Israele

 

Di ritorno dal campo estivo

 di Shulamit Treves

 

Il PCFF - Parents Circle Families Forum è un complesso di attività ed incontri cui partecipano famiglie israeliane e palestinesi che hanno perso uno o più familiari a causa del conflitto israelo-palestinese.

Ogni anno viene organizzato e sovvenzionato un campo estivo per ragazzi dai 14 ai 18 anni, cui partecipano 20 ragazzi palestinesi e 20 ragazzi israeliani, il cui fine è il dialogo tra le due parti e far avanzare il processo di pace.

Da qualche anno questo incontro, che dura qualche giorno, è stato aperto anche a ragazzi che non hanno perso nessun familiare.

L’incontro quest’anno è durato 4 giorni nei quali siamo stati ospitati dal Kibbutz Kfar Masarik. Ha contribuito a finanziarlo Giorgio Gomel di Roma.

Dopo essere stati divisi in tre gruppi con due madrichim ognuno, ci hanno proposto delle attività: alcune con lo scopo di conoscerci e divertirci, altre invece più profonde.

Abbiamo disegnato, recitato, danzato e visitato Israele insieme, ma anche parlato e discusso sulla situazione in cui ci troviamo, conosciuto la cultura dell’altro e cercato di capire meglio il loro stile di vita.

L’attività più interessante e forte è stata il racconto personale di due madrichim, uno israeliano ed uno palestinese, che hanno condiviso con noi la perdita di un loro parente, raccontando la loro storia e rispondendo alle tante domande venute da noi ragazzi. In questa ora e mezza di racconto gli israeliani hanno capito le condizioni di vita dei palestinesi e della a volte brutale forma di controllo cui li sottopone l’esercito israeliano; e dall’altra parte i palestinesi hanno capito come funziona questo “brutale” esercito, perché fa quel che fa e sopratutto che è obbligatorio per ogni israeliano e non sono i singoli soldati che scelgono cosa fare, ma che ci sono ordini che vengono dall’alto.

Oltre alle attività strutturate c’è stato anche molto tempo libero, in cui abbiamo parlato tra di noi e ci siamo conosciuti come semplici ragazzi; anche se a volte non è stato facile superare il problema della lingua.

Dopo quattro giorni vissuti in un gruppo di 20 israeliani e 20 palestinesi in cui abbiamo confrontato il nostro modo di vivere, la nostra visione del mondo, la nostra cultura, la gente tra cui viviamo, sono ritornata a casa con una conclusione ben chiara in testa: l’ostacolo principale che deve essere affrontato dai palestinesi e dagli israeliani per riuscire a porre fine al conflitto tra i nostri due popoli è la diversità tra le nostre culture.

Israele è un paese in tutto e per tutto occidentalizzato, le idee ed il modo di vivere della popolazione israeliana si possono definire grosso modo simili allo stile europeo ed americano. Al contrario il popolo palestinese vive uno stile di vita appartenente ai paesi arabi, molto influenzato dall’Islam e che non ha ancora in gran parte affrontato la “rivoluzione” sociale avvenuta in occidente nel ventesimo secolo.

Dalle discussioni avute nei quattro giorni passati insieme ho rilevato un grosso problema: gli israeliani pensano che non si possa fare la pace prima di aver occidentalizzato i palestinesi.

Io personalmente non condivido questo pensiero, in quanto spero che si possa riuscire a far finire il conflitto israelo-palestinese senza imporre la cultura occidentale su quella araba.

Non bisogna assolutamente prendere quello che ho scritto come un pensiero condiviso da molti, in quanto ho voluto scrivere qui la mia visione personale e quello che io ho concluso da questa interessantissima esperienza. Tutti e 40 i ragazzi che hanno partecipato hanno una visione ed un pensiero diverso sul conflitto tra i nostri popoli ma noi tutti abbiamo lo stesso fine: fare la pace tra i nostri due popoli, e di sicuro lotteremo per il nostro scopo.

Shulamit Treves

   

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