Libri

 

 

 

 

La pecora nera
 

di Anna Maria Fubini

 

 

Avevamo scoperto nel 1970 Israel Joshua Singer, fratello del premio Nobel Isaac Bashevis Singer, grazie al libro “La famiglia Askenazy” edito da Longanesi e subito ci eravamo resi conto che avevamo di fronte un altro grande scrittore. I.J. Singer era nato a Bilgoraj in Polonia, era emigrato negli Stati Uniti nel 1934 e vi era morto dieci anni dopo. Recentemente Adelphi ha pubblicato “La famiglia Karnowski che ha avuto immediatamente un grande successo. Vi si narra l’ascesa del nazismo vissuta da una famiglia di ebrei assimilati ma che, malgrado il loro tentativo di integrazione, non sfuggiranno al dramma collettivo di tutto l’ebraismo. Si salveranno in America ma lì vivranno drammatici conflitti all’interno della loro stessa famiglia.

La conferma che Israel Joshua è davvero un grande scrittore, degno del suo più noto fratello, ci viene ora dal libro La pecora nera che Adelphi ha appena pubblicato. Doveva essere il primo volume dell’autobiografia dell’autore, rimasta purtroppo incompiuta. Siamo fin dalle prima pagine immersi nella vita di un piccolissimo shtetl dove tutto ruota attorno al rispetto più rigoroso delle regole religiose e alla contrapposizione tra ebrei ortodossi ed ebrei chassidici, fianco a fianco con gli abitanti polacchi, a volte loro complici nel difendersi dalle prevaricazioni dell’autorità russa e a volte persecutori dei vicini ebrei. Per assurdo, in molti casi sarà invece l’autorità russa a ripristinare l’ordine!

Il piccolo Israel Joshua vive l’oppressione dello studio impostogli come una condanna senza scampo. Il padre è rabbino, seppure non ufficiale per essersi sempre ostinatamente rifiutato di dare l’esame di russo, a Leoncin, paesino di pochissime anime. Oltre a occuparsi del culto e coltivare la sua grande passione per lo studio, come sempre avviene nelle comunità grandi o piccole, deve svolgere l’attività di giudice nelle continue controversie che sorgono quasi quotidianamente per un nonnulla. Tutto questo, unito alla sua bontà e gentilezza d’animo, non è sufficiente a sfamare la famiglia. Con grande maestria di scrittore e grande umorismo, ma anche con rispetto e tenerezza, Israel Joshua Singer ci dà un affresco vivace e brillante di quella vita. Il bambino Singer non osa certo ribellarsi alla tradizione in cui si sente soffocare ma anela a una vita libera dove potersi mescolare agli altri bambini, ebrei o polacchi, poter correre nei campi, inventarsi giochi. Il suo divertimento più grande è il lungo viaggio che lo conduce insieme alla madre dai nonni materni a Bilgoraj. dove il padre della mamma è anch’egli rabbino ma di una grande e fiorente comunità e dove le dispute nel tribunale rabbinico sono ben più importanti e fanno la delizia del giovane Israel Joshua! Bella la figura della madre, donna colta e intelligente che si limita a stimolare il marito ad avere maggiori ambizioni ma non gli rinfaccia mai la misera vita a cui è costretta nella piccola Leoncin.

Crescendo Israel Joshua scoprirà che anche all’interno del mondo ebraico stanno succedendo grandi cambiamenti e che quel piccolo mondo ristretto sarà costretto a scomparire comunque anche senza l’immane tragedia che l’avrebbe spazzato via. A noi resta la straordinaria testimonianza di quello che quel mondo ormai sparito ha rappresentato.

Anna Maria Fubini

 

Israel Joshua Singer, La pecora nera, traduzione di Anna Linda Callow, Edizioni Biblioteca Adelphi, pp. 239, € 18

 

    

Share |