di Manfredo Montagnana
Trovo faticoso e allo stesso tempo stimolante la ricostruzione del percorso compiuto durante questo periodo di presenza in una istituzione pubblica. Faticoso, perché mi costringe a mettere ordine fra le molte attività svolte nel Consiglio Comunale e nelle Commissioni di cui faccio parte; stimolante, perché da questo ripensamento deriverà una riflessione, che non può che essere salutare, su quanto ho fatto finora.
Sono entrato nel Consiglio Comunale di Torino nel giugno 2000 e le prime settimane sono state forse le più difficili; latmosfera in Sala Rossa durante i dibattiti su delibere e mozioni è resa surreale dal continuo andirivieni di molti consiglieri, dal loro fitto chiacchierio e dal permanente squillare dei cellulari. Pian piano ho compreso che quel che conta è il lavoro nelle Commissioni e soprattutto lapprofondimento dei problemi sui quali si ha maggiore competenza.
La vera difficoltà è costituita dalleccesso di informazioni di ogni genere e dalla conseguente necessità di ordinare e approfondire almeno quelle che riguardano le mie commissioni: alla I (di cui ho fatto parte fino ad ottobre) sono attribuiti Bilancio, Programmazione, Aziende, Patrimonio, Economato, Personale, Affari legali, Servizi demografici, Vigili urbani; la II (in cui sono entrato da poco) si occupa di Urbanistica, Edilizia, Viabilità e Trasporti, Arredo urbano, Lavori pubblici, Servizi tecnologici; la V tratta Cultura, Istruzione, Sport, Turismo, Tempo libero, Gioventù; e la Commissione Speciale per i Giochi Olimpici del 2006 affronta tutti i temi relativi alle Olimpiadi invernali.
Per dare unidea della varietà delle questioni trattate, ne ricordo alcune: bilancio, acquisti e dismissioni di edifici e di aree, stadi Comunale e delle Alpi, gestione dei cimiteri, AMIAT, AEM, ATM; piano urbano del traffico, parcheggi, piste ciclabili, varianti al PRG; laboratori didattici, musei, teatri, bocciofile, impianti sportivi; localizzazione degli impianti e dei villaggi olimpici; per non menzionare le innumerevoli audizioni ed i sopralluoghi.
Naturalmente, ho seguito solo alcuni temi, oltre ad impegnarmi su diverse questioni che riguardano direttamente la VII e la VIII Circoscrizione. In particolare, ho cercato di dare un contributo nei campi in cui ho più specifiche competenze: quelli della ricerca, della formazione e della cultura. Un esempio significativo è costituito dalla istituzione della Fondazione Torino Musei che ha occupato diverse sedute della V Commissione e costituisce uno dei rari casi in cui la delibera approvata dal Consiglio Comunale deriva non solo dalla elaborazione dellAssessorato competente e della Giunta ma anche dai molti contributi dei consiglieri.
Una iniziativa specifica, che sto conducendo da tempo mediante interpellanze e mozioni, mira a sensibilizzare il Consiglio e la Giunta sulla necessità di stabilire un rapporto istituzionale tra lAmministrazione comunale ed il mondo della ricerca, della formazione superiore e dellinnovazione tecnologica.
Ci sono poi tutti gli interventi particolari dettati da fatti della cronaca quotidiana o da richieste provenienti da cittadini delle aree territoriali o politico-culturali cui mi riferisco. Ad esempio, ho contribuito alla stesura di una mozione di condanna per la devastazione delle lapidi alla Benedicta e per atti di razzismo e di antisemitismo; analogamente, seguo con assiduità le questioni di carattere urbanistico che riguardano le Circoscrizioni VII e VIII.
Che valutazione si può esprimere su questa prima parte della mia esperienza di consigliere comunale? In primo luogo, mi piacerebbe riscontrare una maggiore efficacia del lavoro del Consiglio e delle sue Commissioni, tenendo conto delle dimensioni e della intensità di questo lavoro. Daltra parte, se ci fermiamo a considerare la mole di interpellanze, ordini del giorno, mozioni e soprattutto delibere di Giunta e di Consiglio, non possiamo che riconoscere una grande vitalità allAmministrazione ed al Consiglio comunale.
In questi venti mesi ho potuto verificare una mia convinzione maturata da tempo: la maggioranza dei cittadini, se non tutti, avrebbe la capacità di operare in uno dei consigli elettivi e certamente la rotazione di molti italiani in Comuni, Province, Regioni e in altri ruoli di rappresentanza contribuirebbe in modo determinante alla costruzione di una più larga coscienza delle difficoltà ma anche dellimportanza di una gestione democratica della cosa pubblica.
Se, nellarco di qualche lustro, centinaia di migliaia di nostri concittadini passassero attraverso lesperienza della gestione di una istituzione o di un ente pubblico, forse si allargherebbe la base di coloro che sono in grado di seguire criticamente il confronto politico e amministrativo ed i rappresentanti si sentirebbero meno isolati di fronte alle scelte che quotidianamente sono chiamati a fare.
Manfredo Montagnana