Libri

 

La Casa del Sole e le sue benefattrici ebree

di Daniela Levi

 

Il Comune di Torino ha pubblicato a giugno di quest’anno un libro intitolato La casa del sole: storia di una istituzione torinese dove Isabella De Gaspari, dopo aver setacciato tutti gli archivi possibili, consultato i Bollettini della Casa del Sole conservati alla Biblioteca Nazionale di Torino e poi alla Fondazione Tancredi Barolo di Torino e rintracciato e intervistato due anziani che sono stati da bambini ospitati nella suddetta Casa, ha ricostruito in modo esaustivo e con passione la storia ammirevole di questa istituzione benefica organizzata da Paola Carrara Lombroso col finanziamento di Isaia Levi e con l’aiuto di un gruppo di amici quasi tutti ebrei.

Paola Lombroso, figlia di Cesare Lombroso, il fondatore dell’antropologia criminale, e moglie di Mario Carrara, docente di antropologia criminale nell’Università di Torino, uno dei 12 professori universitari (3 dell’Università di Torino) che rifiutarono di giurare fedeltà al governo fascista e per questo sospeso dall’insegnamento, fu scrittrice per l’infanzia con lo pseudonimo di “Zia Mariù” ma soprattutto si impegnò per l’istruzione, l’educazione e l’assistenza dei bambini delle classi popolari più svantaggiati. Le sue energie vennero indirizzate per molti decenni in due importanti attività: le Bibliotechine rurali che si diffusero in Italia per distribuire gratuitamente libri alle scuole più povere e sperdute, raggiungendo la quota di ben seimila bibliotechine per un totale di mezzo milione di libri, coinvolgendo un gruppo di amici che l’aiutarono poi anche al sostentamento della Casa del Sole.

Nell’attuale via Valgioie n.10 c’era una villa appartenuta al barone austriaco Hans von Kulmer, diplomatico dell’impero austro-ungarico che con lo scoppio della prima guerra mondiale dovette lasciare Torino in quanto cittadino di nazione nemica. La villa fu sequestrata dallo Stato italiano e per iniziativa di Paola Carrara ospitò un gran numero di bambini figli di soldati richiamati in guerra e privi anche di assistenza materna o di altro aiuto familiare. Finita la guerra, Paola Carrara propose e ottenne che la villa restasse aperta a 60 bambini figli di malati di tubercolosi e venisse nominata “Casa del Sole”. Nell’ottobre del 1922 però un provvedimento governativo dispose la restituzione degli immobili sequestrati ai precedenti proprietari cosicché la villa sarebbe dovuta tornare al barone ma a questo punto intervenne l’industriale Isaia Levi che la acquistò per donarla all’istituzione in memoria della sua unica figlia Giorgina, morta di leucemia a 18 anni nel 1921. La villa prese così anche il nome di Giorgina Levi anche se per le leggi razziali la scritta venne poi abrasa (se ne vedono ancora le tracce) e mai ripristinata. In breve tempo gli spazi interni si rivelarono insufficienti rispetto al numero dei bambini che necessitavano di ospitalità e ancora una volta sopperì la generosità di Isaia Levi che finanziò l’ampliamento dell’edificio che assunse la forma e la dimensione attuale.

Nel 1935 Paola Carrara fu estromessa dalla gestione della Casa del Sole e sostituita da un Commissario prefettizio. L’attività della Casa del Sole non fu interrotta, né furono interrotti i finanziamenti da parte di Isaia Levi (100.000-150.000 lire annue). Tali contributi continuarono a essere versati anche negli anni 1944 e 1945 da parte dell’Amministrazione Isaia Levi che, convertitosi al cristianesimo, si era rifugiato in Vaticano, nominandolo poi suo erede universale.

Dopo la guerra, tornata dalla Svizzera dove si era rifugiata, Paola Carrara riprese le sue attività sia per le Bibliotechine che per la Casa del Sole. Le Bibliotechine entrarono a far parte del Centro Studi di Letteratura infantile, costituito nel 1950, di cui Paola Carrara fu nominata Presidente con la collaborazione di Ada Marchesini Gobetti.

Dopo la morte di Paola Carrara nel 1954 il figlio Enrico assunse la carica di Presidente dell’ente che accolse anche bambini di famiglie bisognose e non solo più figli di tubercolotici e dal 1964 mise a disposizione dell’associazione italiana per l’assistenza agli spastici alcuni locali per le cure fisioterapiche. Nel 1975 il Comune di Torino deliberò di assumere su di sé il servizio mentre nella Casa del Sole venne aperta dall’anno scolastico 1976/77 una scuola materna municipale.

Dal 1918 al 1934 e poi dal 1946 al 1953 nella Casa del Sole vennero organizzate delle “Feste di primavera” con buffet e mercatino come fonte di finanziamento, oltre a quello fornito da Isaia Levi, realizzate da un gruppo di signore come fosse una succursale dell’ADEI. Nei Bollettini Paola Carrara ne descrive minutamente l’organizzazione. Così ad esempio nel 1923 “Margherita Malvano realizzò un banco con oggetti e suppellettili di cui si sente la mancanza quando si è in villeggiatura e che si smontano e si montano in un batter d’occhio: tavolini, paraventi, paralumi, sgabellini…” Nel mercatino del 1924 vennero esposti anche “cravatte, gonne, casacche, foulard e sciarpe di seta dipinte da Emma Sacerdote su disegni copiati appositamente nei musei… e un’originalissima lampada elettrica smontabile ideata dalla stessa signora.” […]

Nel mercatino del 1924 vennero esposti anche tovaglie, cravatte, gonne, pantaloni, camicette, foulard e sciarpe, borsette e cuscini realizzati e dipinti da Emma Sacerdote, Rosetta Fano, Nella Levi, moglie di Isaia, Paola Nizza, Ada Lattes... Sono state esposte anche due acqueforti eseguite dal sig. Anselmo Sacerdote [.] poi c’erano i guanti cuciti a mano dalla signora Guastalla: dei guanti sarebbero state doppie le ordinazioni ma ogni paio richiedeva quasi tre ore di lavoro e se ne sono eseguite 120 paia! Un altro banco riuscitissimo era quello della signora Piperno.

Nel Resoconto maggio-giugno 1948 Paola Carrara descrive così la festa di primavera: “La prima attrattiva della festa è il buffet di Leopolda Jachia Olivetti e di Carla Felice… per la lotteria sono stati donati 100 oggetti di cancelleria da Paola Levi Aprile, 100 manette da Paola Levi Nizza… un piccolo banco di vendita è stato allestito da Gina Fubini coadiuvata dalle signore Todros e Ranieri”

Nel mese dicembre 1951 arrivano alla Casa del Sole 50 bambini provenienti dalle zone alluvionate del Polesine grazie al finanziamento dell’Ente Assistenza della SIP su proposta di Giorgio Agosti. Nel Resoconto del dicembre 1951 Paola Carrara scrive: “Si dovevano preparare 60 lenzuola, la Emma Sacerdote andò a comprare la tela e quando uno dei commessi seppe a cosa dovevano servire propose spontaneamente di tagliare lui tutta la pezza in lenzuola per facilitare il lavoro… Tutte le bambine piegarono gli orli e le alunne della scuola di avviamento Santorre di Santarosa si misero a smacchinare e 24 ore dopo tutte le 60 lenzuola erano infilate nei letti”. Nel Bollettino del maggio 1952 Paola Carrara tesse le lodi della nuova direttrice Amalia Levi Lattes che “dalle sette del mattino alle dieci di sera sempre è presente, vigilante e amorosa”

L’autrice ha consultato anche i registri scolastici delle due classi pluriclasse miste riportando alcune annotazioni molto precise e accurate delle due maestre Gabriella Foà per la classe prima e seconda e Leonella Bellinzona Jona per la classe terza e quarta.

Insomma tanto di cappello, kol ha-kavod a tutte queste donne ebree!

Daniela Levi

 

Orna Ben Ami, Lei ricorda

 

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