Libri

 

 

Appello agli Europei

 

di Paola De Benedetti

 

 

Nel 2014, a cento anni dallo scoppio della prima guerra mondiale, la casa editrice Skira pubblicava per la prima volta in Italia quattro testi di Stefan Zweig sotto il titolo Il mondo senza sonno, recensiti da Anna Segre su questo periodico nel luglio 2014. Ad un anno di distanza, in un momento in cui in Europa alzano la voce movimenti e partiti antieuropei, Skira ci offre altri quattro testi di Zweig, inediti in Italia, scritti tra il 1916 e il 1934, raccolti sotto il titolo Appello agli Europei.

La necessità di superare i nazionalismi miopi ed egoisti, l’urgenza di un’Europa unita, profondamente sentite da Zweig, si esprimono nel primo testo, “La torre di Babele”, uscito durante la guerra nel maggio del 1916, con toni mitici e profetici: con l’intervento divino la collaborazione e la concordia che avevano consentito agli uomini di progettare e costruire la torre, si convertono in incomunicabilità, incomprensione e discordia, la torre si sgretola, va in rovina e diventa un mito. Le torri successive non furono più di pietra e argilla, ma furono arte, cultura, scienza, conoscenze messe in comune che formarono lo spirito europeo; fino a che, come a Babele, si dissolse lo spirito comune, ciascuno rivendicò la propria scienza, la propria arte, la propria religione, e fu la guerra. Ma pur riconoscendo che i tempi non sono maturi (ricordo: era il 1916), che ci vorranno molti anni, Zweig incita gli europei a chiamarsi all’opera, a ricostruire la torre.

I due scritti successivi, “Il pensiero europeo nella sua evoluzione storica” e “Disintossicazione morale dell’Europa” sono il testo di due conferenze tenute in Italia - la prima a Roma, la seconda a Firenze - nel 1932, quando il fascismo nazionalista era ormai saldamente al potere. L’ultimo testo, “L’unificazione dell’Europa”, è stato scritto nel 1934 a Londra, prima tappa dell’esilio che si concluderà otto anni dopo in Brasile con il suicidio nel febbraio 1942.

Nei tre scritti, con toni diversi e sempre più pressanti, Zweig dapprima, ricollegandosi al mito della Torre di Babele, e alla ciclicità tra l’esaltazione nazionale e la volontà collettiva sovranazionale, auspica che l’Europa, che porta ancora profondi i segni della guerra, sappia superare i particolarismi e trovare la strada per entrare nel ciclo della concordia, delle conquiste e delle aspirazioni comuni; in questa fase, pur prendendo atto del profondo solco spirituale che la guerra ha scavato tra i popoli europei, ancora segnati dalle tensioni emotive che fomentano nazionalismi esasperati, indica come strumento di riscatto (che lui stesso riconosce a lunga scadenza) l’educazione dei giovani non attraverso lo studio della storia letta sotto il profilo politico nazionale, ma con lo studio del pensiero, dell’arte, della musica, delle conquiste scientifiche e tecniche, che appartengono a tutti, cioè con lo studio di ciò che unisce, e non di ciò che divide; un’educazione che sottolinei le affinità dei popoli d’Europa, non i contrasti.

Nel 1934, dopo il rogo dei suoi libri e il forzato esilio a Londra, Zweig - senza più illusioni sul presente - invita a uscire dalla sfera delle sterili discussioni intellettuali, a dedicare ogni energia per rendere l’idea di Europa visibile e convincente per un vasto pubblico attraverso strumenti utili a sollecitare l’interesse e catturare il consenso di una più ampia fascia di cittadini: di quegli stessi cittadini che in quegli anni invadevano plaudenti le piazze a Roma, a Norimberga, a Mosca. Zweig azzarda un suggerimento pratico: un congresso annuale che raccolga per un mese, ogni anno in uno stato e una città diversa, artisti, pensatori scienziati europei, con cerimonie e raduni che lascino in ogni città un segno, coinvolgendo la popolazione, facendola sentire appartenente a una collettività sovranazionale, europea.

 

Sono trascorsi ottant’anni, c’è stata una guerra - e quale guerra! -, oggi abbiamo l’Unione Europea, ma di fronte ai dubbi e alle pulsioni antieuropeiste, al risorgere di nazionalismi a volte solo miopi, a volte esasperati, le parole di Stefan Zweig suonano ancora attuali.

Paola De Benedetti

 

Stefan Zweig -Appello agli europei- Ed. Skira 2015 - €12

 

 

Moshe Safdie, Montreal, QC

 

    

Share |