Il crocifisso a S.Salvario

di Guido Fubini

Il giorno 30 settembre scorso il Consiglio della Circoscrizione 8 (San Salvario) di Torino ha approvato, nonostante l’opposizione della minoranza, un ordine del giorno, proposto dalla Lega Nord con appoggio di Forza Italia, Alleanza Nazionale e UDC, volto ad ottenere l’esposizione del crocifisso nei locali dell’Anagrafe e della sala del Consiglio di Circoscrizione. Una settimana dopo, il 7 ottobre, è stato dato seguito a tale ordine del giorno con l’esposizione del crocifisso nei locali menzionati. Due consiglieri di Circoscrizione (Carlo Ottino, PRC, e Stefano Azzolin, indipendente DS) hanno ritenuto di non potere più partecipare alle sedute del Consiglio di Circoscrizione per la lesione perpetrata alle loro coscienze, con conseguente lesione dei diritti di partecipazione dei rappresentanti eletti dagli elettori.

Questo giornale sente l’esigenza morale e politica di esprimere la sua solidarietà ai due consiglieri di minoranza.

Giustamente è stato rilevato nell’appello promosso dai consiglieri di minoranza che il crocifisso non è, come riporta l’ordine del giorno di San Salvario un "emblema di valore universale di civiltà", ma, al contrario, nei secoli, è stato uno strumento per dividere e discriminare, quando non per perseguitare e colpire chi cristiano non era. È stato il simbolo che ha accompagnato per secoli persecuzioni, roghi e crociate.

I signori della Lega Nord, che tanto hanno a cuore la conservazione delle tradizioni piemontesi, evidentemente ignorano le leggi Sineo e Siccardi, che nel Risorgimento hanno posto il Piemonte all’avanguardia delle battaglie per la laicità dello Stato. Forse se studiassero la storia, invece di proporre degli ordini del giorno indecenti, non si farebbero male da nessuna parte.

Guido Fubini

 ... e a scuola

di Giorgio Gomel

Sono sconcertato dall’annuncio del Ministro Moratti circa l’obbligo del crocifisso nelle scuole. La croce – forma romana di esecuzione di condanna a morte – è assurta con la morte di Gesù a simbolo del cristianesimo che, scaturito dall’ebraismo e congiuntosi con il paganesimo romano, è diventato religione dell’impero romano e poi dell’Occidente. Ma ai non cristiani la croce evoca anche un passato luttuoso di violenze perpetrate in suo nome nel corso dei secoli – dalle crociate alla conquista coloniale dell’America Latina, dalle conversioni forzate dell’Inquisizione ai pogrom antiebraici. Esporre il crocifisso è affermare il primato di una religione, e di una sola – quella cristiana – dominante, ma non unica in Europa o in Italia, contro i diritti legittimi delle altre confessioni religiose o di chi non crede.

La scuola pubblica deve essere luogo aconfessionale, laico e autenticamente pluralistico di convivenza di persone di culture e religioni diverse. Essa non lo è in Italia, non solo per la presenza di crocifissi nelle sue aule, che la decisione del ministro aggrava, ma per il fatto che continua ad essere impartito l’insegnamento della religione cattolica, ad esclusione delle altre.

Giorgio Gomel