Teatro
Circus Klezmer
Il mondo perduto dello “shtetl”
rivive in uno spettacolo di circo contemporaneodi Daniele Portaleone
Presentato nel 2009 al London International Mime Festival, “Circus Klezmer” arriva nuovamente in Italia, sull’onda dei successi ottenuti in Europa e in Giappone.
La nuova forma di spettacolo che, sul modello del “Cirque du Soleil” sta conquistando le platee e le arene di tutto il mondo certamente è il Circo Contemporaneo, con il suo universo fantastico dove convivono acrobazia, danza, giocoleria e magia, dove ad azioni sceniche di grande tensione si alternano numeri comici, patetici o grotteschi.
Lo spettacolo che ha animato la sala del Teatro F. Parenti di Milano con otto repliche, tutte esaurite, dall’11 al 16 ottobre, è un intreccio di comicità yiddish e numeri di circo. Ad accompagnare il racconto e a ricostruire sonoramente il mondo dello shtetl riesce mirabilmente la musica klezmer, interpretata dal gruppo musicale Los Vilnetz, a volte passionale ed esuberante, a volte malinconica e struggente. Le gag dei comici con i loro atteggiamenti giocosi o tristi si adattano perfettamente alla cultura yiddish e alla musica klezmer.
Le forme espressive delle comunità ebraiche dell’Europa orientale, usate per raccontare storie di personaggi tragici o ridicoli, le musiche che accompagnavano funerali e matrimoni, le feste religiose che si celebravano con danze collettive, fedelmente descritte nelle opere di Isaac B. Singer, facevano parte della cultura di un popolo che i pogrom prima e il nazismo poi hanno cancellato per sempre.
Ma la cultura, la lingua e la musica degli ebrei fuggiti dagli shtetl e sopravvissuti all’Olocausto sono giunte in altri paesi, in Europa, in America e in Israele, conquistandosi negli ultimi decenni un ampio spazio che trova spettatori entusiasti, non solo tra gli ebrei ma anche tra i “goyim”.
Adrian Schvarzstein, nato in Argentina da genitori ebrei, vissuto in Italia, Israele e Spagna, acrobata e artista di strada per vocazione, con il contributo di artisti e musicisti internazionali, ha creato “Circus Klezmer”, spettacolo che lega la tradizione ebraica orientale all’arte circense. Senza indulgere alla commozione, vuole coinvolgere il pubblico di tutte le età tra situazioni comiche e azioni spettacolari di grande livello tecnico.
La trama dello spettacolo è semplice: nello “sthetl” che vive la tranquilla vita quotidiana si sta preparando un matrimonio rituale. Gag e azioni sceniche si susseguono, con l’accompagnamento musicale di brani conosciuti e altri inediti dei repertori klezmer, tzigano e balcanico.
Gli scambi verbali e le situazioni risultano comici e patetici, anche la lingua yiddish, che il pubblico non conosce, viene proposta in una sorta di grammelot farsesco. L’atmosfera festosa evolve in una dimensione vagamente onirica, richiamando i dipinti di Marc Chagall, quando la sposa, avvolta nei tessuti aerei, sembra volare sulla scena.
Schvarzstein, oltre che ideatore e regista è un grande mattatore: nel ruolo dello scemo del villaggio, con la sua azione travolgente e forsennata, incalza gli attori e coinvolge gli spettatori con frequenti incursioni nella sala che suscitano grande ilarità.
Straordinari per vitalità e presenza scenica tutti gli artisti, Eva Szwarzer e Cristina Solé, le acrobate, Emiliano Sanchez Alessi, lo sposo giocoliere e Joan Català, il vicino, acrobata e giocoliere. Il pubblico applaude, ride, commenta ad alta voce, incoraggia gli acrobati e i giocolieri e batte il tempo con le mani e coi piedi. Qualche spettatore sorpreso e divertito, viene trascinato sulla scena.
Come è consuetudine nel mondo del circo e degli artisti di strada, al termine dello spettacolo, dopo lunghissime ovazioni e richiami in scena della compagnia, bambini, genitori e amici salgono sul palco per parlare con gli artisti, toccare gli attrezzi e sentirsi per qualche attimo protagonisti. L’atmosfera giocosa ha ormai contagiato tutti i presenti.
Adrian Schvarzstein con i suoi compagni sarà probabilmente a Torino nel mese di luglio 2012, con un nuovo spettacolo sul mondo dello shtetl, ospite dell’undicesima edizione del Festival Internazionale “Sul filo del circo”, organizzata dalla Scuola di Cirko Vertigo di Paolo Stratta nello spazio polivalente del Teatro delle Serre di Grugliasco.
Daniele Portaleone