Dal discorso di Rav Somekh
Kippur 5763
"Giudici e poliziotti ti darai nelle tue porte... perché giudichino il popolo con giustizia equa" (Deut. 16,18).
Che diritto ha una persona di giudicare il suo prossimo in tribunale? Chi è autorizzato ad esercitare la coercizione e il potere di infliggere pene? La Torah ci dà la risposta. Quellautorità viene investita da H. stesso su giudici e poliziotti. Il Talmud ipotizza un sistema in cui si domanda al proprietario del vigneto (H.) di fare pulizia dalle vinacce (Bavà Metzià 83b), ma lo respinge. Il compito di tenere la casa in ordine è affidato alla società stessa. Perciò questo precetto non è soltanto una delle 613 Mitzwòt riservate a Israele. I nostri Maestri lo hanno considerato uno dei 7 precetti noachidi che riguardano lumanità intera. "Così come a Israel è stato comandato di nominare giudici in ogni città, anche i figli di Noè hanno ricevuto il precetto di nominare giudici in ogni città" (Sanhedrin 56b).
Lesercizio della giustizia è dunque un dovere religioso universale. Come tale, il sistema giudiziario deve essere già a priori circondato da quelle garanzie di integrità che consentano un regolare, puntuale e sereno svolgimento della funzione del giudice. Tali garanzie devono partire fin dal primo momento in cui i giudici vengono nominati. Più volte nella Torah è prescritto ai giudici di non avere riguardo per le persone. Commentando uno di questi versetti, Rashì scrive che esso non è rivolto ai giudici, bensì alle autorità incaricate della nomina dei giudici, "affinché tu non dica: questuomo è bello, o forte, lo nominerò giudice; questuomo è mio parente, lo nominerò giudice; mi ha prestato denaro, lo nominerò giudice.
Potrebbe risultare che egli assolverà il colpevole e condannerà linnocente, non perché prevenuto, ma perché impreparato. Considererò Io colui che lo ha nominato come se avesse avuto riguardo di persone in giudizio" (Rashì a Deut. 1, 17).
Il Kli Yeqar sviluppa ulteriormente tale concetto. Interpretando alla lettera lingiunzione relativa alla nomina dei giudici scrive che "se vuoi che il giudice giudichi il popolo secondo equità, devi per prima cosa imporlo a te stesso". Lautorità preposta a tale nomina deve essa stessa per prima accettare di sottoporsi fino in fondo, senza ritardi ed infingimenti di sorta, allazione giudicatrice del tribunale.