Israele

Coalition for peace

di Janiki Cingoli

 

Con una manifestazione promossa dal Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente e dal Comune di Roma il 20 settembre scorso è stata presentata in Italia la "Coalition for Peace".

La presentazione è stata effettuata in Campidoglio alla presenza del Sindaco Walter Veltroni ed è stata effettuata dall’israeliano Yossi Beilin e dal palestinese Yasser Abdel Rabbo.

Hanno tra gli altri aderito alla manifestazione: l’ANCI, la CGIL, la CISL, la UIL, le ACLI, l’ARCI, le Associazioni di Amicizia Italia–Israele e Italia– Palestina, il Gruppo Martin Buber e Arab Roma, e un gruppo di importanti ONG italiane che si occupano di cooperazione allo sviluppo.

Quello che si prefigura, in nuce, è il rilancio anche in Italia di un nuovo movimento per la pace in Medio Oriente, più saldo, più equilibrato, collegato alle forze più credibili che in Israele e Palestina per la pace lavorano.

I presentatori sono figure di primo piano. Beilin è uno dei principali artefici degli accordi di Oslo. Già Ministro della Giustizia del governo Barak, non ha voluto far parte del governo di unità nazionale guidato da Sharon.

Rabbo è Ministro della Cultura della Autorità Nazionale Palestinese. Tra gli uomini più vicini ad Arafat, fin dai tempi di Tunisi, gli è stato accanto durante il recente assedio israeliano alla residenza del Premier, a Ramallah.

La Coalition for Peace è stata promossa, oltre che da loro, da alcune fra le personalità più rappresentative nei due campi, quali i palestinesi Sari Nuseibeh, Hanan Ashrawi, Ghassan al-Khatib, Tayyeb Abdul Rahim, Salim Tamari; e gli israeliani David Grossman, AB Yehoshua, Amos Oz, Yossi Sarid, Colette Avital.

La Coalition for Peace chiama alla piena e immediata implementazione delle risoluzioni Mitchell e Tenet, con la cessazione della violenza, l’immediato e totale congelamento degli insediamenti, l’implementazione degli accordi in sospeso e il ritorno ai negoziati.

Questo processo, si sottolinea, ha bisogno di essere monitorato da una terza parte obbiettiva.

Pressante è il rigetto del terrorismo in tutte le sue forme. La Coalition for Peace chiede la cessazione di tutte le violenze e gli assassinii, la fine dell’occupazione, il ritorno urgente ai negoziati, la pace tra i due popoli. Rifiuta di rassegnarsi al deterioramento crescente della situazione, col crescere delle vittime, e delle sofferenze, alla possibilità reale di annegare nel mare crescente della ostilità reciproca.

Implora il ritorno alla ragione, a riscoprire la compassione, l’umanità, a rifiutare di sprofondare nella paura, nell’odio, nella ricerca della vendetta.

Il tempo, viene affermato, aiuta solo coloro che sono contrari alla pace. Quanto più grande sarà il sangue sparso, più forti le sofferenze, tanto più la speranza sarà erosa. Va perciò posto fine alla de-umanizzazione dell’altro, va ricostruita la partnership per una pace giusta.

Tale pace va costruita, si sostiene, sulle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU, fondate su una soluzione di due stati, Israele e Palestina, basati sui confini del ’67. Due stati che vivano fianco a fianco, con la loro rispettiva capitale in Gerusalemme.

Per raggiungere tale obbiettivo, viene sottolineato, si deve partire dai progressi realizzati durante i negoziati svoltisi tra il novembre 1999 ed il gennaio 2001.

Janiki Cingoli