Libri

 

Una vita qualunque

di Reuven Ravenna

 

I genitori si conobbero a San Gallo. Il padre Vittorio, figlio di una distinta famiglia cattolica napoletana, conobbe la futura moglie Luisa, figlia di ebrei lituani emigrati in Svizzera, in un ballo dell'Istituto Commerciale a cui era stato inviato Vittorio dal padre commerciante di cineserie nella città partenopea. Si innamorarono, ma il giovane tornò in Italia. Luisa con i genitori si trasferirono in seguito a Napoli, dove la figlia Marely viveva con il marito ebreo della Bessarabia. Vittorio e Luisa si rividero e si sposarono nel "36. Il figlio Eugenio nacque nel '39, vigenti da un anno le famigerate leggi razziste. Vittorio, richiamato, a guerra iniziata, non rispose ad una lettera delle autorità che chiedevano se il figlioletto fosse cattolico o di religione "mosaica”. Da questo momento, la famiglia visse anni avventurosi nel bolognese e nel ferrarese, soprattutto dopo il settembre '43, allorché Vittorio, ufficiale di complemento, non aderendo alla RSI, e la moglie ebrea con il piccolo Eugenio, erano forzatamente uccelli di bosco, con carte false, avendo dopo tempestose traversie, trovato un caldo rifugio in una casa di contadini nelle campagne bolognesi. Aprile '45, Luisa porta il figlio alla Comunità Ebraica di Bologna, semidistrutta dai bombardamenti, e gli rivela il suo essere ebreo. Fu la seconda nascita di Eugenio, di Bubi, l'amico di ideali e di battaglie condivise, in Italia e in Eretz Israel. I primi sei anni sono stati per lui la sua "Shoah", che ha profondamente inciso sulla sua individualità. Dal "diverso" delle leggi mussoliniane, dal perseguitato del biennio '43-'45, alla rinata democrazia postbellica, uguale ma dichiaratamente membro pur sempre di una minoranza. Il libretto si incentra su questa esperienza dei primi anni e sentiamo con rammarico la mancanza di un'altra autobiografia che coprisse i decenni nell'Italia democratica e nell'Israele attuale. Non sono d'accordo con il titolo. La vita di Bubi non è stata "qualunque". Avendo letto tanti libri di memorie e autobiografie, mi convinco come la Storia con la esse maiuscola (Morante docet) sia un immenso mosaico di vicende umane, che ci fanno riflettere e ci forniscono forze e stimoli lungo il non facile iter della nostra esistenza. E lungo il cammino ci imbattiamo in persone come i genitori di Bubi, che da diverse "sponde" lo hanno protetto e poi, adulto, l''hanno seguito in Eretz Israel, e la famiglia Candini, i salvatori contadini, esempi di "humanitas", "rahamim", che ci rinfrancano non poco in momenti angosciosi nel turbine degli eventi attuali

Reuven Ravenna

 Eugenio Izhak Cuomo, Una vita qualunque, Minerva 2015, pp.72, € 9,90

 

Yoseph Zaritsky,Tel Aviv dai tetti

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