Su Israele

 

 

Strabismo sugli obiettori

 Lettera all’Unità

di

Raffaele Barki

 

 

Egregio Direttore,

il 31 ottobre in un teatro di Milano si è tenuto un concerto di un gruppo musicale denominato Refusnik Tango dal titolo “Musica ebraica e del mondo. Suoni, parole e poesie per i militari israeliani in carcere contro l’occupazione della Palestina”, con la partecipazione “straordinaria” di Moni Ovadia (non è poi così straordinaria...partecipa spesso alle iniziative pro Palestina), Riki Gianco, Vittorio Agnoletto, con il patrocinio del Club Tenco, la collaborazione dell’associazione Punto Rosso e l’adesione di Dario Fo, Massimo Carlotto, Lidia Ravera. La comunicazione dell’evento, che a me è arrivata dalla sede provinciale di Milano di Sinistra Democratica, che quindi sponsorizzava di fatto l’iniziativa, recitava: L’intero ricavato della serata sarà devoluto alle organizzazioni che sostengono i militari obiettori di coscienza israeliani.

Siamo alle solite. Non si riesce a cogliere il confine tra l’ingenuità, l’ignoranza in buona fede, il pregiudizio strutturato e la malafede manifesta. Perché ancora una volta non si è colta l’occasione per sostenere anche la lotta degli obiettori palestinesi, i loro figli, le loro vedove, le madri e i padri che restano a loro volta orfani di figli che vengono torturati e uccisi come collaborazionisti, traditori e nemici della causa? Perché la sinistra non vuole capire che l’interpretazione dei problemi di quell’area del mondo può solo risultare gracchiante se non è stereofonica? Quante volte ancora dovremo richiamare l’attenzione su questa maledetta, deteriore forma di strabismo politico? Errare humanum est, perseverare autem diabolicum...

Raffaele Barki

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