Uomini e donne

 

Sesso e violenza
Dialogo sulla dominanza di genere

di David Terracini

 

Riportiamo qui di seguito la sintesi di un dibattito immaginario sul potere femminile e maschile nelle nostre società e sull’origine delle guerre. Le tesi dell’autore (Io) non erano condivise dalle donne 1, 2 e 3 coinvolte nella conversazione. Pazienza.

 

Io: Adesso vi faccio una serie di quiz.

1: Oh no, sappiamo già dove vuoi arrivare!

2, 3: Ci vuoi convincere delle tue teorie sceme!

Io: No, è una cosa seria. Rispondetemi: perché negli Stati Uniti la maggior parte dei detenuti è nera?

2: È ovvio, no? Perché la legge USA è opera di giuristi, quasi tutti bianchi.

Io: Esatto, e perché in Israele la maggior parte dei detenuti è palestinese?

3: Non sono sicura che sia così, ma certo la legge è degli israeliani.

Io: E perché in Italia la maggior parte dei detenuti è extracomunitaria?

2: Perché la legge è degli italiani.

Io: E allora spiegatemi: perché nel mondo la maggior parte dei detenuti è maschio?

2: Perché voi uomini siete naturalmente violenti, sovversivi e fuori legge!

Io: Se mi aveste risposto che i neri, i palestinesi e gli extracomunitari sono naturalmente violenti e fuori legge vi avrei dato delle razziste: sui maschi date risposte razziste?

1: E sentiamo il sapientone. Qual è allora la risposta giusta?

Io: La legge tende a proteggere il nido, a difendere la casa, i beni e l’integrità e la continuità della famiglia, dei figli, tende a proteggere la donna dalla violenza ed a tutelare l’intimità dei rapporti sessuali. Questi sono tutti valori tradizionali femminili. La legge è delle donne.

3: Allora secondo te la donna in proprietà esclusiva del marito e il delitto d’onore sono valori femminili?

Io: Sì. Il legame matrimoniale è un valore femminile, in difesa della prole. Fosse per noi uomini, la tendenza naturale sarebbe di mollare la compagna di una sera dopo la sveltina.

2: Ma tu veramente sei così? Se lo sapevo mica ti facevo amico! Già per intanto queste dichiarazioni apodittiche mi danno sui nervi: mica tutte le donne la pensano allo stesso modo, e mica tutti gli uomini hanno valori contrari!

Io: Certo non si può generalizzare, io parlo di orientamenti medi tendenziali dei due generi, poi ci sono ovviamente le eccezioni.

1: Solo nelle società moderne la legge difende la donna e i suoi valori, grazie a secoli di nostre lotte contro la supremazia maschilista. Nei secoli passati e ancora oggi altrove, nella maggior parte del mondo, la donna è schiava. E poi la difesa della proprietà è un valore tipico maschile. Le donne ed i beni appartengono all’uomo che ne può disporre a piacere.

Io: Nelle società primitive, quando la popolazione era limitata, le donne erano raccoglitrici e gli uomini cacciatori. Da quando il mondo è mondo le donne cercavano semi e frutti e si occupavano della prole e del nido, mentre l’uomo andava in giro a cercare proteine. Col crescere della popolazione, il passaggio all’agricoltura e all’allevamento, è nata la lotta in difesa della proprietà.

1: Nelle società matriarcali primitive erano le donne che comandavano, e il regime era pacifico e comunista. Poi voi uomini, più forti fisicamente, avete preso il potere con la violenza e avete dettato legge.

Io: Tu credi veramente che i valori profondi di una società, che sono stati tramandati per milioni di anni, si possano cambiare negli ultimi diecimila? Io non ci credo. Insisto nel ritenere che in periodo di pace le leggi dominanti siano femminili.

3: Perché dici in periodo di pace?

Io: Perché in periodo di guerra le leggi si invertono: tutto quello che era proibito diventa lecito, e allora i maschi si prendono la rivincita. In guerra è lecito rubare, distruggere, stuprare, uccidere. La mia teoria spiega il corso e il ricorso delle guerre ed il fatto che ad esse partecipano, spesso con entusiasmo, i maschi. Le femmine generalmente restano nelle retrovie, e spesso piangono sconsolate. Non è così, forse?

3: La storia è piena di esempi contrari, vedi l’ardore bellicista delle donne spartane, delle amazzoni o di Giovanna d’Arco!

Io: Quelle per me non erano donne: erano uomine, cioè donne che avevano fatto propri i valori maschili, per motivi patriottici o professionali. Comunque anche ai loro tempi erano delle eccezioni.

1: Vai a spiegare la tua teoria sulla dominanza femminile alle donne rapite e stuprate dagli integralisti dell’Isis!

Io: Quelli si considerano combattenti di una guerra santa, e in guerra per loro tutto è lecito.

2: Quindi secondo la tua teoria le guerre sono inevitabili, esplosioni periodiche dell’aggressività maschile repressa in periodo di pace. Ma se la guerra è da evitare, come tutti a parole dichiarano, cosa si dovrebbe fare, secondo la tua teoria?

Io: Con la disciplina e l’educazione. Non a caso le società veramente non violente, come alcune comunità ebraiche ortodosse o quelle dei quaccheri, dei testimoni di Geova o alcune sette buddiste pacifiste tormentano gli uomini con una serie infinita di esercizi spirituali tesi a frenare i loro istinti aggressivi, mentre le donne sono esentate dalla maggior parte degli obblighi rituali, perché unanimemente ritenute più vicine alla perfezione.

2: I testimoni di Geova non consentono le trasfusioni di sangue a chi è in pericolo di vita. Se non è violenza questa… Gli altri non li conosco, le loro mi sembrano tutte società maschiliste. Ma che gli ebrei ortodossi siano non violenti è tutto da discutere: so di mie conoscenti ebree religiose che sono oggetto di vero e proprio stalking da parte del marito…

Io: Gli ebrei più religiosi rifiutano il servizio militare perché uccidere è proibito dalla Torà. Poi ci possono essere eccezioni di alcuni religiosi violenti, ma non si può generalizzare.

3: Questa tua teoria mi sa tanto di buonismo verbale cattolico, e mette pericolosamente in discussione la Guerra dei Maccabei contro il dominio pagano ellenistico, la Lotta di Liberazione dal nazifascismo e la stessa fondazione dello Stato d’Israele.

Io: Nel Talmud non c'è nessun riferimento alla vittoria militare dei Maccabei. L'unica volta in cui si parla di Chanukkà è in relazione al miracolo della lampada sacra. Perché? Perché non si fa festa per una cruenta vittoria militare. È sintomatico il fatto che il Libro dei Maccabei non faccia parte del Tanakh ebraico, ma dell’Antico Testamento cristiano. Quanto alla Resistenza ed alla guerra di Israele, si è trattato di guerre difensive, ed io sono il primo a sostenere (come sostiene l’alakhà) che non solo è lecito, ma è doveroso battersi in difesa della vita propria e dei propri simili. Ciò non toglie che la pace sia considerata da noi il massimo bene, tanto è vero che in ebraico il saluto beneaugurante è shalom!

David Terracini

    

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