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Vita o teatro?

di Paola De Benedetti

 

Charlotte Salamon, nata a Berlino nel 1917, è cresciuta in una famiglia e un ambiente di intellettuali e artisti; lei coltiva la sua inclinazione per la pittura, e frequenta fino a che le leggi della Germania nazista glielo consentono l’Accademia di Belle Arti; nel 1940 riesce a raggiungere in Francia, in Costa Azzurra, i nonni materni, nella speranza di sottrarsi al destino di emarginazione, di paura, di perdita dei beni e di rischi per la vita riservato agli ebrei in Germania. Qui a seguito del suicidio della nonna - malata e sconvolta dalle notizie dell’ingresso in guerra e dell’occupazione tedesca della Francia - viene a sapere dal nonno che anche la madre, morta quando lei era bambina, si era suicidata, e così la sorella della madre, di cui portava il nome, pochi anni prima della sua nascita.

Charlotte, incinta, verrà arrestata insieme al marito il 21 settembre 1943, e morirà ad Auschwitz il 10 ottobre, a ventisei anni.

Come se avesse presagito il suo destino, nel breve tempo tra la rivelazione del nonno e la deportazione Charlotte Salamon ha raccontato la sua vita in circa ottocento tempere, corredate da scritti in forma drammaturgica e musicale, che intitolò “Leben? oder theater?” (Vita? o teatro?); l’opera, che le è avventurosamente sopravvissuta, è conservata oggi presso il Joods Historisch Museum di Amsterdam.

L’autore, dopo aver visto a Parigi una mostra antologica di “Vita? o Teatro?”, ha voluto approfondire la conoscenza di questa straordinaria avventura umana e artistica, e ha costruito la sua opera con il materiale offerto dalla protagonista; in forma romanzata ricostruisce l’infanzia, l’adolescenza e la breve - e precoce - maturità di Charlotte, fino all’ultima immagine che ritrae di spalle la stessa Charlotte che dipinge, le gambe raccolte sotto il corpo, di fronte al mare; il mare penetra entro i margini del foglio. Sulla schiena ha scritto “Leben oder theater”. Conclude il racconto romanzato un breve riassunto della vita della protagonista fino alla sua tragica conclusione.

Nella postfazione l’autore precisa che l’edizione Skira 2015 è una ri-edizione con qualche revisione del testo pubblicato dalla Giuntina nel 1998; vi sono riprodotti numerosi disegni che accompagnano il romanzo, illustrandolo e attestandone la fonte di ispirazione.

Paola De Benedetti

Bruno Pedretti, Charlotte - La morte e la fanciulla, Skira, 2015, € 15

 

 

Eva Fischer, Portrogruaro

    

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