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Diario della guerra che non ho combattuto

 di pd

 

Nell’introduzione, quale curatore della pubblicazione del Diario, Michele Sarfatti ci presenta l’autore, Giulio Supino, nato a Firenze nel 1898, professore presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna (di cui sarebbe diventato, dopo la reintegrazione, preside, e vicerettore dell’Università), socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, fondatore e primo presidente dell’Istituto Storico provinciale della Resistenza a Bologna, membro del Consiglio della Deputazione Emilia Romagna per la storia del movimento della resistenza e della guerra di liberazione.

Il diario copre il periodo dal luglio 1939 al 25 aprile 1945. Si leggono annotazioni quasi quotidiane, a volte concentrate in poche parole (nel 1939 “1° sett. Invasione Polonia”, “3 sett. Notizie su mediaz. Duce. Commenti”; nel 1944 “17 dic. Preparo manifesti per il P.Az. per Bologna. Faenza caduta”), in genere dettagliate con notizie e commenti sulla vita sua, della moglie e della figlia, su incontri combinati o casuali, sul suo lavoro, sulla lettura dei classici, sugli eventi bellici che hanno preceduto l’entrata in guerra dell’Italia, e poi sulla guerra degli italiani, sui 45 giorni del luglio/settembre 1943 (colpisce per la preveggenza leggere il 1° agosto “vado a Calderara a riparare la strada. È un rifugio adeguato per il caso che i tedeschi venissero in Italia”). Seguono annotazioni a volte dettagliate, a volte quasi telegrafiche con notizie sui vari fronti di guerra, su retate di ebrei, su arresti di amici, di conoscenti, su episodi dell’occupazione: il 3 giugno 1944 annota “1500 carabinieri che non hanno voluto giurare sono stati mandati in Germania (da Roma e dalla Toscana). Alcuni camion sono stati visti passare da piazza V.E. cantando inni patriottici a base di W il Re”.

Giulio Supino è con la moglie e la figlia a Firenze quando la città viene liberata, dopo le giornate di trepida attesa tra scoppi di bombe e notizie raccolte ora per ora. E poi l’esperienza dell’impegno politico nella libertà riassaporata, nella dignità di ebreo riconquistata.

pd

 

Giulio Supino - Diario della guerra che non ho combattuto - Un italiano ebreo tra persecuzione e resistenza - Ed. Aska, 2014pp. 255 -
€ 20

 

Dani Karavan, Way to the hidden garden, Sapporo Art Park, Japan

   

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