Israele

 

 

 

 

Gebus, ovvero Gerusalemme, tra storia e mito
 

di Daniele Silvera

 

“..e giunse di fronte a Gebus, che è Gerusalemme..”
Giudici, 19,10

Uno dei primissimi nomi con cui la Bibbia chiama Gerusalemme è Yevus, dal nome dei suoi abitanti all’epoca della conquista da parte del re Davide, gli Yevusi. Il nome Yevus, che in italiano viene tradotto Gebus, e in inglese Jebus (così come Yerushalaim diviene Gerusalemme e Jerusalem), deriva secondo gli studiosi dal nome dei suoi abitanti, per l’appunto i Gebusei. I Gebusei erano (come leggiamo in Esodo 3,8) uno dei popoli che abitavano la terra di Canaan prima della conquista da parte di Giosuè. La loro origine non è chiara, ma quello che appare evidente è che non erano Semiti. Secondo alcuni erano degli Ittiti, popolo discendente dal ceppo indo-europeo, che arrivarono a Gerusalemme e occuparono la popolazione locale, di origine semita, con cui si mischiarono. La cosa troverebbe un sostegno nel versetto del profeta Ezechiele che rivolgendosi a Gerusalemme le dice: “Tuo padre era un Amoreo, tua madre una Hittea…” (Ezechiele, 16, 3). Sempre secondo questa teoria, i Gebusei avrebbero occupato la città all’epoca di Giosuè, poco dopo la mancata conquista da parte degli Israeliti, circa nel 1250 a.e.v. Attorno al 1000 a.e.v. re Davide vince i Gebusei, forse con uno stratagemma, e la città diventa la capitale del regno unito.

Nella descrizione della conquista, nel secondo libro di Samuele, la fortezza gebusea viene chiamata Ir David, la città di Davide. Lo stesso nome con cui da circa 120 anni viene indicata l’area archeologica a sud e fuori dalle mura dell’odierna città vecchia, che copre per l’appunto la piccola area abitata all’epoca di Davide, e precedentemente dai Gebusei. Gli ultimi scavi hanno portato alla luce resti datati a prima della conquista da parte degli Israeliti, e quindi attribuibili ai Gebusei. Tra l’altro sono venute alla luce massicce fortificazioni e un sofisticato sistema di difesa del Gihon, l’unica e quindi vitale fonte d’acqua della città. A quanto pare, dopo la conquista del re Davide qualche Gebuseo rimane a Gerusalemme, visto che lo stesso re acquista l’aia di Arauna il gebuseo, come leggiamo alla fine del secondo libro di Samuele, per costruire un altare all’Eterno. Dopo di che i Gebusei scompaiono dalla storia, diventano solo una voce nei dizionari biblici e il nome Gebus cade nel dimenticatoio.

Fu solo nel 1945, che Theodor Meysels, un giornalista del Palestine Post (il quotidiano in lingua inglese pubblicato in Palestina durante il Mandato britannico che poi diverrà, dal 1950, il Jerusalem Post), recupera il nome Jebus, scritto all’inglese. Meysels si interessava, tra l’altro, agli scavi archeologici condotti nella Città di Davide negli anni 1913-14 dall’archeologo ebreo francese Raymond Weill, e aveva pubblicato alcuni articoli sull’argomento. Oltre a scrivere sul Palestine Post, Meysels aveva creato una piccola casa editrice, che aveva chiamato, indubbiamente influenzato dalla sua passione archeologica, Jebus Edition. Un nome che senza dubbio voleva essere un po’ diverso, meno scontato, potremmo dire chic. La Jebus si proponeva di pubblicare alcuni libretti, di cui l’autore era sempre Meysels, che erano delle piccole guide storico-turistiche del paese. In realtà solo un volumetto fu sicuramente pubblicato (trovarne una copia oggi non è impresa facile) mentre degli altri, preannunciati a fine libro dall’autore, non c’è traccia.

Nel 1999, del tutto ignaro dell’esistenza della Jebus Edition, l’autore di queste righe lancia un sito internet in italiano e inglese sulla Gerusalemme sconosciuta, e sceglie come domain name: Gebus.com. Anche in questo caso c’era il gusto di trovare un nome insolito, che avesse un collegamento antico, ma non ovvio, con Gerusalemme.

Venne poi naturale curiosare nel web per vedere se qualcun altro avesse usato Gebus/Jebus come nome, e la cosa portò ad una “scoperta” molto interessante. Nel 1997 nasceva a Gerusalemme un’organizzazione artistico-culturale palestinese chiamata Yabous (una variante di Yevus). Nella presentazione del sito (yabous.org) la scelta del nome viene spiegata così: Yabous, il primo nome dato a Gerusalemme dai Gebusei. I Gebusei sono una tribù cananea che costruì la prima città di Yabous sul sito dell’odierna Gerusalemme. Oggi, e più di 5000 anni dopo, i discendenti dei Gebusei vivono tuttora a Gerusalemme e continuano a rendere viva la loro città dal punto di vista culturale e artistico.

Infine, in una delle puntate dei Simpson, Homer, il capofamiglia, si finge missionario in una remota isola tropicale, e ad un certo punto dice: "I can't be a missionary, I don't even believe in Jebus"….

Davide Silvera
dragoman@zahav.net.il
www.gebus.com

 


David Roberts, Torre di David

 

   

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