Libri

 

Il mondo del 61

di

Elena Ottolenghi

 

Nel 15° anniversario della scomparsa di mio marito Emilio Vita Finzi ho deciso di realizzare un suo desiderio: ricostruire la storia del “61”, casa della famiglia della mamma, Matilde Vita, perché non se ne smarrisse la memoria. È nato così, per opera di Anna Segre , il volume Il mondo del 61. La casa grande dei Vita, edito dalla Fondazione Alberto Colonnetti con l’aiuto dell’Archivio Ebraico Terracini.

Per me, entrata nella famiglia Vita dopo il matrimonio, il 61 erano i tre zii Laura, Giulia e Arrigo che, non sposati, vivevano insieme a Torino in corso Re Umberto 61. Arrigo, oculista, è stato il primo in Italia a tradurre il diario di Anna Frank; Giulia era insegnante, attiva nell’ADEI; Laura è stata la prima donna eletta nel Consiglio della Comunità Ebraica di Torino, portandovi quelle idee di partecipazione e solidarietà che saranno poi alla base della nascita del Gruppo di Studi Ebraici. Intorno a loro i fratelli che avevano formato famiglie proprie, tutte strettamente legate al 61; per tutti, parenti e amici, era un porto sicuro e ospitale, un riferimento culturale, politico, ebraico. Ricordo di aver pensato spesso: “Se tornassero i fascisti chiuderebbero subito il 61” perché centro di ebraismo laico e antifascista.

Così Giovanni De Luna nella prefazione: “è come se da corso Re Umberto 61 partissero tanti cerchi concentrici, dal più piccolo al più grande: la famiglia, Torino, la comunità ebraica, la prima guerra mondiale, il fascismo, l’antifascismo, le leggi razziali, la seconda guerra mondiale, la Shoah, in un percorso avvincente e incalzante”.

Anna Segre , troppo giovane per aver conosciuto i protagonisti, ha raccolto le testimonianze dei nipoti, tra cui il decano, Alberto Vita, che le ha dato una ricostruzione scritta della storia della famiglia. Anche Gisella Vita Finzi aveva messo per iscritto le vicende dei Vita e dei Vita Finzi durante il cosiddetto “secolo breve”; purtroppo è mancata prima della pubblicazione del libro.

L’autrice è riuscita a delineare questo mondo affascinante, districandosi tra omonimie che si rincorrono attraverso le generazioni: incontriamo una prozia Laura Vita (1838-1910) poi sposata Brisi vissuta a Bologna, poi la “nostra” Laura Vita (1894-1967) e ancora la giovane cara Lauretta, figlia di Alberto Vita, che vive a Milano.

Un mondo ricco di figure di spicco della vita culturale e antifascista italiana: dallo zio Claudio Treves, di cui viene pubblicata una lettera privata alla sorella, la “nonna Nina”, ad Attilio Segre, incarcerato perché comunista, di cui viene riportato, inedito, il proclama letto per radio dall’America il 1° maggio 1945 e rivolto ai “fratelli torinesi” nella gioia della Liberazione, ai cugini Levi: Luisa, Carlo e Riccardo.

Inoltre viene anche ricordato Leonardo De Benedetti, sopravvissuto al lager dove ha perso la moglie, che, al suo ritorno, accolto fraternamente in casa Vita, diventa parte della famiglia e vive al 61 fino dopo la scomparsa uno dopo l’altro di Laura, Giulia e Arrigo, da lui assistiti con dedizione. Importanti storicamente e umanamente le sue lettere scritte dall’inferno di Auschwitz subito dopo la liberazione da parte dell’Armata Rossa e poi via via durante il lungo viaggio di rientro in Italia (raccontato da Primo Levi La Tregua). Consideravamo anche lui come uno zio, tanto che Emilio l’ha voluto come testimone alle nostre nozze.

Oltre a darmi il suo immenso affetto, Emilio, dedicando la propria vita ad una generosa lotta per un mondo meno ingiusto, mi ha portata a condividere sempre più i veri valori della Resistenza e della solidarietà sociale nella vita, nel lavoro, nella famiglia e mi ha resa partecipe del grande mondo del 61.

Elena Ottolenghi

 

 

Anna Segre , Il mondo del 61. La casa grande dei Vita, Fondazione Alberto Colonnetti, Torino 2007, pagg. 169, 16

Il volume è in vendita presso la libreria Claudiana di Torino (via Principe Tommaso, 1); oppure si può richiederlo telefonando al numero

+39.011.500.333, o tramite

info@colonnetti.it