Israele

 

 

 

Blocknotes

 

di Reuven Ravenna

 

 

Senza se

 

A dispetto dei pessimisti, nel ginepraio delle vicende mondiali, e particolarmente nel Vicino e Medio-Oriente, gli eventi in corso stanno modificando il quadro in un succedersi vertiginoso con sviluppi imprevedibili fino a poco tempo addietro. Israele, "villa nella giungla", assiste al dramma siriano-irakeno che coinvolge forze che giocoforza si allineano nei campi opposti secondo l'antico principio "I nemici comuni diventano de facto alleati". Lo "Stato Islamico" è al centro del ciclone e dopo i massacri del terrorismo in Europa e altrove, si mitigano le critiche nei confronti del governo israeliano, che a sua volta deve affrontare al quotidiano l’"Intifada dei singoli' anche al di qua della green line. "Il conflitto israelo-palestinese - dichiara Netanyahu - non è la causa dei mali del mondo”, mentre la sua coalizione di 61 deputati regge appoggiata da gran parte dell'opinione pubblica. Bibi si incontra con Putin, leader emergente, per evitare scontri aerei nei cieli siriani e dà una mano sotto sotto a chi combatte il "Califfato". Si dichiara che lo Stato ebraico e l’Yishuv sono stati vittime del terrorismo da più di cento anni, criticando il "buonismo" dell'Europa alle prese di "invasioni epocali" che sconvolgono equilibri demografici, culturali e politici. L'ostracismo nei confronti del modus operandi del governo di Gerusalemme è in gran parte "esternazione di un antisemitismo persistente contrabbandato come antisionismo". "Nel loro foro interiore, gli arabi non hanno digerita l'idea che gli ebrei siano un popolo che è ritornato, fatto quasi unico, nella loro antica patria dopo duemila anni... "

Con il ma

A Parigi Netanyahu è stato fotografato mentre stringe la mano ad Abu Mazen, il Presidente dell'ANP, dopo anni di distacco crescente, di reciproche accuse soprattutto nel contesto del terrorismo in corso. "Niente disgelo", si è tempestivamente smorzata la possibilità di un cambiamento di rotta nei rapporti tra Gerusalemme e Ramallah, "Solo un atto procedurale…". Sul terreno, nella Cisgiordania e ai confine della Striscia di Gaza controllata da Hamas, si vive, direi, alla giornata. Ad ogni ondata di atti di terrorismo, si prendono misure legislative e operative che finora non hanno prodotto risultati di rilievo. A chi denuncia che l'impasse del "processo di pace" peggiorerà questo stato di cose si ribatte che tutti i progetti di intese, se non di pace concordata, sono falliti. E continua il dibattito sull'assassinio di Rabin: " è stato il colpo mortale che ha posto fine ad ogni prospettiva di intesa", mentre nella memoria si sottolineano i meriti militari del defunto, oscurando la feroce campagna denigratoria nei suoi confronti per aver appoggiato, sia pure con cautela, gli accordi con l'Olp.

L'opposizione è in gran parte bloccata per la reazione all'ondata del terrorismo locale e globale, per l'assenza di leader carismatici, anche se si denuncia la china in tutti campi che deriva dal fatto di controllare/dominare milioni di palestinesi senza, o quasi, diritti civili, anche se le cause sono obiettive o per ideologie preesistenti. I punti di attrito sono da far tremare le vene e i polsi, a cominciare dal futuro di Gerusalemme, "Capitale indivisibile del Popolo Ebraico", problema insolubile per molti, per i condizionamenti religiosi, nazionali e politici. Per non menzionare il crescente aumento dei residenti ebrei in Giudea e Samaria. E chi dibatte in senso critico questi temi viene spesso tacciato di antisionismo, di autolesionismo, se non peggio.

Riflessioni

Seguendo spasmodicamente le news, temendo ogni notiziario radiofonico o televisivo, e non sottovalutando la complessità dei problemi, mi sottopongo di continuo ad un’autocritica con l'animo volto a chi vive al di là del mare. Sono capace di far partecipe i lettori dei timori e delle inquietudini del presente e per il futuro, avendo più che mai presente - e impellente - l'avvenire del popolo ebraico, nel suo centro storico e nella diaspora? È un pio desiderio auspicare un continuo scambio di valutazioni e di giudizi, senza condanne e ostracismi?

Reuven Ravenna

Hanukkà 5776

 

 

David Roberts, Giaffa

     

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