Israele

Una lettera

di Gilberto Salmoni

 

 Spett. Redazione di Ha Keillah

Alla luce dei recenti attentati pongo alla vostra attenzione queste mie considerazioni.

Quanto successo in Kenia rende evidente l’impossibilità da parte israeliana di prevedere e prevenire qualsiasi attentato in qualsiasi parte del mondo e dimostra che Israele può essere colpito anche al di fuori del suo Stato ed è impensabile che si possa continuamente stare all’erta, ventiquattro ore su ventiquattro, per difendere obiettivi fuori di Israele mobili, come navi e aerei, o immobili, come l’albergo di Mombasa.Non c’è repressione che tenga quando una popolazione si sente ingiustamente oppressa.

Alla luce di queste considerazioni è difficile comprendere, prescindendo dal periodo di campagna elettorale, come Sharon possa dichiarare che riuscirà a stanare i terroristi.

Inoltre il continuo richiamo di Sharon alla vendetta e non alla giustizia non getta buona luce sullo Stato di Israele e favorisce una recrudescenza di tendenze antisemite in Europa e nel mondo.

Occorre cambiare strada per il bene d’Israele e anche degli ebrei della Diaspora.

Il mio pensiero trova chiara espressione in un brano del dialogo tra padre e figlio nel romanzo Fima di Amos Oz. Dice il padre:"Ti ho chiesto di fare un po’ d’ordine nella tua vita. Di diventare un Mensch. Di preoccuparti del tuo futuro, invece di badare giorno e notte allo stato di salute dei cari arabi. Io – rettificò Fima – "non mi preoccupo per gli arabi. Te l’ho già spiegato mille volte. Io mi preoccupo per noi."

Mitzna, sindaco di Haifa e attuale leader dei laburisti, ha illustrato il programma del suo partito che propone di affrontare la situazione israeliana in modo chiaro e nettamente diverso rispetto alla politica dell’attuale governo. Riassumo le proposte laburiste in modo certamente inesatto, ma probabilmente molti le conoscono. Trattare senza precondizioni come se non ci fosse il terrorismo e combattere il terrorismo come se non ci fossero trattative. Procedere allo sgombero di insediamenti nei territori palestinesi.

Le proposte laburiste appaiono l’unica via ragionevole da percorrere per arrestare l’escalation alla vendetta che ha contraddistinto la politica di Sharon. In questo modo, con ogni probabilità, si potrà trovare l’appoggio della Comunità Europea e attenuare e gradualmente annullare l’isolamento che lo Stato di Israele ha da anni nel contesto internazionale. Come ulteriore effetto si dovrebbero ridurre le recrudescenze di antisemitismo, che si sono recentemente manifestate trovando come pretesto la politica israeliana.

Mi sembrano motivi validi a indurre gli ebrei della Diaspora a far sentire la loro voce in appoggio a queste proposte.

Gilberto Salmoni