Israele

 

 

 

Blocknotes

di Reuven Ravenna

 

Ebrei d’Etiopia

Ho partecipato ad un convegno in onore del Prof. Michael Corinaldi, ottantenne pieno di energie, nelle adiacenze del Bet Hakeneset dei Bnei Roma, a Gerusalemme. Oltre ai festeggiamenti in onore del Professore, la sede dell'incontro, e soprattutto la presenza di insigni rappresentanti dell'ebraismo d’Etiopia in Israele - in primis i Chesi, le guide spirituali nei loro caratteristici costumi - ha sintetizzato per me una lunga dimestichezza con questa comunità che comprende più di centocinquantamila membri nello Stato ebraico. Sono stato legato da una calda amicizia con la Rabanit Lea Berman sorella e collaboratrice di Yaakov Faitlovich, il "padre" europeo della Comunità dagli inizi del secolo scorso. Ho tradotto in italiano "Da Ambober a Gerusalemme", il diario del carissimo amico Aharon Cohen, della sua missione segreta in preparazione della grande alià dall'Etiopia, edito con quello di Carlo Alberto Viterbo, inviato nel Paese dopo la conquista italiana nel 1936, altro indimenticabile amico, il loro ricordo sia di benedizione. Come italkì, sono particolarmente fiero per il legame che da secoli ci unisce con questa comunità particolare del Corno d'Africa, dallo studio di Filosseno Luzzatto sulla lingua amarica alla attività di Rav Margulies per i Falascià che portò in Italia giovani etiopi che conobbi poi in Eretz Israel, veri e propri leader. Michael, stimato giurista, patrocinante indefesso di comunità particolari - samaritani, caraiti e soprattutto etiopi - ha condotto una campagna vincente per il riconoscimento assoluto dell'ebraicità dell'ebraismo di Etiopia, ulteriore esempio di un legame tra gli ebrei dello Stivale con i fratelli africani, che incontro sempre più integrati nella mia quotidianità israeliana.

Oz Ve-Shalom (Forza e Pace)

Per Shabat ‘Haiiè Sarah’ il movimento pacifista religioso "'Oz ve-Shalom" ha tenuto un convegno ad Arad nel Neghev. Sono stati trattati argomenti di attualità che sono perennemente all'ordine del giorno nei dibattiti in seno non solo del sionismo datì (ortodosso): la radicalizzazione dei rabbini nei confronti delle minoranze non ebraiche dagli inizi dello Stato al presente, da una visione umanistica basata sui testi della tradizione ad una chiusura fondamentalista e esclusivista. Da un orientalista da tempo in stretto contatto con i palestinesi abbiamo sentito una esauriente disamina del narrativo arabo con cui dobbiamo continuamente cimentarci. Infine gli intervenuti hanno dialogato sulle modalità necessarie per un dibattito costruttivo in seno al Sionismo datì rifuggendo dalle "scomuniche" e dagli ostracismi delle parti.

Riflessioni

Seguendo con una certa sofferenza le notizie del mondo, tento di trarne un bilancio, per così dire, riandando al passato. Sia per una formazione storicistica sia per le esperienze della vita, sono portato nella memoria a confronti con il passato globale e personale. Vedo nel presente preoccupanti fenomeni planetari. Mi sorge una domanda, ingenua finché si vuole: come giudicheranno i posteri, anche immediati, il presente, convulso e ingarbugliato, pregno di fake news e di un postmodernismo relativistico?

Reuven Ravenna

 

Moshe Safdie, Yad Vashem, vista aerea

Moshe Safdie, Yad Vashem, Padiglione di ingresso

   

 

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