Arte

 

 

 

 

I colori della memoria in scena a Paratissima

di Manuela Giuili

 

 

Si è da poco conclusa a Torino l’undicesima edizione di Paratissima, manifestazione indipendente di arte contemporanea che si tiene tutti gli anni all’inizio di novembre e che permette ad un grandissimo numero di artisti, con particolare attenzione agli emergenti, di esporre e farsi conoscere a livello nazionale e internazionale. Basta dare uno sguardo alle cifre per rendersi conto della portata dell’evento: 472 artisti di 14 nazionalità. Quest’anno è sbarcato in città anche Eliseo Sonnino, giovane pittore che è arrivato a Paratissima dopo un’intuizione della storica Micol Ferrara, che ha ideato e seguito le fasi di realizzazione dell’opera e la donazione al Museo Diffuso della Resistenza.

 

Il tema della manifestazione di quest’anno era “ordine e caos” e ogni artista era libero di declinarlo nel modo che preferiva. Il progetto della curatrice consisteva nel cercare un modo inedito di coniugare arte e storia, un incontro, come lei stessa definisce, “della memoria con i colori”. Micol Ferrara e Sonnino si conoscono in quanto quest’ultima ha curato un libro[1] che tratta le vicende relative al rastrellamento del Ghetto di Roma del 16 Ottobre del ’43 nel quale Sonnino ha rilasciato un’intervista connessa alle vicende che videro coinvolto il padre in quel periodo. Sonnino si è detto entusiasta sia per il tema in generale della manifestazione, in quanto “ordine e caos” è un binomio che descrive bene il suo lavoro artistico principalmente improntato all’astrattismo, sia per il particolare progetto propostogli, che ha deciso di realizzare ponendo particolare attenzione alle lotte di Liberazione avvenute in Italia a seguito del Secondo Conflitto Mondiale. Sulla sua tavola è avvenuto uno scontro-incontro di colori, un caos ordinato o un ordine caotico, il cui senso profondo era quello di suscitare nel fruitore l’idea di libertà, di uscita da un periodo buio, una luce simbolica quella del giallo utilizzato nell’opera, che sembra bucare la tela. Un tentativo di delineare, attraverso l’arte visiva, un periodo storico che l’artista sente come un chiaroscuro.

 

Opera di Eliseo Sonnino

 

Lorenzo Germak, coordinatore di Paratissima, si è detto subito favorevole ad accogliere la proposta poiché la manifestazione “oltre ad essere rivolta prevalentemente ai giovani, tiene in grande considerazione la valorizzazione e le connessioni con il territorio. L’opera di Sonnino, oltre a trasmettere di per se valori di fondamentale importanza, sarà successivamente donata al Museo Diffuso della Resistenza - istituzione fiore all’occhiello della Regione Piemonte - pertanto il progetto non poteva che avere riscontro positivo. “Siamo sempre felici, continua Germak a nome di tutto lo staff di Paratissima, di riuscire a dare un contributo diretto o indiretto al territorio.”

 

La performance di live painting si è svolta nell’arco di tre giorni durante i quali l’artista, fedele fino in fondo al tema della manifestazione, ha a più riprese cambiato postazione, mantenendo sempre un contatto con il pubblico e rispondendo alle domande dei più curiosi. A metà della manifestazione è stato organizzato un contest in cui si chiedeva al pubblico stesso di proporre il titolo dell’opera. Il Direttore del Museo Diffuso della Resistenza, Guido Vaglio, ha dichiarato: “ho accolto con molto piacere la notizia della donazione, innanzi tutto perché il Museo ha fin dall’inizio voluto porsi come un luogo aperto e dinamico, pronto ad affrontare le tematiche che costituiscono la sua missione attraverso una pluralità di linguaggi e punti di vista. Abbiamo sempre creduto nell’efficacia che i linguaggi dell’arte - che si tratti di letteratura, cinema o pittura - possono avere nel trasmettere un messaggio civile, generare curiosità e raggiungere pubblici differenti e magari più distratti e freddi nei confronti dei tradizionali veicoli di trasmissione del sapere”. Opinione, quest’ultima, in linea con quella della curatrice Micol Ferrara: “spero che in futuro l’idea di sviluppare laboratori didattici sui “colori della memoria” possa trasformarsi in qualcosa di concreto.” Proseguendo poi con una riflessione sulla realtà torinese che vale la pena riportare: “Paratissima e il Museo Diffuso della Resistenza, seppur in modalità evidentemente ben diverse, sono dei casi di eccellenza in Italia. Entrambi dimostrano che possono esserci dei percorsi alternativi che vale la pena percorrere.” Con l’auspicio che queste realtà continuino a crescere nel nostro paese.

Manuela Giuili

 


[1] La Punizione che Diventò Salvezza. Il salvataggio della famiglia Sonnino durante la Shoah ad opera del Prof.Giuseppe Caronia, Antonucci, S.H. e Ferrara, M. (a cura di), Forum Edizioni, Udine, 2014.

 

 

Opera di Eliseo Sonnino

    

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