Ricordi

 

Davide Cavaglion

di Giulio Disegni

 

Davide Cavaglion zl

 

difficile che accada di vedere - come abbiamo visto - una vera e propria folla di donne, uomini, giovani e anziani, stretti attorno ai familiari di Davide Cavaglion il giorno della sua sepoltura nel Cimitero Ebraico di Cuneo, una folla che rappresentava l'intera Citt di Cuneo, prima ancora che la Comunit ebraica di Torino, di cui quella cuneese una sezione, ricca di storia, cultura, tradizioni.

L'affetto e la commozione di tutti si percepivano negli sguardi dei presenti e nelle parole dei molti che hanno parlato per lasciare una testimonianza del loro rapporto con Davide, venuto troppo presto a mancare.

Davide Cavaglion era una persona speciale per la sua umanit e la sua disponibilit, ma anche per il suo tratto e la sua capacit di "fare", sia nel suo lavoro nell'antica attivit di famiglia, lo storico negozio di tappeti antichi nel centro di Cuneo, sia nel tener viva e attiva la piccola comunit ebraica cuneese, sopravvissuta nei secoli alle guerre, all'assimilazione, al calo demografico, eppure tuttora esistente, tenacemente presente e salda nelle sue tradizioni.

Quel piccolo gioiello che il Beth hakenesset di Contrada Mondov a Cuneo era ed per la famiglia Cavaglion, da generazioni, una casa, un punto di riferimento imprescindibile, che nel tempo ha saputo continuare ad essere quello che sempre stato nei secoli, e questo grazie all'impegno di tutti i Cavaglion, dei genitori di Davide, Enzo e Pia, e negli ultimi anni grazie all'attivit incessante di Davide di salvaguardare il piccolo nucleo ebraico esistente in citt.

Una persona apparentemente schiva Davide, ma sempre disponibile ad ascoltare e ad aiutare tutti quelli che a Cuneo si recavano per visitare la Sinagoga, o per assistere alle funzioni di Yom Kippur, o per venire a vivere e lavorare stabilmente nella citt.

"Anima della Comunit di Cuneo" l'ha definito La Stampa: la sua idea era pi che altro, oltre a quella di far diventare la piccola Comunit un punto di riferimento per l'intera citt, un luogo di incontro in cui ospitare vita ebraica ma anche dove potersi confrontare con tutta la cittadinanza: per questo aveva voluto qualche anno fa che si completassero i restauri del tempio, e che si ristrutturassero i locali sotterranei, per farli diventare un centro di incontro per gli ebrei cuneesi, ma anche per la citt in determinate occasioni.

Il tutto perfettamente in linea con quanto suo padre, suo zio, suo nonno e, indietro nel tempo, i suoi avi, avevano costruito e consolidato per realizzare la sede pi dignitosa per la Sinagoga e la comunit.

Non pu non tornare alla mente la gioia di Davide, quando due anni or sono nel Centro Sociale della Comunit di Cuneo prese la parola per intervenire sul tema "essere ebrei in provincia", aprendo il bel Convegno "Da Argon al futuro. Ebrei di provincia in Piemonte oggi."

Era ben consapevole di essere portatore di un'eredit tanto antica quanto preziosa. Quell'eredit che ora passa ai suoi figli, Daniele e Sara.

Giulio Disegni

   

Share |