ANNO XLIV - N. 217 - MARZO 2019 / ADAR 5779

 

IL BIMESTRALE

IL GRUPPO DI STUDI

   I NUMERI ARRETRATI LE VIGNETTE DI DAVÍ

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LEVI DELLA TORRE


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Esodi

Disegno di Stefano Levi della Torre
(clicca sull'immagine
per ingrandire)
 

  

 


Elezioni del consiglio
della Comunità Ebraica di Torino

7 aprile 2019

dalle 8,30 alle 20,30

   Programma della lista “Beiachad”   

   Candidati 
 



 

 

 

 



MIGRANTI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grazie!

La redazione di Ha Keillah ringrazia calorosamente i lettori che ci hanno sostenuto con le loro generose offerte.


Sara Elter

Le fotografie di questo numero, documentarie di vicende di migranti, sono di Sara Elter. Sara nasce a Torino nel 1963, dove frequenta la scuola ebraica (elementare e media) e l'Hashomer Hatzair, movimento di ispirazione sionista-socialista. Nel 1992 compie un viaggio in Nicaragua, ove lavora come volontaria presso una cooperativa contadina, e dove scatta immagini documentarie di qualità. Le sue doti di fotografa vengono scoperte da un collega del quotidiano La Stampa, dove lei lavora come tipografa-dimafonista a trascrivere gli articoli dei corrispondenti. In una delle maggiori agenzie fotografiche di Milano ha modo conoscere scrittori come Igor Man, Mimmo Càndito, Marco Neirotti, Domenico Quirico. Nel frattempo (e per diversi anni) collabora come volontaria presso l'archivio fotografico dell'Opera Nomadi di Torino, producendo mostre e materiali a carattere umanitario che vengono presentati in sede nazionale ed internazionale. In seguito partecipa a missioni volontarie e pacifiste in paesi martoriati da guerre, miseria e conflitti sociali, come Turchia, Irak, ed ex Jugoslavia. Stanca di testimoniare dolore e distruzione con la sua opera di fotografa, si rivolge in Messico al settore più puramente antropologico, dove conduce un'indagine per conto dell'Università di Scienze Sociali e di una Municipalità del Chiapas. Da questa esperienza nasce una mostra fotografica tra il gioioso ed il serio, dal titolo "Tenera è la morte", che viene esposta in occasione del Torino Photo Festival ed al Musée du Quai Branly (Parigi), uno dei maggiori musei di antropologia in Europa, nell'ambito della mostra "Mayas - Révélation d'un temps sans fin". Nel 2010 viene introdotta al lavoro in uno Sprar di seconda accoglienza quale coordinatrice di una comunità abitata da profughi di guerra, dove approfondisce la sua conoscenza sulla psicologia d'emergenza e sul concetto di resilienza, rendendo il suo lavoro, grazie anche alle sue competenze multi-linguistiche, efficace nel recupero di persone reduci da esperienze traumatizzanti. Si specializza come consuelor e oggi lavora presso un co-housing per donne e famiglie in stato di disagio (emergenza casa) dove viene assunta per seguire 9 donne di diversa provenienza culturale e linguistica ed i loro bambini.


Vignetta di Davì


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