Statuto

 

Modalità Elettorali
Quali possibili modifiche

di Guido Ortona

 

Intervengo nel dibattito sulla bozza di modifica dello Statuto dell’Unione delle Comunità, limitatamente all’unico argomento su cui ho competenza, e cioè le modalità di elezione del consiglio. Farò quattro osservazioni tecniche e esporrò due perplessità politiche.

Le osservazioni tecniche sono:

a) la soglia di sbarramento del 5% è a prima vista sostanzialmente superflua, date le dimensioni medie delle circoscrizioni (cioè 12 consiglieri). Infatti, una formula empirica lega il numero degli eleggendi alla soglia effettiva in questo modo: Soglia effettiva = 75/(N+1), dove N è appunto il numero degli eleggendi. Quindi se un collegio elegge 12 rappresentanti è come se avesse una soglia del 5.77, molto simile al 5% suggerito.

b) Tuttavia, quanto sopra vale solo se i 36 consiglieri sono equamente ripartiti fra le tre circoscrizioni. Ma se invece, come appare sensato, il numero dei consiglieri da eleggere varia in funzione del numero di iscritti, si ha un effetto perverso: la soglia effettiva è più alta nelle circoscrizioni più piccole. Mi spiego con un esempio. Mettiamo che Roma elegga 20 consiglieri e il resto d’Italia 6. Allora la soglia effettiva per Roma è il 3.6%, e per il resto d’Italia è il 10.7%.

c) Avrebbe senso quindi, per non fare ingiustizie, che sia la soglia che il riparto degli eletti valgano a livello nazionale: sono ammesse al riparto le liste che hanno almeno il 5% a livello nazionale, e il riparto dei seggi complessivi avviene appunto a livello nazionale; dopodiché gli eletti di ogni lista sono ripartiti nelle tre circoscrizioni in base alle quote di voti avute, un po’ come avviene adesso per le elezioni del Parlamento. Supponiamo per esempio che la lista X abbia avuto il 15% dei voti e abbia diritto a 3 consiglieri. La quota per essere eletti è allora il 5% (15/3). Se – per esempio – ha l’11% a Roma, il 6% a Milano e il 3% nel resto d’Italia, elegge 2 consiglieri a Roma e 1 a Milano.

d) Detto ciò, il meccanismo proposto per conciliare governabilità e rappresentatività – essenzialmente un proporzionale corretto – è sensato.

Ecco però le perplessità politiche.

e) Sono d’accordo con Guido Fubini che il meccanismo proposto punisce le minoranze, e che andrebbe quindi corretto aumentando la quota di consiglieri eletti a scapito dei non eletti.

f) Ho però una perplessità ancora maggiore. Credo che sia sbagliato cercare di ottenere un’elevata governabilità. Un’elevata governabilità ha senso se si vuole che gli ebrei italiani esprimano una politica precisa e decisa, ancorché eventualmente condivisa solo da una maggioranza relativa, piuttosto che una politica più indeterminata, frutto di un largo compromesso. Ma perché si deve volere una politica precisa e decisa? Se esistono diverse opi­nioni, non c’è motivo che una venga assunta come quella che rappresenta tutti. Va benissimo che l’ebraismo italiano si presenti come caratterizzato da opinioni variegate. Per fare un esempio che temo NON sia fittizio: un consiglio con una maggioranza relativa di destra (che diverrebbe in base alle modalità suggerite una forte maggioranza di destra) sarebbe portato probabilmente ad assumere, a nome dell’ebraismo italiano in quanto tale, posizioni oltranziste su Israele. Con tutta una serie di conseguenze negative sia dentro che fuori il mondo ebraico. Mi pare meglio che il consiglio possa deliberare solo se c’è una larga unità non dovuta a meccanismi elettorali, ma reale; e se no che lasci che ciascuna componente esprima le sue opinioni e assuma le sue iniziative.

Tirando le somme, la mia proposta è duplice. In primo luogo sarei favorevole ad aumentare al massimo la rappresentatività a scapito della governabilità: quindi sistema proporzionale senza soglie di sbarramento, eventualmente col sistema di riparto dei seggi descritto nel punto c, che però diventa sempre meno rilevante man mano che aumenta il numero di consiglieri da eleggere nelle singole circoscrizioni. In subordine, se si mantiene l’impianto attuale, suggerisco che venga comunque adottato il meccanismo descritto nel punto c. Esso consente di aumentare la rappresentatività (nel senso che non si hanno differenze nella soglia effettiva) senza perdite di governabilità, e quindi non vedo motivo per cui qualcuno debba opporsi.

2 novembre 2009

Guido Ortona
guido.ortona@sp.unipmn.it