagoga piccola di Torino

 

Nel dicembre dello scorso anno la consigliera Alda Guastalla ha pubblicato su questa rivista un articolo, intitolato “la Comunità si indebita”, nel quale si affrontavano sostanzialmente due questioni, una di carattere generale, sulla capacità del Consiglio di confrontarsi con i problemi da risolvere, ed una più specifica, sugli aspetti economico-finanziari legati alla ristrutturazione della Casa di Riposo, e in particolare sullo scarto fra la previsione di spesa e il riepilogo dei costi sostenuti. Nell'articolo viene citato Emanuel Segre Amar, vicepresidente e da marzo 2014 referente per l'area tecnica, ruolo ricoperto innegabilmente con impegno e competenza. Un aspetto critico individuato da Alda Guastalla è l'assunzione di scelte tecniche senza alcun confronto. Pur trattandosi di argomenti complessi, e sebbene siano stati già forniti numerosi dati, mi sembra necessario fare alcune osservazioni e integrazioni, che permettono di avere un quadro maggiormente esauriente:

a) dalla nomina di marzo, effettivamente, la commissione CdR non è stata più convocata, ma il Consiglio della Comunità è stato ampiamente relazionato in merito, mediamente due volte al mese, come emerge dai verbali delle sedute. Il Consiglio la maggior parte delle volte non ha sollevato, deliberando, obiezioni particolari.

b) Sull'aumento dei costi dei lavori, questi sono stati determinati da due aspetti distinti: da una parte l'assenza di un computo metrico, ottenuto poi solamente in corso d'opera, indispensabile per avere un'idea anche approssimativa dei costi da affrontare, e comunque maggiori di quanto indicato inizialmente dai preposti, e dall'altra l'esigenza di effettuare in corso d'opera significativi lavori non prevedibili o non previsti, legati per esempio allo stato degli impianti o alle opere che avrebbero coinvolto i locali della scuola e della Comunità, siti nello stesso immobile, che ha fatto dilatare significativamente gli importi. Anche su questi punti il Consiglio della Comunità è stato interessato, approvando gli aumenti riferiti. 

c) Già nel corso dell'assemblea di fine 2014 è stata ricordata una dichiarazione dell'allora vice presidente Emanuel Segre Amar risalente ad oltre un anno prima secondo la quale, in base ad un'operazione aritmetica nella quale si prevedeva un costo approssimativo di 1000 Euro/metro quadro, era impossibile che i costi fossero di 1,3/1,6 milioni, a differenza di quanto si continuava a ripetere, e si avvicinassero piuttosto a quelli poi sostenuti.

d) L'obbligo di terminare i lavori entro una determinata data, con la struttura sempre funzionante, e la necessità di operare i lavori nella scuola in una finestra prestabilita, hanno determinato, con l'avvicinarsi delle scadenze, alti livelli di tensione e litigiosità all'interno del consiglio. Lo stesso consiglio si è effettivamente trovato a dover deliberare in condizioni di assoluta emergenza, e anche il rientro delle dimissioni dei consiglieri in ottobre e le conseguenti elezioni anticipate vanno letti in questa chiave.

Altra questione è l'opportunità di trattare questioni del genere in un giornale come Ha Kehillah. Senza entrare nel merito, visto che richiederebbe un'analisi a parte, mi sento di dire, e spero che possiate condividere, che il confronto diretto nelle sedi deputate, nonostante le differenti vedute e le conseguenti tensioni, sia sempre preferibile.

 

“Colui che fa regnare la pace nell’alto dei cieli, nella Sua infinita misericordia la accordi anche a noi e a tutto il popolo d’Israele”

Rav Ariel Di Porto