Lettere

 

 

Questioni da sviluppare

 

Carissima Ha Keillah,

qui unito accludo il mio contributo perché Ha Keillah continui il suo lavoro di ricerca e di pubblicazione. Trovo che la rivista sia viva e che spesso affronti questioni aperte con un intento di dialogo e di confronto che la rende attraente e la mette al riparo da integralismi e fondamentalismi.

È per questo che, quando la ricevo, la leggo sempre con attenzione, anche se verifico dissensi. Ma i dissensi sono l’anima dell’atteggiamento democratico e, lungi dall’essere fattori di dissapori, sono al contrario momenti di riflessione e di confronto.

Tuttavia avrei anche delle proposte da fare per questioni che mi piacerebbe vedere più approfonditamente sviluppate.

Eccole, scritte un po’ come mi viene.

1)Non nascondiamoci dietro un dito: che Trump abbia cambiato linea e che gli USA non si rivolgano più verso l’Europa come a degli alleati ma come a dei “competitors”, non è questione secondaria. Che Israele si sia schierato così violentemente assieme a Trump (e a T. May) mi pone molti problemi aperti! Eccoci nel bel mezzo di un attacco all’Europa! Trump, Putin, Netanyahu, Salvini … tutti contro a quel progetto storico di dare al continente europeo un assetto federale comune … Penso che tra Israele e i paesi europei si stia aprendo una forbice politica disastrosa. Perché non parlarne?

2) Molti paesi stanno riscoprendo “la Nazione”. Tutti i populismi sovranisti vanno a braccetto con la Nazione. E tra questi Israele spicca per la sua politica ermeticamente reazionaria. Che cosa hanno da dire gli ebrei democratici di sinistra su questo punto? Tutti a favore di Israele “a prescindere”, o invece hanno da dire qualcosa, aprendo distinguo e dissonanze?

3) La questione palestinese sta forse oramai in un calendario politico del passato? Tacitamente, avanza “la Grande Israele” come programma politico legittimato dalla mossa americana di portare l’ambasciata a Gerusalemme. Tutto ciò mette a repentaglio le minoranze antropologiche dell’area, drusi e palestinesi in prima fila? Perché Ha Keillah non riprende questa discussione più approfonditamente?

4) La grande polarizzazione esistente in Israele tra religiosi e laici è questione che trovo estremamente interessante! Vedo in questa polemica l’affacciarsi di problemi storici “di prospettiva”: una sostituzione della religione con un’altra “religione della Shoah”; l’irrisolta questione della definizione di “chi è ebreo?” che impedisce a Israele di avere una sua costituzione democratica; un orizzonte di riflessione “post religioso” che apra una lettura dei testi sacri in una nuova prospettiva.

Insomma, le tensioni esistenti in Israele sono questioni che ci pongono molte domande su cui riflettere. E Ha Keillah potrebbe essere la palestra per un approfondimento di queste problematiche.

5) C’è oggi un discredito gettato sulle democrazie rappresentative che indubbiamente parte da errori spaventosi fatti nel passato, ma che apre anche interrogativi su “ritorni” nazionalistici che vedono gli ebrei pressoché assenti dal dibattito, laddove invece avrebbero da dire molte cose.

Ho ricevuto quest’estate da Stefano Levi Della Torre una sua riflessione “sulla storia in corso” molto, molto ricca di analisi inquietanti. Qui a Milano ne faremo oggetto di discussione verso gennaio 2019. Forse Stefano potrebbe essere un interlocutore molto utile ad Ha Keillah per aprire un confronto. Perché non chiedergli di discutere in redazione il suo documento?

Poi ci sarebbero anche altri problemi più di dettaglio, meno importanti di quelli cui ho accennato in questa lettera.

Mi scuso per la grafia … ormai diventata quella di un ottuagenario.

Un augurio di buon lavoro a tutti.

Il vostro Giuliano Della Pergola

Milano, 12 dicembre

Ringraziamo Giuliano Della Pergola per le sue gentili parole e per il suo sostegno. I temi che propone sono in gran parte quelli di cui Ha Keillah parla in continuazione, in alcuni casi da 44 anni a questa parte, in altri (per esempio la legge israeliana sullo stato-nazione) con approfondimenti e dibattiti. Se su questi argomenti Della Pergola ha opinioni diverse da quelle che sono state espresse sarà un piacere per noi proseguire il dibattito con il suo contributo. Certo, può darsi che non su tutti i numeri ci sia spazio per approfondire allo stesso modo tutti i temi, ma questo è inevitabile.

Solo una piccola osservazione: certamente si può discutere sull’opportunità della scelta americana di spostare l’ambasciata a Gerusalemme, ma tecnicamente non si può dire che tale scelta sia una legittimazione della “Grande Israele”, dato che l’ambasciata Usa si trova a Gerusalemme ovest, che non è tra i territori occupati da Israele nel 1967.

Quanto a Stefano Levi Della Torre, preziosissimo collaboratore che ad ogni numero ci fa dono di una bellissima immagine ispirata a un episodio biblico per la prima pagina, proprio su questo numero ospitiamo assai volentieri un suo articolo scritto insieme a David Calef. Se i contributi scritti di Stefano non sono più frequenti questo è dovuto ai suoi numerosi impegni e non certamente alla nostra volontà.

HK

Share |