Una poesia in giudaico-piemontese

 

 

Mogned

 di Giulio Segre

 

Il tema delle lingue e dei dialetti ebraici italiani assai composito e variegato e tra i tanti dialetti di cui si parlato nella recente Giornata Europea della Cultura Ebraica non pu non tornare alla mente quel giudaico piemontese cos magistralmente descritto da Primo Levi nel racconto Argon contenuto nel Sistema Periodico.

Ebbene, a scrivere in giudaico piemontese non furono certo in molti, tanto che si ricorda sempre La gran battaja d'i' abrei ad׳Moncalv come esempio di utilizzo del dialetto, ma a cimentarsi in racconti, ballate e poesie vi furono diversi personaggi, tra cui anche Giulio Segre, nato nel 1881 a Torino dove visse fino alla morte, avvenuta nel 1952, conosciuto per essere un valente medico chirurgo, il mohel della Comunit e anche un poeta.

Segre - come ricorda Giuseppe Goria in un articolo apparso su questa rivista (luglio 2008), dal titolo Giulio Segre, mohel e poeta - studi al liceo Gioberti, con Onorato Castellino, laureandosi in medicina nel 1904. Durante la Prima Guerra Mondiale fu ufficiale medico, iniziando la pratica chirurgica allospedale militare di Feltre e dedicando tutta la sua vita alla medicina, come professionista e come docente alla Clinica di Patologia Chirurgica a Torino, e poi facendo per quarantanni il medico dei poveri.

Pubblic testi scientifici e dinformazione; la prima pubblicazione avvenne nel 1919 nella tipografa di Giacomo Sacerdote, piccolo editore e anche lui poeta. La sua presenza nella comunit ebraica torinese fu di primo piano: nel suo ruolo di mohel fu una figura di riferimento per generazioni. Risulta aver eseguito mille milot, di cui lultima pochi giorni prima della morte, il 20 novembre 1952, In quell'occasione Ij Brand-giornal d poesa piemontisa gli dedicava larticolo An mrt d Giulio Segre, a firma Pinin Pact (Giuseppe Pacotto), che richiamava i lettori al destino dei due amici verso col utr mond dij giust e dij pur, ant l qual tuti doi, combin che d religion diverse, a-i chrdo con listessa fede, rason e istintiva.

Aveva dedicato molte poesie ad un mondo che amava tantissimo, ossia la montagna.

Di recente, Giulio Disegni, che di Segre era pronipote, ha ritrovato e ci ha inviato una poesia inedita dal titolo Mogned scritta in piemontese a Pesach 5700 (1940), che di seguito pubblichiamo, con a fianco la traduzione in italiano. una poetica semplice, limpida, che ci riporta alle gioie delle festivit, all'allegria che regna nelle case ebraiche quando si avvicina una festa, e questo anche in quella terribile primavera, allorch si celebr il secondo Pesach dopo l'emanazione delle leggi razziali, mentre lEuropa era precipitata nella guerra.

 

 

MONED

 

Quand ca torna Mond a nstra ca

A j nt laria la festa e lalegria,

A semna i s tesr la poesia

E a veno su i ricrd del temp pass.

 

A torno i vei per dene la Brah

E a bened l Santuari dla famia;

As desvia quaic anima andurmia

A fan bela la festa le masn.

 

Dc noi soma stait cit, le nstre mare

Ca lan mostrane a savei di SCEMAN

A vivo ant l nst chēūr, memrie care.

 

Masn ampar; Cascr l nen Rassagn;

Sparisso i trav camp travers dla stra

Quand ca v sosten la frsa dla THOR.

 

 

 

MOED

 

 

Quando torna il Moed nella magione

C nellaria la festa e lallegria,

Semina i suoi tesori la poesia

Torna dei tempi la rievocazione.

 

 

Tornano i vecchi a dar la Berach

E a benedir la casa consacrata;

Si sveglia qualche alma addormentata,

E i bimbi adornan la festivit.

 

Noi fummo bimbi, e allor le nostre madri

Ci insegnarono a dire lo SHEM

E i ricordi di lor tornan leggiadri.

 

 

Bimbi, imparate che Cascer buono;

La trave sulla strada sparir

Se vi sostiene forte la TORH.