Israele

Gerusalemme dopo il 1967

di Paolo Di Motoli

Gerusalemme rimane il cuore del conflitto mediorientale: da qui è partita la scintilla che ha acceso la nuova intifada, dopo che, proprio a causa dei dissidi sulla città santa, era fallito il secondo vertice di Camp David, e da qui, prima o poi, dovrà decidersi a passare la strada della pace fra arabi e israeliani.

Il 29 giugno 1967, dopo la vittoria nella guerra dei sei giorni, Israele proclamò unilateralmente la "riunificazione" di Gerusalemme, impegnandosi a tutelare la libertà di accesso ai Luoghi Santi e a garantire l’autonoma amministrazione, da parte delle varie comunità confessionali, dei loro santuari e delle loro istituzioni. Tuttavia le divergenze tra israeliani e palestinesi si acuirono in seguito all’elaborazione di un piano di sviluppo urbanistico che, mediante l’espropriazione di terre appartenenti in gran parte alla popolazione araba, prevedeva la costruzione attorno alla città di un doppio anello di nuovi quartieri destinati ad alloggiare immigrati ebrei.

Nel luglio 1980, durante il Governo di Menahem Begin, la Knesset approvò una legge fondamentale che proclamava Gerusalemme "capitale unica ed eterna dello Stato ebraico", e nel 2000 un’altra legge fondamentale ha vietato ogni cessione di sovranità sulla parte orientale della città.

Oggi, dopo oltre trent’anni di "unificazione forzata", Gerusalemme è ancora una città divisa: le istituzioni pubbliche funzionano come sistemi del tutto separati nelle due parti della città; il gruppo di minoranza ha un differente status civile e legale rispetto a quello della maggioranza; sono diversi anche molti aspetti della vita quotidiana, come i costumi, la lingua e i giorni di festa.

Secondo la Foundation for Middle East Peace (www.fmep.org) dal 1968 al 1995 sono stati espropriati ben 6000 acri di terreno nella parte est della città per costruire colonie ebraiche pari al 34% del territorio di Gerusalemme est. La popolazione israeliana insediatasi nella parte est della città dopo il 1967 raggiunge quasi le 180.000 unità. La colonia di popolamento maggiore a est è Maalé Adumim con 25.800 unità (dati del dicembre 2001 a cura del Fmep) poi si segnala la colonia di Betar con 17.300 e quella di Givat Zeev con 10.500.

Paolo Di Motoli