CD

 

Liturgia italiana in un cd

di Giovanna Grenga e Giuseppe Mallel

 

Il titolo I - Tal - Iah: Risvegli nella rugiada divina gioca con il termine ebraico che suona appunto ITALIA ma, nella scomposizione delle lettere che la lingua ebraica consente, può assumere il significato di Isola della rugiada divina. Ciò vuole evocare il peculiare universo della tradizione musicale e liturgica degli ebrei italiani. Nel sottotitolo il Progetto DAVKA enuncia gli intenti di questo album: la raccolta di 8 brani di ispirazione liturgica propone un risveglio culturale/cultuale per testimoniare un impegno spirituale nella evoluzione musicale che non è cambiamento o frattura ma rinnovamento nel solco della tradizione. Nei brani proposti, il testo della liturgia viene pienamente accolto senza tradire la melodia originale ma con arrangiamenti ispirati a sensibilità musicali e contesti esecutivi diversi.Come altri giovani cantori sinagogali e musicisti, anche Maurizio di Veroli, promotore di I - Tal - Iah, intende colmare le distanze generazionali anche nella musica; scegliendo di accogliere le avanguardie contemporanee compie un’operazione non meno ardita di quella fatta a suo tempo dai compositori di musica ebraica in Italia nel Novecento, il cui repertorio viene oggi utilizzato nel culto. La tradizione corale interpretativa nel Tempio Maggiore di Roma, ad esempio, si è più volte rinnovata. Con la sua inaugurazione, dall’inizio del XX secolo si creò un’unica liturgia anche corale che accolse e integrò le tradizioni liturgiche delle preesistenti Scole senza, del resto, essere impermeabile a quanto di nuovo veniva via via proposto e composto in contesti musicali non solo ebraici.

Ad oggi, nelle sinagoghe di rito italiano si esegue un repertorio in parte ottocentesco o novecentesco, non esente da contaminazioni di origine diversa, talvolta con mera trasposizione di testi di poesia liturgica su brani di tradizione musicale non ebraica che il coro esegue con opportuno adattamento alle voci.

L’idea ispiratrice di I - Tal - Iah è di accogliere altre modalità interpretative nella musica liturgica ebraica, della quale Maurizio di Veroli ha esperienza esecutiva ventennale.

Le partiture elaborate per questo CD includono percussioni, strumenti a corda e a fiato. Si perviene, per scelte armoniche mai casuali, ad arrangiamenti e ritmi rinnovati ma sempre riconoscibili.

Ricerche nell’archivio storico della comunità ebraica di Roma e lo studio dei testi sacri hanno consentito la selezione, all’interno di repertori consolidati, dei pezzi ritenuti più adatti a questa sperimentazione per la loro intrinseca struttura musicale.

Brani come Maskil Shir Yedidot; Ado - nai Mi Yagur, Yom ha Shishi, Ve Ata Israel Avdì vengono proposti in una versione inalterata rispetto a quella sinagogale romana se non per l’introduzione di strumenti diversi dal­l’usuale organo, ovvero voce, piano e clarinetto. In Veshameru, e Imloch Bachurim le percussioni, anche etniche, costituiscono il basso continuo della melodia. Tuttavia è in Halleluja che tutti gli elementi di sperimentazione si evidenziano: si sceglie, infatti, di valorizzare i toni gioiosi espressi dal testo, alleggerendoli dalla solennità delle esecuzioni consuete.

Un brano, composto dal Maestro Elio Piattelli è dedicato a Stefano Gay Tachè, vittima dell’attentato dell’autunno 1982 al Tempio Maggiore di Roma: ancora un richiamo, ancora un risveglio ma, questa volta, sui temi dell’antisemitismo e del terrorismo. La partitura originale è stata rielaborata dal Progetto DAVKA accennando in esordio le note di Les feuilles mortes, canzone composta da J. Kosma per versi di J. Prevert.

L’ensemble si avvale della collaborazione di Luana Mariani, come pianista e per la stesura degli arrangiamenti, del clarinettista Massimo Montagnolo per la parte jazzistica e del percussionista Tiziano Carfora che ha arricchito le esecuzioni con la sua conoscenza delle percussioni etniche.

Giovanna Grenga e Giuseppe Mallel

   

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