Libri

 

Rassegna

 

Serena Nepi (a cura di) - Storie intrecciate. Cristiani, ebrei e musulmani tra scritture, oggetti e narrazioni (Mediterraneo, sec. XVI-XIX) - Ed. di storia e letteratura - 2015 (pp. 207; € 32) Nella collana Temi e testi delle Edizioni di Storia e letteratura, questo volume è il primo di una nuova serie intitolata “Religioni Frontiere Contaminazioni” che “si propone di pubblicare nuove ricerche sulla circolazione dei saperi, delle persone, delle merci e delle idee nello spazio geografico europeo ed extraeuropeo”, interrelazioni che acquistano particolare evidenza nel mondo attuale sempre più globale e interconnesso. Questo volume, in particolare, analizza le interazioni culturali, materiali e sociali tra cristiani, islamici e minoranze ebraiche nel Mediterraneo di età moderna e si compone di otto relazioni presentate nel corso del seminario “Oltre la Guerra Santa. Rappresentazione, confronto e conoscenza dell’Islam nelle collezioni di età moderna. Il caso romano in chiave comparativa” tenuto nel febbraio 2012. Particolarmente interessante per gli studiosi di storia e di religioni, il libro presenta, comunque, spunti di interesse per tutti (e)

Michel Wieviorka - L’antisemitismo spiegato ai ragazzi (e ai loro genitori) - Ed. Dehoniane Bologna - 2016 (pp. 133, € 11) Un dialogo sull’antisemitismo tra un padre e una figlia liceale: un modo intelligente per spiegare che cosa sono stati e che cosa sono l’antisemitismo e l’antigiudaismo a livello di divulgazione, senza particolari approfondimenti ma con risposte chiare ed esaurienti (e)

Elena Loewenthal - Miti ebraici - Ed. Einaudi - 2016 (pp. 210, € 15) “È andata più o meno così”, “Le cose andarono più o meno così”: nella nota bibliografica si precisa, infatti, che “questa raccolta di miti non è guidata da un intento di ordine scientifico, né nella selezione dei materiali testuali né nell’approccio ai medesimi. Si tratta, dunque, di una scelta arbitraria, né esaustiva né organizzata, di leggende, racconti, spunti narrativi, che sono stati a loro volta rinarrati e non analizzati: l’intento è stato quello di fornire “leggibilità” a questi testi in parte molto antichi, renderli avvincenti, suggestivi o, anche, soltanto oggetto di curiosità, invito a esplorare altri testi e altre tradizioni”. E l’autrice soggiunge che ha voluto anche “offrire al lettore un approccio immediato e comprensibile al corpus del mito ebraico, nella sua specificità e nella sua straordinaria suggestione narrativa” invitando il lettore “a seguire un ordine personale dettato dalla curiosità, dalla domanda in sospeso, dal puro piacere di leggere”. Per questo il tono è colloquiale e lo stile è divulgativo (e)

Louise Jacobson - Uscirò vittoriosa da questa prova - Ed. Castelvecchi - 2016 (pp. 142, € 16) “È assolutamente necessario lasciare tracce concrete e tangibili”: tali sono, certamente le coraggiose e toccanti lettere inviate a familiari e compagne di scuola da Louise, giovane ebrea di 17 anni arrestata dalla polizia francese a fine agosto del 1942, deportata il 13 febbraio 1943 ad Auschwitz donde non tornerà. Esse sono venute alla luce solo nel 1989 dopo un lungo silenzio, dovuto alla indicibilità di orrori, così grande da parte dei sopravvissuti, per opera della sorella Nadia. Nella parte documentaria posta a fine libro, si trova anche il drammatico racconto di Maria, madre di Sarah Lichtsztejn, altra compagna di scuola di Louise, anche loro deportate ma sopravvissute, sulle circostanze del loro arresto e dell’arrivo ad Auschwitz. Sempre nei documenti si ritrovano rapporti dei militanti tedeschi delle SS che riferiscono che “alcuni militari italiani” presenti si erano opposti gli arresti (e)

Michael Sfaradi - Am Groner Freibad n. 5 - Ed. Holiday srls -2016 (pp. 248, €15) L’autore è un giornalista free-lance in lingua italiana che dal 2013 collabora con la pagina “Esteri” del quotidiano Libero per il quale è stato anche reporter di guerra. Benché lo neghi, il romanzo è anche, almeno in parte, la sua autobiografia essendo lui stesso, come il protagonista, un immigrato in Israele dall’Italia all’inizio degli anni ’80 e avendo scelto di “costruire, a partire dall’esperienza sua e dei suoi compagni di avventura, una vita in cui i lati difficili del ‘trapianto’ in Israele superano quelli facili e positivi” nel percorso di una non facile integrazione. Il libro è stato presentato anche a Torino con interventi di Enrico Fubini e Ugo Volli. (e)

Aryeh Kaplan - SEFER YETZIRAH. Libro della creazione - Ed. Spazio Interiore - 2016 (pp. 416; € 25) Il Sefer Yetzirah è il più antico e misterioso di tutti i testi kabbalistici. Il significato del libro è altrettanto misterioso e ne esistono molte interpretazioni. È considerato un testo meditativo con forti implicazioni magiche, un manuale di istruzioni che descrive precisi esercizi di meditazione. È un libro molto piccolo e conciso e ne esistono quattro versioni importanti: la versione breve, la versione lunga, la versione di Saadia, la versione del Gra. L’autore ha scelto di pubblicare quest’ultima in quanto considerata la più autentica dai kabbalisti (le altre tre versioni sono tuttavia riportate in Appendice insieme con altri documenti). Il testo è diviso in otto capitoli ognuno dei quali presenta il testo in lingua ebraica, la traduzione, il commento analitico dell’autore relativo alle singole sezioni di ogni capitolo. Libro accessibile interamente solo agli studiosi della kabbalah ma i curiosi possono dedicargli uno sguardo stupito (e)

Claudia De Martino - La storia degli ebrei dei paesi islamici (1948 - 77) - Ed. Carocci - 2015 (pp. 14, € 23) Il libro affronta un aspetto fondamentale ma trascurato della storia dello Stato di Israele: l’immigrazione, quasi altrettanto numerosa di quella proveniente dall’Europa in grandissima parte di origine e di cultura askenazita, di ebrei sefarditi (mizrahim) giunti dai Paesi del Nord Africa, dall’Iraq, dall’Iran, dallo Yemen e da Aden; le difficoltà del loro processo di integrazione negli anni compresi tra il 1948 e il 1977, tra la fondazione dello Stato e l’alternanza al governo dello stesso tra la sinistra e la destra nazionalista di Begin, favorita anche proprio dal sorpasso demografico degli ebrei dei Paesi arabi e islamici; i conseguenti cambiamenti sostanziali nella mentalità, nei costumi, nelle politiche, nel governo e, soprattutto, nel rapporto tra Stato e religione che hanno messo in forse il pensare ancora oggi a Israele come Paese di matrice europea. L’autrice segue passo passo questo processo con una analisi precisa e puntuale e una stile limpido e incalzante (e)

Wieslaw Kielar - Anus mundi. Cinque anni ad Auschwitz-Birkenau - Ed. Gingko - 2016 (pp. 387, € 15) Sin dal titolo, questo libro non lascia illusioni sul suo contenuto. L’autore, che l’ha pubblicato per la prima volta nel 1972 in edizione polacca, racconta, senza velature, tutti gli orrori che ha visto e vissuto nei cinque anni in cui è stato nel campo di Auschwitz prima della liberazione. Perciò il suo libro è stato definito il più vivido e bruciante di tutte le memorie scritte su Auschwitz ed è anche scritto molto bene, con una narrazione incalzante che non concede tregua (e)

Howard Jacobson - Il mio nome è Shylock - Ed. Rizzoli - 2016 (pp. 298, € 19) A quattrocento anni dalla morte di Shakespeare, l’editore ne fa riscrivere i drammi, in chiave moderna, da autori famosi del nostro tempo. Jacobson, cui è toccato Il mercante di Venezia, lo trasforma in una storia contemporanea che, se pur sconta la consapevolezza della Shoah allora inimmaginabile e di forme di antisemitismo che non esistevano al tempo dell’autore dei drammi, rimane polemica, carica di ebraicità e ricca di ironia (consigliabile rileggersi prima il dramma di Shakespeare) (e)

R.D. Rosen - Le bambine invisibili - Ed. Piemme - 2016 (pp. 297, € 18) La storia di tre donne che sono sopravvissute alla Shoah raccontata dall’autore sulla base dei loro ricordi e di qualche testimonianza storica. Donne che, da bambine, sono state costrette a cambiare nome e vita per nascondersi e sopravvivere e, perciò, sono divenute “invisibili” agli occhi altrui ma anche ai loro propri occhi, nella loro nuova vita ricostruita. Un libro che unisce, non sempre perfettamente, romanzo, testimonianza, reportage, ma scritto in stile semplice e scorrevole (e)

Jonathan Safran Foer - Eccomi - Ed. Guanda - 2016 (pp. 666, € 22) Il ritorno dell’autore, soprattutto famoso per il grande successo del suo primo libro Ogni cosa è illuminata, avviene con questo “romanzo-mondo” - come è stato definito per l’ampiezza degli argomenti che affronta: la famiglia, la Storia, la cronaca quotidiana, l’identità ebraica, l’amore, il sesso, la religione. Ampiezza cui corrisponde pienamente la variazione dello stile, dei modi di raccontare, del tono (ora ironico e irriverente, ora partecipe e commosso). Una lettura da non perdere senza farsi spaventare dalla mole del volume (e)

Moni Ovadia - Il coniglio Hitler e il cilindro del demagogo - Ed. La nave di Teseo -2016 (pp. 153; € 15) Strano libretto spaccato in due: nella prima l’autore attacca tutto e tutti e, in modo particolare, il sionismo e Israele ma senza la solita verve, anzi in modo particolarmente serioso; nella seconda parte, tornano le storielle umoristiche antinaziste, sempre divertenti anche se, in parte, datate (e)

Sergio Minerbi - Una relazione difficile. Vaticano, ebraismo, Israele - Ed. Bonanno - 2016 (pp. 241; € 22) Il volume raccoglie gli scritti dell’autore, giornalista e poi diplomatico (come emerge dalla autobiografia posta a conclusione del libro) sulle relazioni del Vaticano con l’ebraismo, e, in particolare, da un certo punto in avanti, con il sionismo e con lo Stato di Israele, in un periodo di tempo che va dal papato di Pio IX (1846-1878) a quello corrente di Papa Francesco. Relazioni che, come risulta dalla Riflessione critica posta dall’autore a capo del libro, “non sono ancora migliorate come sarebbe stato lecito sperare” non essendo stati sciolti i nodi principali che emergono dalla lettura del testo: il peso della tradizione antigiudaica e antisionista della Chiesa; il silenzio di Pio XII sulla Shoah; i tentativi di operare una cristianizzazione della Shoah; la scelta di una durevole linea filoaraba e filopalestinese (e)

Harry Freedman - Storia del Talmud. Proibito, censurato e bruciato. Il libro che non è stato possibile cancellare - Ed. Bollati Boringhieri, 2016 (pp. 296, € 24) Da Gerusalemme a Babilonia, da Cordova a Toledo, da Vilna alla Germania nazista, la storia di questo testo coincide con quella del popolo che lo ha generato, alimentato, integrato, studiato e che, per modalità generativa, può oggi essere indicato come precursore della rete internettiana. Testo letterario la cui creazione si è dipanata nello spazio e nel tempo, ad opera di autori diversi e lontanissimi, i cui contributi, trascritti fedelmente, ci consentono di assistere, quasi in diretta, al dialogo delle diverse voci a confronto. (s)

Yonathan Netanyahu - Lettere. Con una premessa e una postfazione di Benjamin e Iddo Netanyahu - Ed. Liberilibri (Libreria Editrice Vaticana), 2015 (pp. 203, € 16) Un brillante giovane si affaccia alla vita con entusiasmo e con la consapevolezza del coacervo di problematiche connesse con l’esistenza stessa dello Stato d’Israele. Incaricato di una missione “impossibile”, ne uscirà vittorioso e al contempo disgraziatamente “eroe”. Questo epistolario, per la varietà delle tematiche, può considerarsi romanzo di formazione e ci consente di conoscere i palpiti più profondi di quel giovane cuore. Yonathan era fratello dell’attuale Primo Ministro dello Stato d’Israele. (s)

Abraham Cahan - Lo sposo importato - Ed. Elliott, 2016 (pp. 126, € 14,50) Gustosa storiella sul teorema della perdita dell’identità ebraica a contatto con il mondo esterno. Solo lo studio dei testi sacri e la vita all’interno della comunità (shtetl dell’est europeo oppure nucleo ultraortodosso a New York) assicura la permanenza dell’individuo all’interno del popolo ebraico. Al primo contatto con il mondo esterno la contaminazione è in agguato! Già alla fine dell’Ottocento la pratica dei matrimoni combinati mostrava pericolose falle. (s)

Thomas Harding - La casa sul lago. La storia di una casa. La storia d’Europa - Ed. Ponte alle Grazie, 2016 (pp. 415, € 18) Non inganni il cognome! L’autore è discendente da quella famiglia ebraica il cui capostipite, noto medico berlinese, ne ideò architettura, arredamento e uso. Inutile dire che all’avvento del nazismo l’edificio passò di mano e che, trovandosi nei pressi del Muro eretto dalla DDR, ne risentì le conseguenze. Oggi, grazie all’appassionata ricostruzione storica, il land del Brandeburgo e il comune di Potsdam (attuali proprietari) hanno attribuito all’edificio il riconoscimento di Denkmal, monumento storico e, sempre in virtù della Fondazione creata da Harding, si procederà auspicalmente alla ricostruzione materiale. (s)

Eve Harris - Il matrimonio di Chani Kaufman - Ed. Liberaria, 2016 (pp. 329, € 16) In una comunità ultraortodossa londinese si sta organizzando un matrimonio, ovviamente combinato. In un mondo dove per sposarsi non è necessario “innamorarsi” ma si imparerà a conoscersi e rispettarsi a vicenda, i due giovani, timorati di Dio e proni al volere delle famiglie, non rinunceranno tuttavia a rivendicare quel sacrosanto diritto… Scritto dal di dentro e con notevole dose di umorismo. (s)

Ariel S. Lewin - Le guerre ebraiche dei Romani - Ed. Il Mulino, 2015 (pp.180, € 18) - Testo didattico e perciò sintetico ed esaustivo su vicende le cui fonti continuano ad essere Giuseppe Flavio, Cassio Dione e in misura minore l’Historia Augusta e gli scritti rabbinici. Per la conoscenza della società giudaica vengono segnalati i testi diffusi all’epoca e cioè gli Apocrifi dell’Antico Testamento, i Vangeli e gli Atti degli Apostoli. Le novità offerte da Lewin (docente di Storia Romana all’Università della Basilicata) riguardano le recenti importanti scoperte archeologiche. (s)

Riccardo Di Segni - Perdonare le offese - Ed. Marcianum Press, 2016 (pp. 42, € 6) Nella collana Dialogoi si colloca opportunamente questo conciso ed esauriente testo sul significato del perdono nell’etica e nella prassi ebraica. Il confronto con la visione cristiana del concetto è sollecitato dal Giubileo Straordinario della Misericordia indetto da papa Francesco per l’anno 2016. (s)

Zerouya Shalev - Dolore - Ed. Feltrinelli, 2016 (pp. 286, € 18) “Archeologa dell’anima” è stata definita questa grande scrittrice israeliana per la profondità dell’indagine e non solo in ambito femminile. A tutto tondo, con un quadro realistico privo di cedimenti retorici, in questo sublime romanzo si affrontano le situazioni della più scottante attualità per gli stati d’animo connessi con le varie esperienze umane da cui il dolore non è mai escluso e l’elaborazione del lutto non può giungere a compimento. Splendida, come sempre, l’opulenta traduzione italiana di Elena Loewenthal. (s)

 

A cura di Enrico Bosco (e)
e Silvana Momigliano Mustari (s)

 

 

 

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