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Scrittori, medici, rabbini ebrei nell’Italia del 1700

di

Giulio Disegni

 

“La nostra ricerca inizia il primo gennaio 1700 e si ferma il 31 dicembre 1799. Affinché un personaggio sia inserito nel dizionario bibliografico, deve aver vissuto in Italia almeno un giorno nel corso di questo periodo. Ciò significa che il dizionario contiene i nomi di personaggi che han passato gran parte della loro esistenza nel XVII secolo, come Hizqiah Mordekhai Bassan (1632-1704), o nel XIX secolo, come Rachele Morpurgo (1790-1871)”.

Sono questi i limiti temporali posti da Asher Salah, storico di origini fiorentine che insegna Storia all’Università di Gerusalemme e che ha appena pubblicato per l’editore Brill di Leiden-Boston nella collana Studies in Jewish History and Culture il volume Le Rèpublique des Lettres. Rabbins, ècrivains et mèdecins juifs en Italie au XVIII siècle.

L’opera, in francese, è sì un vasto dizionario enciclopedico su autori ebrei del ’700, ma anche un testo fondamentale per chiunque voglia conoscere l’Italia ebraica del periodo attraverso le lettere, ossia attraverso la produzione letteraria in senso lato, di autori ebrei che si sono cimentatati nell’arte dello scrivere, non soltanto attraverso opere erudite o pagine di letteratura, ma anche – e qui sta davvero la novità e l’interesse per gli storici, gli archivisti e in genere gli appassionati di vicende ebraiche italiane – attraverso tutto ciò che ha a che fare con la carta scritta.

L’autore ha quindi deliberatamente scelto, con sforzo non indifferente durato anni e anni di ricerca, di prendere in considerazione non soltanto le belles lettres, ma anche, in una prospettiva sociologica ancor prima che letteraria, di esaminare la produzione scritta degli ebrei italiani, e quindi anche diari personali, lettere, libretti di famiglia, quasi sempre manoscritti: questo perché le scritture private e i generi minori possono testimoniare uno spaccato di società non sempre restituibile attraverso le opere di maggior rilievo.

Il concetto di opera letteraria è connotato dunque nel lavoro di Asher Salah da una certa “elasticità”, proprio perché, per saggiare la circolazione delle idee e dei valori espressi da un autore, è necessario avvicinare testi letterari ad altri generi di scrittura, così che i testi inediti divengono importanti al pari delle opere più conosciute.

Perchè scegliere il ’700 come campo di indagine? Innanzitutto perché trattasi di un secolo poco studiato dal punto di vista della produzione letteraria, poi perché è un’epoca segnata da notevoli contraddizioni, durante la quale si assiste ad una certa decadenza, ma nello stesso tempo si avvertono le avvisaglie di un risveglio intellettuale, conseguenza del pieno ritorno dell’Italia sulla scena culturale e politica europea.

Sulla storia letteraria degli ebrei in Italia era sino ad ora scarsa la presenza di studi, tanto che bisogna risalire all’opera di Marco Mortara pubblicata a Padova nel 1886, ossia l’Indice alfabetico dei Rabbini e Scrittori Israeliti di cose giudaiche in Italia, che completava e arricchiva l’opera che nel 1853 Hananel Neppi e Mordechai Ghironda avevano dedicato alla storia di rabbini e di sapienti ebrei italiani.

E l’intento, degno di ogni lode, di Asher Salah è quello di aver ora restituito un quadro d’insieme completo e ricco di interesse e di aver studiato materiale per lo più disperso nei fondi delle biblioteche, con rare indicazioni bibliografiche disseminate qua e là nelle vecchie enciclopedie ebraiche o nei cataloghi delle collezioni di judaica.

Da queste esigenze nasce dunque l’importante dizionario bio-bibliografico che include i nomi degli ebrei italiani che hanno lasciato almeno una testimonianza scritta della loro attività, letteraria o professionale, così come dei rabbini e dei medici.

Le biografie dei vari personaggi riguardano le tappe principali della loro attività, le date di riferimento essenziali, le opere scritte o ciò che su di loro è stato comunque scritto: 1056 sono gli autori repertoriati. Per i testi manoscritti, sovente sono state indicate solo le biblioteche nelle quali sono conservati.

Il dizionario, secondo le parole dell’autore dovrà costituire il primo passo verso la ricostruzione dell’attività intellettuale degli ebrei in Italia nel secolo che precede la prima emancipazione delle truppe napoleoniche nel 1799, epoca che conosce uno straordinario scenario di mezzi d’espressione e di generi letterari.

Uno strumento, dunque, di grande interesse per gli studiosi, ma anche per quanti hanno interesse a ricercare nel lungo e ricco dizionario personaggi, genealogie, storie di vita vissuta, elenchi di rabbini che hanno operato e lasciato testimonianze della loro attività o dei loro scritti nel nostro Paese.

Giulio Disegni