Israele

 

Blocknotes

di Reuven Ravenna

 

Vademecum

Come analista dei fatti e delle idée, non solo di Erez Israel, debbo soppesare determinati criteri di valutazione e di espressione. Prima di tutto il condizionamento ferreo della periodicità dell’analisi. Nel turbine delle notizie, certi giudizi possono diventare anacronistici nel giro, dico, di pochi giorni o persino di poche ore. Considerare i lettori a cui esterno la mia visione spesso su posizioni contrastanti, per una serie di motivi, in primis il non vivere in loco. E più di tutto il continuo equilibrio tra la mia visione, certamente derivata dalla biografia culturale e politica, e il rischio di strumentalizzazioni ideologiche o interessate da tutte le direzioni, esterne o interne al mondo ebraico, conscio del contributo dell'Informazione all’identità di ognuno, nello spirito della centralità dello Stato ebraico nella nostra vita.

 

Kulturkampf

Da lungo tempo assistiamo a dibattiti ideologici, culturali, e sociologici, nella società di Israele, che si riflettono in tutti campi dell'attualità. Gli antichi concetti di "destra" e di "sinistra" sembrano relegati al passato. La destra, da decenni al potere, sembra solo ora esternare nella prassi la propria vocazione a spalmare l'identikit nazionale. In primis, accusando l'influenza delle élite ashkenazite, eredi dei fondatori dell'Yishuv prestatale a danno degli esclusi di ieri, orientali-sefarditi, haredim o nazional religiosi, accentuando la connotazione ebraica di Israele, a danno, a detta dei critici, dei valori universali enunciate dalla Dichiarazione dell'Indipendenza. E il tutto si esprime nell'acceso dibattito sui contenuti e sulla prassi politica, sui giudizi nei confronti della geopolitica e nei risvolti personalistici dei dibattiti.

 

Futurologia

Leggo una statistica. Nel giro di pochi decenni vivranno nella Giudea-Samaria (West Bank) settecentomila ebrei e tra il Mare e il Giordano, e così, continuando lo status quo attuale, vivremo in una realtà binazionale, e non uso il termine esplosivo di sudafricana memoria. Per molti sarà la fine dello stato ebraico e democratico, per gli altri, ulteriori concessioni ai palestinesi porterebbero al rischio mortale della cacciata a mare dell'"invasore sionista", ponendo una fine cruenta al secolare conflitto.

 

Infanti

Sarà per la mia sensibilità di nonno, ma negli ultimi tempi osservo bimbi di tutte l'età nelle vie della città, esprimendo nell'intimo riflessioni sul loro futuro. E, inevitabilmente, vedo le strazianti immagini, propinate dai media,delle vittime dei conflitti in corso. E mi ritrovo nel novembre '43, sul confine italo-svizzero, in braccio alla Mamma, fuggente dal pericolo incombente verso la salvezza.

 

Parole

Netanyahu ha espresso la "propria verità", in una eccellente retorica, all'Assemblea Generale dell'ONU. Concetti scontati, con l'invito a Mahmud Abbas a parlare alla Keneset… Il Presidente palestinese l'ha preceduto con attacchi anche al "peccato originale'. di Lord Balfour di un secolo fa… L'impasse continua come la routine degli attentati dei "lupi solitari, previsti dalle forze di sicurezza nel periodo delle feste di Tishrì.

Reuven Ravenna

Fine Elul 5715

 

Yoseph Zaritsky, Primavera a Gerusalemme, serigrafia

 

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