Israele

 

Il Com.It.Es. d’Israele compie quattro anni

 

Nella varia realtà politica e sociale dello Stato d’Israele e della sua popolazione, in gran parte formata da ebrei immigrati da centinaia di paesi del mondo, la questione della cosiddetta "doppia cittadinanza" è sempre stata all’ordine del giorno, sin dalla fondazione dello Stato.

Lo Stato d’Israele ha da sempre riconosciuto ai propri cittadini la possibilità di mantenere anche la vecchia cittadinanza di origine. E nel contempo un certo numero di immigrati, pur diventando residenti fissi dello Stato d’Israele, chi per un motivo e chi per un altro, forse per remote paure, in certe situazioni non ha voluto acquisire la cittadinanza israeliana, in base alla Legge del Ritorno, mantenendo solamente quella di origine.

Per cui oggi, nella realtà variegata dello Stato d’Israele, sono molti quei cittadini che pur essendo fedeli cittadini israeliani hanno anche un’altra cittadinanza.

Non si parla di poche decine di migliaia, ma secondo stime, il numero arriva a centinaia di migliaia.

Le motivazioni? Tra le più varie: il legame storico con il paese di origine e con la famiglia, interessi economici, la nozione di avere la possibilità di "ritornare" in caso di necessità nel paese di origine, possibilità di trasferirsi, di andare a lavorare all’estero, di mandare i propri figli a studiare all’estero, di partecipare a concorsi e appalti internazionali ove in certi casi Israele e/o gli israeliani non sono ammessi, girare per il mondo senza dare troppo nell’occhio (per motivi di sicurezza) con il passaporto israeliano, e così via dicendo.

E questo fenomeno naturalmente non manca, e non poteva mancare, nella comunità di origine italiana attualmente residente in Israele.

In Israele, già da prima della fondazione dello Stato, vi è sempre stato un nucleo non indifferente di cittadini italiani; e questo gruppo è andato a rafforzandosi dopo il 15 maggio del 1948.

Vista quindi la presenza e la consistenza in Israele di una non indifferente comunità di connazionali italiani, già da oltre quindici anni, si sentiva la necessità di trovare quelle formule istituzionali atte a creare una rappresentanza ufficiale della collettività italiana. Dopo anni di sforzi, di promesse, di alti e bassi, e grazie in particolar modo all’impegno dell’Ambasciatore d’Italia in Israele Giulio Terzi di Sant’Agata (oggi Ambasciatore d’Italia presso le Nazioni Unite a New York), nell’anno 2004 fu possibile ai connazionali italiani residenti in Israele ed iscritti all’ A.I.RE. di partecipare per la prima volta alle elezioni del Com.It.Es. (Comitato Italiani all’Estero), voluto con la Legge 23 ottobre 2003, n. 286; nello stesso anno si svolsero le elezioni in tutto il mondo.

Per cui nel 2004 si tennero per la prima volta, nelle circoscrizioni consolari riunite di Tel Aviv e Gerusalemme, le elezioni per corrispondenza. Parteciparono per la prima volta tutti gli italiani residenti in Israele e regolamente registrati all’A.I.R.E.

Dalla lista Haitalkim (gli italiani) vennero eletti dodici componenti per il Comitato Direttivo; alla Presidenza fu eletto l’avv. Beniamino Lazar, che aveva ottenuto il maggior numero di voti nello scrutinio nazionale. Oltre ai dodici eletti, fu cooptato un oriundo italiano, il signor Jonathan Bassi del kibbutz Sde Eliahu, originario di Venezia. Ma ben presto, dopo alcuni mesi, il signor Bassi si dovette dimettere, perché scelto dall’allora Primo Ministro Ariel Sharon per essere il responsabile del ritiro dei coloni israeliani dalla striscia di Gaza.

Da allora, dal marzo del 2004 il Com.It.Es. è una realtà operante ed attiva nella vita della comunità degli italiani in Israele. Il Com.It.Es. mantiene ottimi rapporti con l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv e con il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme. Rappresentanti del Com.It.Es. israeliano hanno partecipato nell’anno 2004 ad un incontro ad Atene, dove sono stati eletti, insieme ai rappresentanti delle collettività italiane in Spagna, Turchia e Grecia, i rappresentanti di zona nell’ambito del C.G.I.E. (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero); durante l’anno in corso rappresentanti dei giovani italiani in Israele hanno partecipato ad incontri regionali in Spagna e in Turchia, e nei prossimi giorni, ai primi di dicembre, una delegazione del Com.It.Es. israeliano parteciperà al Primo Congresso Mondiale dei Giovani Italiani nel Mondo che si terrà a Roma.

Rappresentanti del Com.It.Es. d’Israele, in questi quattro anni di lavoro, hanno avuto diverse occasioni di incontrare rappresentanti politici italiani in visita nel paese, tra questi il Presidente del Consiglio Prodi, il Ministro degli Affari Esteri D’Alema, il Presidente della Camera Bertinotti, il Ministro degli Affari Esteri Frattini, il Ministro Fini e il Ministro della Giustizia Mastella; oltre a ciò, vi sono stati incontri di lavoro con delegazioni parlamentari, incontri con deputati e senatori. In particolar modo, sono stati stretti rapporti di lavoro con il Deputato Marco Fedi e il Senatore Randazzo, entrambi provenienti dall’Australia, che sono stati eletti nella circoscrizione esteri della quale fa parte anche Israele (Asia, Africa, Australia e Oceania). Buoni i rapporti anche con l’on Massimo Romagnoli, eletto rappresentante di zona nell’ambito del C.G.I.E.

La comunità dei connazionali italiani ammonta a circa 11.000 persone, ed è in costante aumento; è la più grande collettività italiana in tutta l’Asia. Da un esame approfondito della sua composizione curato dal prof. Sergio Della Pergola e dal sig. Raphi Barki, si è arrivati alla conclusione che circa la metà dei connazionali italiani è originaria della penisola, mentre l’altra metà proviene in gran parte dall’Egitto, e poi dalla Libia, dalla Turchia, dalla Bulgaria.

In questi quattro anni di lavoro, dopo il primo periodo di assestamento, i componenti del Com.It.Es. si sono dati da fare per cercare di migliorare i servizi consolari, di risolvere le problematiche connesse agli anziani, ed in particolar modo le questioni legate alle Commissioni del Ministero della Finanze a Roma e al cosiddetto Assegno di Benemerenza. Altro argomento al centro dei lavoro e degli sforzi del Com.It.Es. è la ricerca per spingere Italia ed Israele alla firma di una Convenzione in materia sociale, per il riconoscimento reciproco dei versamenti effettuati in ciascun paese all’INPS o al Mossad Le-Bituach Leumì. Altra battaglia, non facile, è il riconoscimento e la restituzione della cittadinanza italiana a quelle persone che, negli oscuri anni delle persecuzioni in Italia, dovettero lasciare il paese natale e arrivando in Palestina si videro costrette ad acquistare la cosiddetta "cittadinanza palestinese" (cittadinanza del Mandato Britannico).

Ultimamente il Com.It.Es. si sta dando da fare per cercare di creare, per la prima volta in Israele, l’Ufficio Regionale di un Patronato.

A marzo 2009 si dovrebbero tenere in tutto il mondo le elezioni dei nuovi Com.It.Es., che sarebbero quindi rinnovati anche in Israele; ma nel Parlamento italiano si sta discutendo la proposta di posticipare le elezioni al marzo 2010. A differenza di quanto è avvenuto in altri paesi, nessuno dei dodici eletti nel Com.It.Es. israeliano ha alcun collegamento o legame con partiti politici italiani.

Il Com.It.Es. ha aperto un ufficio a Gerusalemme, ma i suoi componenti, sparsi in tutto il paese, hanno incontri regolari con i connazionali, anche nelle località più remote e più decentrate.

A prescindere dalla data delle elezioni e dal nome dei nuovi eletti, una cosa è certa: la collettività degli italiani in Israele ha bisogno, oggi più che mai, di una forte rappresentanza che funga da portavoce delle loro difficoltà e dei loro problemi nei confronti delle istituzioni ufficiali in Italia e in Israele .

L’Ufficio Stampa del Com.It.Es. d’Israele

 

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